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   numero di 12/07/2017
Finanza e investimenti

Il minor rischio politico spinge i mercati
Kreuzkamp (Deutsche AM): la forza del dollaro è destinata a finire. Continuerà invece la buona performance dell'azionario. Fasi di alta volatilità includono battute d'arresto potenziali che tuttavia potranno trasformarsi in opportunità

Finalmente un po' di tranquillità dopo mesi di incertezza sui mercati. Deutsche Asset Management ha modificato la propria previsione valutaria a seguito della visione positiva sull'economia europea, spostando gli elementi di rischio dall'Europa agli Stati Uniti unitamente all'atteso aumento dei tassi di interesse da parte della banca centrale statunitense. Nel suo outlook di mercato per il secondo semestre 2017, Stefan Kreuzkamp, Chief Investment Strategist di Deutsche AM, ha affermato di aspettarsi la fine della forza del dollaro.
Il nuovo outlook di mercato raccomanda agli investitori di rivolgere più attenzione all'Europa. I rischi politici che hanno avuto un effetto negativo sui mercati all'inizio dell'anno sono ormai ampiamente passati, spiega Kreuzkamp. I risultati delle elezioni nei Paesi Bassi e in Francia devono essere considerati un buon segnale per l'Europa.
"I rischi politici che incidono sui mercati si sono trasferiti dall'Europa agli Stati Uniti", ha spiegato Kreuzkamp, considerando l'incertezza in atto nell'amministrazione Trump in termini, ad esempio, di politica commerciale futura degli USA.
Gli ultimi dati dell'indice tedesco IFO hanno dimostrato che le prospettive economiche per l'Europa sono positive. Queste evidenze statistiche, in aggiunta alle indicazioni secondo cui la Banca Centrale Europea (BCE) starebbe valutando di ridimensionare la sua politica monetaria estremamente accomodante, evidenziano come i fattori che sostenevano il dollaro americano continuino a scomparire, ha spiegato Kreuzkamp. La Banca centrale statunitense potrebbe inoltre adottare anche due ulteriori aumenti dei tassi nei prossimi dodici mesi.

Il cambio euro/dollaro: dalla parità a 1,10

Alla luce di ciò, Deutsche AM ha modificato la propria previsione sul cambio euro/dollaro, passando dalla parità ad un concambio di 1,10. Nel complesso, Kreuzkamp prevede una crescita globale abbastanza stabile per gli anni 2017 e 2018. L'economia globale dovrebbe infatti crescere del 3,5% nell'anno in corso e del 3,7% l'anno prossimo. In Europa, la crescita per il 2017 è prevista all'1,8% per poi passare all'1,6% nel 2018. Ciò va di pari passo con rischi politici notevolmente più bassi. I consumi saranno il principale driver di questa crescita.
Deutsche AM prevede inoltre che l'economia statunitense crescerà del 2,1% nel 2017 e del 2,3% nel 2018. Questa aspettativa è stata ridimensionata dalle incertezze che circondano gli annunci sulle riforme fiscali e sugli investimenti in infrastrutture. Deutsche AM ha infine aumentato la sua previsione di crescita per la Cina nel 2017 dal 6,3% al 6,5% e stima nel 2018 una crescita del 6,3%.

I mercati obbligazionari offrono pochi investimenti interessanti

Sul comparto obbligazionario, Deutsche AM sta ridimensionando le proprie stime sui sovereign bond statunitensi con una previsione al 2,6% per i titoli a dieci anni e al 3,1% per quelli a 30 anni.
Bill Chepolis, Head of Fixed Income nelle regioni Europa, Medio Oriente e Africa, ha così commentato l'andamento dei titoli del governo federale tedesco: "Una forte crescita economica nell'Eurozona e una riduzione degli asset-purchase-programs da parte della BCE dovrebbe portare a maggiori rendimenti per le obbligazioni tedesche".
Di conseguenza, l'obiettivo a dodici mesi per le obbligazioni federali biennali è stato aumentato a -0,4%. La questione chiave è la mancanza di opportunità di investimento nell'ambito delle classiche obbligazioni sovrane, anche se i rendimenti in determinati mercati emergenti rimangono ancora promettenti.
L'outlook positivo riguarda anche le obbligazioni societarie europee e statunitensi di alta qualità. Al contrario, la view sui bond ad alto rendimento è neutrale. Le nuove emissioni obbligazionarie ad alto rendimento nell'area Euro sono già piuttosto costose e negli USA la situazione potrebbe diventare problematica se il prezzo del petrolio dovesse rimanere basso. Tenendo conto della ripresa della richiesta proveniente dalla Cina, il target a dodici mesi di Deutsche AM per US WTI è di 50 dollari al barile (159 litri). Deutsche AM stima infine un andamento dell'oro a dodici mesi a 1200 dollari per oncia (31,1 grammi).

Privilegiamo le azioni in Europa e nei mercati emergenti

Per quanto riguarda il settore azionario, Deutsche AM attualmente privilegia i mercati emergenti, l'Europa e la Germania in particolare.
"È difficile individuare fattori che potrebbero porre fine a questo ciclo", ha dichiarato Thomas Schüssler, Co-Head Equities. Al momento non abbiamo visibilità di alcun fattore che potrebbe comportare una correzione. I risultati comunicati dalle società nel primo trimestre sono stati positivi, le aziende stesse sono ottimiste e gli utili per azione (eps) indicano che gli indici sono in crescita. Le azioni europee, in particolare quelle tedesche, risultano particolarmente interessanti.
Nei mercati emergenti Deutsche AM si concentra principalmente sui mercati asiatici. L'incertezza sul governo Trump e l'aspettativa di un dollaro americano più debole dovrebbero tendere, in teoria, a sfavorire l'azionario americano. Ci sono inoltre altri indicatori che segnalano come la forte crescita dei mercati negli Stati Uniti potrebbe terminare presto. In sostanza, ci troviamo in una fase in cui i cosiddetti titoli "growth" sono preferiti su quelli "value" mentre il settore dei titoli tecnologici continua nella sua crescita. La previsione sul settore energetico è stata rivista a "neutral" a causa del debole prezzo del petrolio.

Tenuto conto di queste previsioni, Christian Hille, Head Multi Asset Investment, ha così rappresentato la sua portfolio strategy aggiornata: azionario 40%, obbligazionario 45% e investimenti alternativi 15%. Hille ha anche suggerito di investire in oro come ulteriore diversificazione. "Continuiamo a concentrarci sugli utili e sulla crescita, ecco perché attualmente vediamo con favore i titoli azionari dei mercati emergenti", ha affermato Hille.
Un fattore particolarmente interessante nei mercati di oggi è la volatilità. Basti pensare che il livello di volatilità nell'indice americano S&P 500 è attualmente pari al 9,8%, minimo storico considerando che la media dal 1990 al 2017 è stata del 19,6%. "Il rischio di battute d'arresto è quindi alto, ma, qualora ci fossero, rappresenterebbero anche delle buone opportunità di acquisto. Le azioni restano ancora molto attraenti rispetto alle obbligazioni", ha concluso Hille.



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