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   numero di 26/07/2017
Finanza e investimenti

La ripresa globale sincronizzata proseguirà ancora
Eberhardt (Credit Suisse): le condizioni per il rialzo continuano a mantenersi favorevoli. Le economie avanzate ancora i principali driver della ripresa ma anche i mercati emergenti sono destinati a beneficiarne

La crescita globale resta notevolmente resistente. Anche se l'ultimo rialzo ciclico è cominciato circa un anno fa, gli indici dei direttori agli acquisti (PMI) di giugno mostrano che procede ancora a pieno ritmo. Allo stesso tempo, l'inflazione non mostra (ancora) un'analoga dinamica al rialzo, mantenendosi, in media, relativamente contenuta.
Ciononostante, i recenti commenti dei responsabili delle principali banche centrali suggeriscono che l'accomodamento monetario potrebbe essere presto oggetto di riduzione, sebbene tale processo sia destinato ad essere molto graduale e limitato.

Crescita USA pronta a un rimbalzo

In base al modello "Nowcast" della Fed di Atlanta, ampiamente riconosciuto, la crescita del PIL USA sembra essere rimbalzata nel T2 a un ritmo di circa il 3,0% su base trimestrale (annualizzata) dopo un'andatura un po' debole pari all'1,4% su base trimestrale nel T1. Se il solido indice manifatturiero ISM di giugno è indicativo, la dinamica dell'economia USA dovrebbe rimanere solida entrando nel 2° semestre 2017. Pertanto è probabile si riscontrino ulteriori progressi sul mercato del lavoro. Ciò dovrebbe preparare la strada a una prima lenta riduzione della dimensione del bilancio della US Federal Reserve (Fed).
Ci aspettiamo ancora che a settembre la Fed annunci che la riduzione comincerà a ottobre e inoltre prevediamo il prossimo rialzo dei tassi a dicembre. Il recente rallentamento dell'inflazione non dovrebbe essere un deterrente, dato che riteniamo la Fed abbia ragione ad attribuire il recente calo principalmente a fattori transitori.

La BCE prepara il terreno per il tapering

Mario Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea (BCE), ha approfittato di un recente discorso per preparare i mercati a una riduzione dell'accomodamento della BCE in un futuro non troppo distante. Una forte crescita dell'Eurozona e prospettive ottimistiche supportano tale posizione. Quel che manca ancora è la sensazione che l'inflazione si stia in effetti muovendo sostenibilmente al rialzo. Ma anche se le prospettive dell'inflazione a breve termine restano attenuate, ulteriori cali della disoccupazione nell'Eurozona dovrebbero col tempo far aumentare la pressione al rialzo su crescita dei salari e inflazione. Alla riunione di settembre ci aspettiamo che la BCE offra una guidance su come intende ridurre ("taper") il ritmo dei suoi acquisti di asset mensili a cominciare da inizio 2018. Dei rialzi del principale tasso di rifinanziamento sono probabili solo e non prima del 2019, a parer nostro.

La BoE parla di un primo rialzo dopo anni

Anche i funzionari della Bank of England (BoE) hanno mandato segnali al mercato, indicando che potrebbe essere appropriata un'inversione di rotta rispetto al taglio del tasso di riferimento di agosto 2016. Riteniamo che ciò sia prematuro, dal momento che i dati più recenti segnalano un ulteriore rallentamento della dinamica di crescita, mentre la BoE dovrebbe guardare oltre il temporaneo rialzo dell'inflazione legato alla valuta. Ciononostante, una crescita positiva o delle sorprese negative sul fronte dell'inflazione potrebbero far pendere la bilancia della BoE verso un rialzo dei tassi. Se tale rialzo dovesse effettivamente verificarsi, si tratterebbe con buona probabilità di una misura eccezionale piuttosto che del principio di un ciclo di inasprimento.


Prosegue la stabilizzazione sui mercati emergenti

Una delle sorprese positive dei PMI di giugno è stato l'apparente rimbalzo dei dati cinesi, che indicano che la crescita del PIL del T2 potrebbe essere calata meno del previsto rispetto al T1, promettendo bene per il 2° semestre. In altre grandi economie come Brasile, India e Russia si è riscontrato un certo indebolimento dei dati, che però restano complessivamente in linea con una crescita stabile che prevediamo prosegua nel secondo semestre.

Björn Eberhardt Head of Global Macro Analysis & Strategy presso Credit Suisse



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