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   numero di 19/04/2017
Finanza e investimenti

Mercato equity: in attesa della prova dei fatti
Meier (AllianzGI): l'eventuale attenuazione delle incertezze grazie all'esito favorevole delle elezioni europee, e ai progressi nei piani dei Repubblicani USA per la crescita economica, dovrebbe favorire gli investitori propensi al rischio

Il quadro geopolitico tra non molto si surriscalderà. Nelle prossime settimane gli investitori avranno nuove informazioni su una serie di rischi che sono da qualche tempo al centro dell'attenzione. Queste novità influenzeranno l'andamento dei mercati e ne imposteranno la direzione per il resto del 2017.
In Europa, il "super-ciclo elettorale" entra nel vivo con le presidenziali francesi. La candidata anti-europeista di estrema destra Marine Le Pen ha buone chance di superare il primo turno del 23 aprile, ma probabilmente non otterrà la maggioranza. Si andrebbe quindi al secondo turno, il 7 maggio, con la presumibile vittoria di un candidato dell'establishment bendisposto verso i mercati, forse Emmanuel Macron.
Tuttavia, come direbbero sorridendo i sostenitori di Trump o della Brexit, i sondaggi possono sbagliare. E proprio mentre la Francia conquisterà la scena europea si avranno maggiori dettagli sul divorzio fra Regno Unito e UE, senza contare che in Italia (dove i partiti euroscettici vantano oltre il 50% delle preferenze) si potrebbero indire le elezioni in qualsiasi momento.
Oltreoceano, per Trump si avvicina la soglia dei primi 100 giorni alla Casa Bianca (29 aprile). Negli Stati Uniti, l'ottimismo sui programmi pro-crescita del Presidente ha rappresentato un supporto fondamentale per gli utili aziendali, le attese inflazionistiche, i corsi azionari e il miglioramento dei sondaggi economici, ad esempio sulla fiducia di consumatori e imprese. Tuttavia, nonostante i Repubblicani controllino anche il Congresso, le cose non stanno andando proprio lisce.
Trump deve infatti fare i conti con una serie di autogol (tweet di denuncia di intercettazioni telefoniche, connessioni con la Russia) e altri ostacoli, come l'elevato indebitamento federale e i "falchi fiscali" all'interno del suo stesso partito. Il fallito tentativo dei Repubblicani di smantellare l'Obamacare (il 24 marzo) potrebbe essere indicativo. Governare non è cosa semplice.
A maggior ragione guadagnare consensi su iniziative finanziate tramite assunzione di debito - come ingenti tagli alle imposte e investimenti in infrastrutture per $1.000 miliardi - potrebbe non essere una passeggiata. A partire dal 10 aprile il Congresso sarà in pausa per due settimane e il 28 aprile il governo USA dovrebbe restare a corto di liquidità. Oltre a evitare il rischio di shutdown (il blocco delle attività amministrative federali), un accordo per estendere le possibilità di finanziamento - almeno fino al prossimo autunno quando verrà riesaminata la richiesta di aumento del tetto del debito - sarebbe un modo valido per dimostrare che la Trumponomics è viva e vegeta.
In un contesto geopolitico così incerto, le Banche Centrali di tutto il mondo devono far quadrare politiche monetarie estremamente accomodanti con l'improvviso aumento delle pressioni inflazionistiche.
Negli USA, nel Regno Unito e in Europa l'inflazione complessiva ha già raggiunto o superato il 2%. Al contempo, sette Banche Centrali mantengono tassi di interesse negativi (negative interest rate policy, NIRP) e il quantitative easing a livello globale continua a crescere a velocità molto elevata.

Guardando al futuro, riteniamo che la liquidità delle Banche Centrali - uno dei fattori che ha contribuito a sostenere gli asset rischiosi nel periodo post-crisi - potrebbe raggiungere il picco a inizio 2018. L'eventuale attenuazione delle incertezze legata a un esito favorevole delle elezioni europee e a progressi nei piani dei Repubblicani USA per la crescita economica dovrebbe favorire gli investitori propensi al rischio. Tuttavia, se i rischi diventassero realtà, le attese di utili e quindi le quotazioni azionarie potrebbero iniziare ad apparire eccessive.
Come sempre, occorrerà attendere "la prova dei fatti".

Greg Meier Vice President, US Capital Markets Research & Strategy Allianz Global Investors



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