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   numero di 30/08/2017
Fare Business

Il mercato è in attesa ma la domanda è "fino a quando"?
Maltagliati (CornerJob): per molti imprenditori non è più possibile aspettare per vere riforme. L'Italia deve darsi una mossa concreta, come Spagna e Francia

Se altri mercati, come Francia e Spagna, sembrano essersi definitivamente lasciati alle spalle la crisi, la situazione di stallo in Italia perdura e per il momento non si vedono segnali significativi di ripresa, anzi, sembra esserci uno stato di depressione che rischia di cronicizzarsi. E come tutti gli stati depressivi, anche questo alimenta un circolo vizioso.
"Nonostante il ministro Padoan", osserva Mauro Maltagliati, CEO Italia di CornerJob, "continui a rassicurare che gli ultimi interventi inizieranno a dare risultati nei prossimi mesi, in realtà la comunità degli imprenditori, con cui dialoghiamo quotidianamente, non condivide questa visione rosea. La percezione è che le manovre strutturali fin qui adottate (di fatto il celeberrimo Jobs Act), funzionino solo se spinte da interventi di contingenza, che ovviamente agiscono sul breve periodo ma non hanno la forza di ribaltare i trend.
Sull'altro versante - continua Maltagliati - le aziende sembrano ancora troppo fossilizzate nell'attesa di interventi centrali. Dovremmo prendere esempio da Paesi come Spagna e Francia che hanno cominciato da tempo a non attendere più un cambiamento dall'esterno ma a provocarlo dall'interno adottando nuovi modelli occupazionali: smart working, digitalizzazione del recruiting, collaborative organization ecc. La mia sensazione è che in Italia il dibattito sia aperto, ma più a livello di visione che di missione".
"Confermo quanto osservato da Maltagliati", osserva Elisa Terraneo, marketing manager di EF Corporate Solutions, "e voglio aggiungere un'ultima considerazione. I giovani in cerca di lavoro fanno fatica a fidarsi delle aziende. Forse proprio per la mancanza di dialogo: i Millennials si trovano impiegati in aziende che parlano di smart working e digitalizzazione ma che di fatto sono ancora ancorate a vecchi modelli organizzativi per cui questa evoluzione non riesce a concretizzarsi. Lo vediamo in diversi aspetti anche noi quando parliamo di formazione, le aziende pensano ancora troppo all'aula tradizionale e poi parlano di smart working, com'è possibile andare in questa direzione se sono restii all'eLearning?
E i Millennials non ci stanno, puntano a Google e simili, ma di fatto il mercato italiano è ben diverso da queste realtà. Si aprirà un dialogo tra le aziende italiane e i giovani lavoratori del domani?".
"Sono completamente d'accordo con Elisa", conclude Maltagliati, "e peraltro CornerJob proprio con EF da alcuni mesi ha strutturato un programma di workshop aperti a tutti che ha l'obiettivo di ristabilire il dialogo interrotto fra HR manager e millennials. Pensare di trovare un lavoro e di iniziare un percorso professionale solo sulla base di un risultato accademico oggi non ha più senso. E ai millennials suggerisco di cominciare a fare esperienza prima possibile, senza aspettare di finire gli studi. Alle aziende non interessa quello che avete fatto ieri, ma quello che potrete fare - per loro - domani. Il mondo digitale oggi vi permette di guardare al mercato del lavoro in modo più pragmatico e consapevole. La prova? L'esperienza degli startupper. Hanno un'idea? Non si fermano a sognarla: si mettono subito in moto per realizzarla. E se non funziona ne cercano una migliore, in un continuo processo di crescita. Loro, i famosi sogni nel cassetto, non li considerano neppure. Per non rischiare di entrare in quel cassetto e rimanervi bloccati all'interno".



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