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   numero di 19/04/2017
Fare Business

PMI della meccanica e subfornitura sempre più orientate verso la Fabbrica Digitale 4.0
Bianchi (Senaf): nel 2016 aumento dei fatturati e situazione occupazionale stabile, se non in crescita. Gli imprenditori sempre più soddisfatti vedono nel mercato nuove prospettive

Un comparto vitale, che si è lasciato alle spalle la congiuntura negativa e che guarda con fiducia alle prospettive di sviluppo offerte dalla quarta rivoluzione industriale: è questa la fotografia delle imprese italiane della meccanica e subfornitura scattata dall'Osservatorio MECSPE, realizzato da Senaf in occasione del recente MECSPE, la manifestazione punto di riferimento per il manifatturiero 4.0, che, con 2.051 aziende presenti.
Secondo l'Osservatorio, infatti, per le PMI della meccanica e subfornitura, il 2016 si è chiuso con fatturati in crescita per quasi la metà (48,7%) e una situazione occupazionale positiva: se per il 44% il numero di addetti non è variato, è stato ben il 46,8% ad assumere nuovo personale. Positivi anche i risultati prospettati per il 2017: il 56,6% prevede un incremento del proprio fatturato e una situazione occupazionale stabile (49,8%) se non in crescita (46,2%). Una situazione che soddisfa gli imprenditori, con solo un 5% insoddisfatto e ben sei su dieci (59,9%) ampiamente appagati dall'andamento attuale della propria azienda.
"Per oltre la metà degli imprenditori il mercato è tornato a essere solido e continuerà a offrire nuove opportunità di business", commenta Emilio Bianchi, Direttore di Senaf. "Le imprese sono chiamate a rivedere il proprio paradigma produttivo, a fronte di una trasformazione che sta interessando il settore ed è orientata verso la digitalizzazione e l'integrazione di tecnologie sempre più evolute nei processi produttivi, per renderli snelli, efficienti e altamente performanti. Forti di un ritrovato slancio economico, gli imprenditori non sono per nulla spaventati da questa evoluzione: continuano a investire in R&D e sono sempre più quelli che si orientano verso il modello della Fabbrica Digitale 4.0".
Grazie al Piano Calenda e al sostegno del Governo, infatti, la prospettiva di un manifatturiero italiano 4.0 è in netto miglioramento tra gli imprenditori, anche se per il 55,1% è un traguardo ancora lontano. Nel frattempo, però, la metà delle imprese afferma di avere una strategia e una visione d'insieme chiara sul proprio futuro come "Fabbriche Intelligenti" e su come integrare le tecnologie 4.0 nei propri processi per ottimizzare la produzione. Per quasi la metà (49,7%) la digitalizzazione generale raggiunta in azienda è buona, soprattutto quando si parla della relazione con il cliente e dei canali di vendita (57,1%) e della progettazione e sviluppo del prodotto (54,9%).
Per raggiungere questi risultati, le PMI hanno investito una quota variabile dei propri ricavi. A oggi, se oltre la metà (50,5%) ha dedicato meno del 10%, è comunque un buon 36,6% che ha superato questa quota, e andrà meglio nei prossimi anni. Quasi la metà delle imprese italiane (49,2%) prevede di dedicare oltre il 10% dei propri ricavi agli investimenti in tecnologie 4.0: quasi quattro su dieci (38,7%) investiranno tra l'11 e il 25% dei propri ricavi e il 10,5% oltre il 26%. Un incremento di budget che si spiega anche alla luce del maxi piano di ammortamenti previsto dal Governo per l'introduzione di macchinari e soluzioni 4.0, il quale sarà ampiamente sfruttato dalle aziende italiane (lo afferma il 47,9%): se oltre un quinto delle imprese italiane ne farà ricorso per la prima volta (21,2%), il 26,3% ne farà richiesta dopo aver già beneficiato di quello del 140%.
Un numero destinato ad aumentare dopo i chiarimenti della circolare direttoriale del 15 febbraio 2017 su quali beni rientrano tra gli investimenti 4.0, che aiuteranno il 25,8% delle imprese in dubbio, a capire se effettivamente ne potranno usufruire.
Le PMI della meccanica e della subfornitura, che a oggi hanno introdotto nuove tecnologie abilitanti, hanno privilegiato soluzioni per la sicurezza informatica (30,6%), la robotica (20,7%), la meccatronica (20,1%), il cloud computing (16,5%) e la simulazione (16,2%), che saranno oggetto di ulteriori investimenti nel corso del 2017. A fine anno, perciò, la sicurezza informatica sarà presente in oltre un terzo delle aziende (35,7%), in oltre un quarto ci sarà robotica (25,8%) e meccatronica (26,4%), mentre oltre un quinto si doterà di cloud computing (23,7%) e soluzioni di simulazione (21,3%). Durante il 2017, però, sarà l'Internet of Things (IoT) a godere degli investimenti maggiori, arrivando a registrare un +12% e a essere così presente in quasi un quarto delle imprese italiane (24,9%).
L'integrazione di queste tecnologie abilitanti 4.0 nei processi produttivi porterà vantaggi soprattutto dal punto di vista dell'ottimizzazione del controllo della qualità dei processi (78,8%) e di quella in real time della supply chain (50%). Seguono il monitoring da remoto (38,6%), il miglioramento dei consumi energetici (34,8%) e la possibilità di una manutenzione predittiva (33,2%).

Al processo di trasformazione delle imprese in fabbriche intelligenti, digitali e connesse, ci sono però alcuni ostacoli, come l'incertezza del rapporto investimenti-benefici, (44,9%) il loro costo (34,6%) e la necessità di avere personale formato (33,5%). Altra difficoltà è l'arretratezza delle altre aziende con cui si collabora (26,5%).
"In attesa dei nuovi percorsi professionali e universitari per i lavoratori di domani, e dei Competence Center e Innovation Hub previsti dal Piano Calenda per l'alfabetizzazione delle imprese, servono oggi momenti di incontro tra le aziende, in cui confrontarsi, scambiare opinioni ed esperienze, e toccar con mano i vantaggi competitivi di questa quarta rivoluzione", precisa Bianchi. "Le grandi imprese, infatti, credono di poter essere modello per le piccole: un processo a effetto domino che va assolutamente facilitato e supportato. Con il progetto Laboratori MECSPE - Fabbrica Digitale avviato quest'anno a Vicenza e a Bari e che vogliamo proseguire nei prossimi mesi, e questa nuova edizione di MECSPE, in cui saranno protagoniste le tecnologie abilitanti, vogliamo aiutare il manifatturiero a trovare la via italiana per l'Industria 4.0".
 



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