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   numero di 31/05/2017
Finanza e investimenti

Le famiglie hanno poca fiducia sulle prospettive dell'Italia
Secondo l'Osservatorio Anima - GfK sul risparmio delle famiglie italiane, cala la progettualità, ma migliora l'interesse per i prodotti finanziari rispetto a immobili e liquidità, nonché la soddisfazione per i propri investimenti

Famiglie italiane più tiepide sulle prospettive del Paese, ma più soddisfatte dei propri investimenti; meno propense alla progettualità, ma più interessate ai prodotti finanziari. È questo il profilo che emerge dall'edizione primaverile dell'Osservatorio semestrale promosso da Anima, il gruppo indipendente del risparmio gestito italiano, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GfK. La rilevazione - che ha come obiettivo indagare i comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti - è stata realizzata su un campione di 1.028 adulti "bancarizzati" (cioè titolari di un conto corrente bancario o postale), rappresentativo di circa 41 milioni di individui, fra cui si contano più di 10 milioni di investitori (cioè possessori di almeno un prodotto di investimento). Vediamo nel dettaglio quanto è emerso.

Le prospettive sull'Italia restano tiepide

L'Osservatorio registra una sostanziale stabilità del sentiment: rispetto a ottobre 2016, quando l'11% dichiarava di attendersi un miglioramento della congiuntura italiana nell'anno successivo, il dato oggi si attesta al 9%. Stabili i pessimisti, con il 17% che pensa a un lieve peggioramento, e il 21% che pensa a un peggioramento netto.

Cala la progettualità, ma non i progetti di spesa

Il 60% degli investitori e il 47% dei bancarizzati restano inclini alla progettualità, seppur in calo. Per quanto riguarda le tipologie di progetti, si registra l'avvicinamento della tendenza "alla spesa" (vacanze, istruzione figli, casa, saldo debiti...) rispetto "al risparmio" (mettere soldi da parte, pensione integrativa...). Per i bancarizzati, a ottobre, il 31% dichiarava almeno un progetto di spesa, contro il 35% odierno; scende dal 29% al 25% chi ha progetti di risparmio.

Prodotti finanziari meglio degli immobili

Si stabilizza la propensione ad investire: nel dettaglio di marzo, fra i bancarizzati resta ferma al 31%. Il 36% indica di non avere soldi a disposizione per investire, dato in discesa dell'1% da ottobre 2016. Focalizzandosi, poi, sulle singole tipologie di investimento, l'interesse per il "mattone" rimane sostanzialmente stabile (dal 12% si scende al 10%, sul campione generale dei bancarizzati). Rispetto a immobili e liquidità, resta ampia la preferenza per i prodotti finanziari, che cresce dal 19% al 22%.


Cresce la soddisfazione per gli investimenti

In crescita la soddisfazione per i propri investimenti: passa dal 48% al 53% la quota di chi si dichiara "molto" o "abbastanza" soddisfatto, mentre cala dal 17% all'8% la percentuale di chi è "poco" o "per niente" soddisfatto.

PIR, uno strumento da conoscere

Suscitano interesse i neonati Piani Individuali di Risparmio (PIR): un investitore su cinque (il 22% per la precisione) ne ha già sentito parlare e due su cinque sono disposti ad "impegnare" per 5 anni una parte dei loro investimenti per ottenere il beneficio fiscale.

 



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