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   numero di 07/06/2017
Digital Business

Tilt: le startup devono essere adottate e devono monetizzare in 18 mesi
In un ecosistema frammentato, un'iniziativa per fare crescere le aziende in modo organico e utile anche alle altre imprese

Le startup sono necessarie al Paese, ma il sistema delle startup è troppo frammentato per fare in modo da attirare gli investitori, quindi crescere e attirare clienti. Un problema non banale. Lo scorso anno Teorema ha avviato il progetto Tilt, Teorema Incubation Lab Trieste, il cui scopo, con partner istituzionali e Area Science Park di Trieste, di creare un hub per le startup. Un progetto che è stato giudicato interessante ma che ha faticato molto nel trovare una propria collocazione. "Dopo più di un anno abbiamo presentato Tilt 2.0 che è un po' l'evoluzione", spiega a BusinessCommunity.it Michele Balbi, presidente di Teorema. "E' semplicemente l'aver capito, noi in primis, che per fare industria e generare impresa bisogna trovare un imprenditore un'azienda consolidata che aiuti le nuove imprese a dialogare, a far capire loro quali sono i modelli di business e come andare sul mercato. Con questa giornata noi abbiamo trovato tre startup, una che si occupa di acqua, una che si occupa di emozioni e un'altra che si occupa di blockchain e abbiamo trovato degli imprenditori, Fincantieri, Illy e Principe - Consorzio San Daniele, che in qualche maniera hanno adottato le startup e faranno capire loro che cosa significa andare sul mercato".

L'evoluzione

Le startup necessitano di un diverso ecosistema per poter crescere e diventare delle aziende. "Ci siamo accorti che è fondamentale capire che non è possibile prodursi tutte le tecnologie in casa. Le aziende devono trovare un digital advisor che le aiuti - ha proseguito Balbi - e quindi non si tratta di un'adozione di aziende o di supporto, quanto di poter lavorare fianco a fianco per portare o attengire a competenze specifiche, con lo scopo di generare un vantaggio competitivo. Siamo nel bel mezzo di una grande rivoluzione e le aziende furbe hanno compreso che devono inserire nei loro processi produttivi la tecnologia, non solo nella ricerca e sviluppo dei prodotti. Le aziende non possono fare tutto in casa, e ci si deve arrendere all'idea che sia necessario trovare consulenti digitali esterni che siano in grado di aiutarli ad anticipare le tendenze che il mercato richiede. Abbiamo un problema di tempo nei confronti delle altre nazioni e dobbiamo abilitare le tecnologie che già esistono e sono in mezzo a noi. Le startup sono un'occasione proprio per portare questa innovazione nelle aziende, svecchiarle e ammodernarle". 

Ma quale sarà il futuro di Tilt? "A settembre avremo una nuova call per le startup, che abbiamo chiamata call to action", prosegue Balbi. "Gli imprenditori e le aziende che hanno la necessità di innestare all'interno dei propri processi delle nuove idee digitali possono venire da noi a raccontarcele, e se si innestano con i nostri programmi andremo a fare una call per le loro esigenze. In questo modo queste aziende diventeranno i prossimi babysitter per le nostre startup. Andremo a cercare anche le startup di nuovo tipo, quasi 2.0, che sono quelle che oltre all'idea digitale ma avranno l'attitudine, voglia di fare sacrifici, di fare impresa e di sognare". Torneremo nelle prossime settimane a parlare dell'iniziativa e delle prime startup adottate.

Teorema è un'azienda innovativa, giovane ma non giovanissima, visto che è nata nel 1998, ed è pronta a cogliere grandi opportunità di crescita per il futuro. Infatti, è stata ammessa nel programma Elite di Borsa Italiana, un circuito che è nato per creare una serie di opportunità e servizi dedicata alle imprese eccellenti ad alto potenziale di crescita che vanno verso l'apertura del capitale.



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