Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 31/05/2017
Finanza e investimenti

Una fase caratterizzata da rischi politici ed effetti collaterali
Petersen (AllianzGI): per i prossimi mesi non ci aspettiamo un'ulteriore accelerazione della crescita. La tendenza reflazionistica dominante continua a sostenere i mercati azionari

A maggio inoltrato, il sentiment nei mercati è molto eterogeneo. In ambito politico è improbabile la diffusione di un clima primaverile e sereno. I primi ostacoli legati alle elezioni in Europa sono stati superati, ma l'annuncio a sorpresa di elezioni anticipate nel Regno Unito l?8 giugno, ha alimentato ulteriormente l'incertezza politica, dopo che, a fine marzo, gli inglesi come previsto hanno avviato formalmente il processo per uscire dall'Unione Europea.
Resta da vedere se le consultazioni elettorali consentiranno al Primo Ministro Theresa May di avere un mandato più solido per affrontare i difficili negoziati sulla Brexit.
Negli USA il Presidente Donald Trump deve fare i conti con l'opposizione interna che rallenta l'attuazione del programma di governo.
Per contro, con l'avvento della primavera l'economia mondiale sembra seguire l'esempio della natura. In quasi tutte le principali aree geografiche la congiuntura economica "germoglia rigogliosa". Gli indicatori di sentiment, tuttavia, differiscono da quelli reali, soprattutto negli USA. Nonostante la solidità della crescita negli Stati Uniti venga messa in discussione, per il momento continuiamo a prevedere una ripresa dell'economia globale leggermente superiore al potenziale.
Allo stesso tempo, per i prossimi mesi non ci aspettiamo un'ulteriore accelerazione della crescita. In tale contesto, le principali Banche Centrali non dovrebbero varare nuove misure espansive. Di recente la Fed non solo ha annunciato nuovi rialzi dei tassi, ma anche la normalizzazione del proprio bilancio nel corso dell'anno, sia in termini di dimensioni che di composizione. A tal fine la Banca Centrale dovrebbe ridurre o porre fine ai reinvestimenti nei Treasury USA prossimi alla scadenza e nei mortgage-backed securities (MBS, titoli garantiti da ipoteche su immobili). È quindi sempre più probabile che la liquidità emessa dalle Banche Centrali globali raggiunga i massimi nel primo semestre 2018.
Che cosa dobbiamo aspettarci sui mercati?
a) La tendenza reflazionistica dominante continua a sostenere i mercati azionari. Tuttavia, lo slancio dovuto ai prezzi del petrolio più elevati rispetto allo scorso anno e alle sorprese positive sul fronte dei dati economici dovrebbe gradualmente affievolirsi.
b) Alla luce di tassi di inflazione più alti e della prospettiva dell'avvio (Banca Centrale Europea) o della prosecuzione (Fed) della graduale normalizzazione della politica monetaria, permangono le pressioni al rialzo sui rendimenti obbligazionari, in particolare negli USA. Occorre quindi tenere conto dei rischi di duration sul mercato del reddito fisso.

c) La politica si conferma un tema centrale per gli investitori. In Europa, l'anno delle elezioni potrebbe causare qualche sorpresa e alimentare la volatilità sui mercati finanziari; risultati elettorali favorevoli, tuttavia, rappresentano anche un'opportunità. Negli Stati Uniti crescono i dubbi circa l'efficacia della "Trumponomics", tendenzialmente positiva per il dollaro.

Ann-Katrin Petersen Vice President Global Capital Markets & Thematic Research presso AllianzGI



Finanza e investimenti


Condividi su LinkedIn numero di 31/05/2017
Torna al SOMMARIO








SEGUICI