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   numero di 19/04/2017
Leisure

Fare team building partendo da Star Trek
Il libro di Kozinets, parlando della serie TV, spiega che oggi l'azienda, qualunque prodotto o servizio offra, non parla più solo con strumenti rigidi di comunicazione, ma crea lo spettacolo

Confesso, e me ne assumo fin d'ora le logiche conseguenze, di conoscere molto poco e di non amare la saga di Star trek. Mi sono imposto un minimo di attenzione con l'arrivo dei miei figli, invece travolti da "insana" passione.
Eppure il fenomeno in sé merita attenzione sotto differenti aspetti, che vanno oltre il mero dato narrativo e filmico.
Uno stimolo in più viene dalla lettura dell'agile saggio di Robert V. Kozinets, "Il culto di Star Trek", edito da Franco Angeli, a cura di Tito Vagni.
Il testo indaga con una delle prime ricerche netnografiche (testualmente cito: "metodo scientifico che le scienze sociali quali antropologia e sociologia utilizzano per approcciare e descrivere il loro oggetto di studio. Pratica fondante della moderna antropologia, è applicata anche dagli studi sociologici, in particolare di tipo qualitativo o microsociologia) mai condotte le complesse trame della serie televisiva e cinematografica. Un fenomeno che da squisitamente narrativo e divenuto culturale e di consumo.
Ricorda l'autore, infatti che l'impatto commerciale e culturale che ha saputo generare negli anni è un valido esempio del ruolo che le immagini, gli oggetti e i testi mediali giocano nelle nostre vite. Partendo dalla dimensione ludica, al piacere della condivisione e allo svago che genera in milioni di spettatori, distribuiti ai quattro angoli del pianeta (più occorrerebbe aggiungere la quinta dimensione del social) i film e le serie hanno acquisito una specifica importanza nei processi identificativi, imponendosi come un universo valoriale globale.
Ne è nato così un fenomeno dove la visione, da momento di sola narrazione si è trasformata in un momento di lavoro fatto insieme, di condivisione e sviluppo della relazione anche a distanza, non più intermediata dallo schermo ma delegata al dispositivo di connessione, in cui tutti condividono e sviluppano una cultura valoriale sui personaggi e il loro destino.
Se ne ricava, e questo è uno dei punti interessanti della postfazione di Tito Vagni, l'idea che la visione collettiva e la condivisione che ne scaturisce sia un vero e proprio lavoro.
Una metodologia che si potrebbe, in assurdo, estendere anche al mondo dell'azienda, per alimentare e sedimentare nelle risorse che la popolano il DNA della sua storia e della sua mission. Valori che accomunano e che favoriscono il lavoro dei team.

Un modo nuovo di dare corpo a quello che resta un grande principio della moderna cultura economica: lo spettacolo della merce. L'azienda, qualunque prodotto o servizio offra, non parla più solo con strumenti rigidi di comunicazione ma crea lo spettacolo. Proprio come fece un grande monarca europeo, Luigi XIV in una delle più riuscite Disneyland della storia: Versailles.

Titolo: Il culto di Star Trek
Autore: Robert V. Kozinets
A cura di Tito Vagni
Editore: Franco Angeli
Pagine: 96

@federicounnia - Consulente in comunicazione



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