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   numero di 28/06/2017
Digital Business

L'eCommerce B2b cresce del 19% e vale 310 mld di euro, ma pesa solo per il 14% degli scambi complessivi
Nel 2016 120mila imprese hanno adottato soluzioni di eCommerce B2b (+20%). 12.000 aziende scambiano 150 milioni di documenti digitali tramite EDI. 

L'eCommerce B2b, ovvero l'uso di strumenti digitali nelle transazioni tra le imprese, nel 2016 in Italia raggiunge quota 310 miliardi di euro, con un incremento del 19% rispetto all'anno precedente. Si tratta di un valore significativo, anche se ancora marginale rispetto agli scambi complessivi tra le imprese: rappresenta infatti appena il 14% del totale delle transazioni B2b in Italia, pari a 2.200 miliardi di euro.
Guardando alla "filiera delle filiere", composta dalle relazioni commerciali delle oltre 5 milioni di imprese italiane, la maggior parte dei volumi gestiti tramite soluzioni digitali si concentra tra produttori e rivenditori - il 50% dell'eCommerce B2b -, mentre il 30% riguarda produttori-fornitori, e il restante 20% si divide tra grossisti e rivenditori e tra produttori e grossisti.
Complessivamente, sono 120mila le imprese che hanno adottato soluzioni di eCommerce B2b nel 2016, il 20% in più rispetto all'anno precedente, più che raddoppiate nell'ultimo quinquennio 2011-2016. In percentuale, oltre la metà delle grandi imprese e il 26% delle PMI utilizza già strumenti di eCommerce B2b.
Cresce lo scambio elettronico di dati (EDI), con oltre 150 milioni di documenti (+36% rispetto al 2015) scambiati da 12.000 imprese, in crescita del 9%. Si contano 430 Extranet e Portali B2b in Italia che connettono 120.000 organizzazioni per lo scambio di documenti del Ciclo dell'Ordine. Sono quasi 250 i grandi portali di eProcurement, attivati per lo più da grandi imprese per supportare soprattutto i processi di selezione e qualifica dei fornitori, ma con un importante ruolo di "spinta": nel 40% dei casi hanno portato a una digitalizzazione del Ciclo dell'Ordine. È, invece, ancora limitata l'adozione di soluzioni digitali collaborative.
Sono questi alcuni risultati della ricerca dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano.
"La trasformazione digitale del Paese deve partire dalle relazioni B2b, che rappresentano circa il 75% del mercato italiano", afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation e Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b. "L'eCommerce B2b rappresenta un elemento essenziale per la competitività delle nostre imprese e dell'intero sistema Paese: oltre a sfruttare le opportunità degli strumenti tecnologici, però, digitalizzare i processi B2b richiede di sentirsi parte di un ecosistema più esteso della propria organizzazione in una prospettiva collaborativa di filiera ancora poco diffusa tra le imprese italiane".
"Il valore dell'eCommerce B2b resta ancora marginale in termini di incidenza sul transato delle imprese in Italia, ma è in sensibile crescita", rileva Irene Facchinetti, Direttore dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b. "Rispetto allo scorso anno, abbiamo registrato un incremento di circa il 20% e, in generale, una maggiore sensibilità da parte delle imprese alle opportunità offerte dall'eCommerce B2b, inteso come ripensamento in chiave digitale del modo in cui un'organizzazione funziona e si relaziona con i propri clienti e fornitori. Deve, però, diventare una priorità per tutte le imprese e per il Paese".

La maxi-filiera del B2b

Il sistema economico italiano è costituito da più di 5 milioni di imprese, agglomerate per oltre il 25% in distretti industriali. 4.500 sono le grandi imprese, 250.000 le PMI, 1,5 milioni le microimprese e 3,2 milioni le imprese individuali. Questo sistema economico è assimilabile a una "Filiera delle Filiere" in cui, per ogni impresa, altre imprese rappresentano il principale cliente o il fornitore di riferimento. Le relazioni B2b sono la parte più rilevante dell'attività: rispetto al fatturato totale delle imprese italiane - oltre 3.600 miliardi di euro - il B2b pesa quasi per il 75%. Il restante 25% (circa 950 miliardi di euro) è il valore delle transazioni che le aziende conducono verso i consumatori finali, ovvero le famiglie (il cosiddetto mercato B2c).
"È di gran lunga maggiore il valore generato dalle transazioni tra imprese rispetto a quello tra imprese e consumatori", spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b. "Introdurre gli strumenti digitali in maniera capillare aumenterebbe la competitività delle nostre imprese sia in termini di efficienza, con notevoli risparmi di tempo e denaro, che di efficacia, ossia trasparenza, velocità di esecuzione e accesso a un ventaglio più ampio di fornitori e clienti".

L'eCommerce B2b

Le soluzioni di eCommerce B2b vanno dall'eProcurement (che comprende i processi di ricerca, qualificazione e certificazione fornitori, negoziazione su strumenti digitali ed eCatalog), ai processi operativi di eSupply Chain Execution (fasi logistiche, commerciali, amministrative e contabili), fino ai Processi collaborativi di eSupply Chain Collaboration (pianificazione, sviluppo nuovi prodotti, gestione della qualità). Circa il 75% del valore dell'eCommerce B2b fa riferimento ad applicazioni di eSupply Chain Execution perché le imprese negli ultimi anni si sono concentrate soprattutto su strumenti per il recupero di efficienza e riduzione degli sprechi attraverso l'adozione di soluzioni di Digitalizzazione del Ciclo Ordine-Consegna-Fatturazione-Pagamento. Le soluzioni di eProcurement e di eSupply Chain Collaboration restano invece prevalentemente prerogativa di poche grandi imprese, incidendo in misura minore sui volumi complessivi scambiati.

eSupply Chain Execution

Sono circa 120.000, in crescita del 20%, le imprese in Italia che hanno iniziato a utilizzare strumenti digitali a supporto delle relazioni con i partner commerciali grazie a strumenti di eSupply Chain Execution; il 50% delle grandi imprese (+7% rispetto al 2015) e il 26% delle PMI (+2%), mentre le microimprese coinvolte sono circa l'1%.
Cresce lo scambio elettronico di dati (EDI): nel 2016 i documenti scambiati in digitale sono oltre 150 milioni, +36% rispetto al 2015. Lo scambio elettronico di dati è utilizzato da oltre 12.000 imprese (+9%) e coinvolge i principali documenti delle transazioni B2b come Ordine, Conferma d'Ordine, DdT e Fattura. Il 96% delle imprese connesse tramite reti EDI appartiene a soli cinque settori: Automotive, Elettrodomestici ed Elettronica di Consumo, Farmaceutico, Largo Consumo, Materiale Elettrico.
Cresce il numero di Extranet e Portali B2b, utilizzati principalmente dalle grandi imprese per relazioni digitali con ecosistemi frammentati o piccole imprese: sono circa 430 le Extranet e i Portali B2b attivi in Italia, che connettono oltre 120.000 organizzazioni per lo scambio di documenti del Ciclo dell'Ordine, principalmente Ordini e Fatture.
Dal primo gennaio 2017, le imprese possono usare anche il Sistema di Interscambio (SdI) per Fatture Elettroniche B2b, già adottato al 31 dicembre 2016 da oltre 900.000 imprese per la Fatturazione Elettronica verso le Pubbliche Amministrazioni clienti, con cui l'anno scorso sono state scambiate oltre 30 milioni di Fatture Elettroniche nel Tracciato FatturaPA.

eProcurement

In Italia sono quasi 250 i grandi Portali di eProcurement, attivati per supportare sia i processi di selezione e qualifica dei fornitori sia le fasi di negoziazione e acquisto. Le soluzioni a supporto del processo di scouting e selezione dei fornitori sono riconducibili nell'80% dei casi alle iniziative delle grandi imprese. Il 60% dei Portali ha introdotto cataloghi elettronici, prevalentemente per l'acquisto di beni e servizi indiretti (ad esempio, per l'acquisto di utensileria o di articoli per l'ufficio). In corrispondenza di circa il 40% dei Portali di eProcurement censiti, le funzionalità sono state estese anche allo scambio dei principali documenti del Ciclo dell'Ordine.

eSupply Chain collaboration

Resta limitata l'adozione di soluzioni collaborative tra le imprese italiane lungo la Supply Chain (eSupply Chain Collaboration). Fanno eccezione pochi grandi attori che hanno deciso di scambiare con i propri clienti e/o fornitori informazioni "strategiche" (per esempio i dati di sell-out, i livelli di stock, i piani di produzione, le previsioni di vendita) in aggiunta a quelle più propriamente "operative" (come Ordini o Fatture). C'è interesse per le collaborazioni nei processi di Marketing e Comunicazione (le più adottate, dal 30% delle imprese), meno nello sviluppo di nuovi prodotti (usata solo dal 14%). Eppure, i benefici delle soluzioni digitali per la collaborazione sono importanti, sia in termini di riduzione del capitale sia di incremento del livello di servizio.

Le priorità di investimento - Oltre il 60% delle grandi imprese intervistate dall'Osservatorio indica tra le priorità di investimento per i prossimi tre anni progetti digitali a supporto delle transazioni B2b. Le grandi imprese, riconoscendone l'importanza, sono pronte ad adottare soluzioni di digitalizzazione del Ciclo Ordine-Consegna-Fattura-Pagamento. Anche la digitalizzazione dei processi interni, soprattutto per i progetti di Gestione Elettronica Documentale e Conservazione Digitale, è tra le priorità per il 60% delle grandi imprese. 3 imprese su 4 dichiarano tra le proprie priorità almeno un progetto collaborativo, principalmente a supporto dei processi di Marketing e di Monitoraggio della Supply Chain. Prioritarie solo per un'impresa su cinque, invece, le soluzioni di eProcurement.
"Realizzare una Supply Chain digitale è possibile e necessario, perché far parte dell'ecosistema è garanzia di sopravvivenza e successo per le singole imprese e fornisce la chiave di volta per far crescere la competitività dell'intero tessuto economico", conclude Facchinetti. "È il momento di andare oltre una digitalizzazione a silos, per singoli progetti, e a monadi, per singole imprese, e concentrarsi sulla creazione di un vero e proprio ecosistema integrato digitale, il Digital B2b, che getti solide fondamenta per una Trasformazione digitale dell'Italia".



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