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   numero di 28/06/2017
Finanza e investimenti

Mercati emergenti: prospettive meno fosche
Selva (Columbia Threadneedle): i miglioramenti sul fronte della produttività e le popolazioni giovani e in rapida espansione sostengono una crescita economica eccezionale. Un contesto favorevole per le imprese

Dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi l'8 novembre 2016, i timori si sono attenuati. Lo stesso giorno, il governo indiano ha ritirato dalla circolazione tutte le banconote da 500 e 1000 rupie, che rappresentavano la maggior parte della liquidità del paese. L'impatto di questi eventi è stato significativo. Nel quarto trimestre 2016, l'MSCI Emerging Markets Index ha ceduto il 4,1% (in termini di dollari USA).
In particolare, avendo compreso che le misure protezionistiche avrebbero conseguenze complesse e probabilmente negative sull'economia statunitense, il team di Trump ha assunto un approccio più pragmatico. Per quanto riguarda l'India, l'economia sembra aver superato la demonetizzazione. Di conseguenza, gli investitori globali si sono concentrati nuovamente sull'attrattiva dei fondamentali dei mercati emergenti, i capitali sono tornati a confluire nei listini azionari e l'MSCI Emerging Markets Index ha recuperato l'11,5% nel primo trimestre.
Fino all'8 novembre, nel 2016 si era registrata una ripresa dopo tre anni difficili. Quando nel 2013 sembrava probabile che la Federal Reserve innalzasse i tassi d'interesse, gli investitori che erano stati attratti dalle attività più rischiose e a più alto rendimento dei mercati emergenti hanno iniziato a riorientarsi verso il mercato USA nel periodo delle cosiddette "fibrillazioni sul tapering". Inoltre, l'inflazione elevata e in aumento aveva ridotto il rendimento corretto per l'inflazione degli investimenti, rendendo questi paesi meno interessanti per gli investitori esteri. Le economie emergenti con ampi squilibri delle partite correnti e dipendenti dai capitali esteri sono state le più minacciate da questa fuga di capitali.
Dopo le fibrillazioni sul tapering, numerosi mercati emergenti hanno varato riforme per ridurre gli squilibri. In questo periodo le riserve valutarie sono state incrementate, attutendo l'impatto di improvvise inversioni dei flussi di capitali. Infatti, recentemente le partite correnti dei mercati emergenti su base aggregata hanno evidenziato un netto avanzo.
Paesi come l'Indonesia hanno subito un doloroso ribilanciamento, orientando la spesa per consumi verso un percorso più sostenibile e riducendo la propria vulnerabilità a shock esterni. Nella maggior parte di questi mercati, la spesa per consumi è in aumento e si è registrata un'ondata di riforme, tra cui investimenti in infrastrutture pubbliche in Indonesia, riforme fiscali nelle Filippine, potenziali riforme pensionistiche in Brasile e l'ampio programma di riforme in India. Inoltre, molti paesi hanno tassi d'interesse relativamente elevati che conferiscono loro la flessibilità per eventuali allentamenti monetari, mentre la ripresa dei prezzi delle materie prime ha sostenuto gli esportatori di commodity.
In particolare, due eventi nel 2016 hanno fornito un forte impulso. Innanzitutto, la Presidente della Federal Reserve statunitense ha rassicurato gli investitori dichiarando che nel determinare i tassi d'interesse sarebbero stati presi in considerazione fattori sia nazionali che internazionali, come la crescita cinese. In secondo luogo, le riforme dal lato dell'offerta in Cina in settori con capacità inutilizzata, come nel caso dell'acciaio e del carbone, abbinate alle misure volte a favorire la costruzione di immobili introdotte nel 2015, hanno iniziato a stimolare la crescita del Paese.

Mercati emergenti non sono tutti uguali

A nostro avviso, questo ritrovato interesse per i vantaggi fondamentali dei mercati emergenti è giustificato. Come sta scoprendo il team di Trump, ormai le economie sono tanto integrate le une con le altre che invertire la globalizzazione sarebbe estremamente arduo. Ad esempio, molte importanti società tecnologiche statunitensi hanno catene produttive che si estendono fino in Cina e nel Sud-est asiatico. Dalle guerre commerciali nessuno uscirebbe vincitore.
Ma i mercati emergenti non sono tutti uguali. Apprezziamo il Messico, che è esposto alla ripresa della crescita statunitense ed evidenzia ottimi consumi interni. Inoltre, la posizione degli Stati Uniti riguardo al NAFTA è cambiata e ora si parla di un aggiornamento dell'accordo, anziché di un suo scioglimento. Inoltre, le dichiarazioni di Peter Navarro sulla creazione di una "locomotiva commerciale" tra Stati Uniti, Canada e Messico sono un'ulteriore prova di questo cambio di posizione. Il miglioramento del clima di fiducia ha innescato un rally della valuta e delle azioni messicane. Titoli come Walmex, la società di distribuzione, traggono vantaggio dall'aumento della spesa per consumi. Analogamente, Banorte, una delle maggiori banche del Paese, beneficerà di una crescita dei prestiti più sostenuta.
In India, il primo ministro Narendra Modi sta mantenendo le sue numerose promesse. La sua ambiziosa demonetizzazione, un duro attacco alla corruzione e all'economia sommersa, fa parte di un programma di riforme più ampio. In particolare, l'introduzione di un'imposta nazionale su beni e servizi, proposta per luglio, sostituirà almeno 15 diversi codici d'imposta a livello centrale e statale, riducendo l'evasione fiscale, la burocrazia e i costi logistici. Il premier indiano ha inoltre incrementato la spesa per infrastrutture e dato impulso alla digitalizzazione, facendo sì che 200 milioni di indiani che ne erano sprovvisti aprissero conti bancari, e ha innalzato i limiti agli investimenti esteri per settori come le assicurazioni, la difesa e la produzione manifatturiera. A marzo, la vittoria schiacciante del suo partito (BJP) alle elezioni in Uttar Pradesh con il più ampio margine degli ultimi 30 anni ha rappresentato un voto di fiducia per le sue riforme.
Il Brasile, ad esempio, è uno dei Paesi con le prospettive più incerte. Il cambiamento politico seguito all'impeachment della Presidente Dilma Rousseff nel 2016 ha innescato un vigoroso rally della valuta, delle azioni e delle obbligazioni del paese. La riduzione del premio al rischio e il passaggio verso un contesto di tassi più bassi potrebbero durare a lungo, ma ripristinare la crescita sarà più difficile. Il Paese continua a evidenziare un netto disavanzo pubblico e livelli di debito in aumento, pertanto le imminenti riforme pensionistiche saranno un importante indicatore dei progressi per quest'ambito. Inoltre, la corruzione del governo è un rischio per il clima di fiducia, come dimostra lo scandalo delle tangenti che ha coinvolto la società edile Odebrecht.
Rispetto ai titoli dei Paesi sviluppati, le azioni dei mercati emergenti appaiono nel complesso più interessanti, ma quotano a sconto in termini di valutazione. I loro utili crescono più rapidamente ed evidenziano tassi di revisione delle stime orientati al rialzo, e i coefficienti di redditività del capitale proprio sono simili a quelli dei mercati avanzati.
Questa ripresa degli utili è ascrivibile principalmente all'aumento dei prezzi delle materie prime, a un dollaro USA stabile e più debole e alla situazione incoraggiante del commercio globale. Nel settore tecnologico, ad esempio, il colosso coreano Samsung nel 2017 dovrebbe registrare una crescita degli utili più rapida rispetto ai concorrenti dei mercati sviluppati. In particolare, è la Corea, non la Cina, a trainare la crescita degli utili in Asia (in percentuale). Le imprese dei mercati emergenti continuano a superare le stime di consenso sugli utili e ciò si traduce in un possibile aumento delle distribuzioni di dividendi, un ulteriore fattore di sostegno per le quotazioni azionarie.


Prospettive globali e conoscenze locali

Le nubi che offuscavano le prospettive di questi paesi giovani e promettenti si diradano con il venir meno della minaccia di una guerra commerciale. Rispetto all'inizio dell'anno, le prospettive si fanno più ottimistiche con l'attenuarsi delle difficoltà esterne. L'indebolimento del dollaro USA, l'assottigliarsi delle probabilità di una traiettoria ripida dei rialzi dei tassi statunitensi e la vigorosa dinamica economica cinese hanno rappresentato sorprese positive. Pur continuando a monitorare questi rischi, come la recente stretta creditizia nell'economia cinese o i rischi geopolitici in relazione alla Corea del Nord, siamo senz'altro più ottimisti rispetto all'inizio del mandato di Donald Trump. Anche dopo il recente rally, le valutazioni delle azioni dei mercati emergenti appaiono interessanti alla luce delle straordinarie prospettive di crescita di queste economie nel lungo periodo e della redditività del capitale proprio sui livelli dei paesi avanzati a fronte di valutazioni più contenute.

Krishan Selva, CFA Client Portfolio Manager presso Columbia Threadneedle



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