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   numero di 05/04/2017
Sport Business

Gli stadi sono il nuovo business per il mercato immobiliare in Italia
Avv. Apollo: caratteristica comune degli investimenti legati agli impianti sportivi di ultima generazione è la creazione di valore per il territorio

In Premier League e Bundesliga il business degli stadi l'hanno capito da anni mentre, se vogliamo fare un paragone inarrivabile, gli impianti sportivi USA garantiscono un gettito alle società, ma anche di indotto commerciale, senza pari al mondo. Forse, dopo anni di quasi inattività, dovute molto anche grazie a circostanze favorevoli, in Italia si muove qualcosa, nonostante vincoli e burocrazia.
A poche settimane dall'accordo tra Comune di Roma, società e costruttore sul progetto per il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, è dei giorni scorsi la notizia che anche la Fiorentina punta ad avere un proprio stadio. In entrambi i casi nei progetti si parla di impianti moderni, ecocompatibili, all'avanguardia dal punto di vista delle tecnologie, nuove opportunità di crescita per il territorio.
Secondo quanto dichiarato dal management dei viola, l'impianto fiorentino dovrebbe vedere la luce fra quattro anni ed arrivare ad ospitare 40 mila persone. 420 milioni di euro di investimento, per un progetto ampio, che guarda oltre il semplice impianto sportivo (che avrà silhouette a fiore, in onore dello storico giglio). Comprenderà 6.700 metri quadri per ospitare eventi, ristoranti, bar, parco giochi, 700 posti auto coperti con 100 punti di ricarica per auto elettriche e 1000 posti per le biciclette, puntando a riqualificare 48 ettari: l'intero quadrante nord-ovest del capoluogo toscano.
Anche a Tor di Valle il progetto, che di recente ha visto un taglio del 50% delle cubature inizialmente previste, contempla capienza di 52-55 mila posti, standard di costruzione a classe A4 ed opere di urbanizzazione per la riqualificazione della zona limitrofa, come la messa in sicurezza dal rischio allagamenti del quartiere di Decima e la realizzazione di una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido. L'investimento privato sarà di circa 1 miliardo e il valore delle opere pubbliche connesse, a carico dei proponenti, di 330 milioni di euro.
"Caratteristica comune degli investimenti immobiliari legati agli impianti sportivi di ultima generazione è quella di eccedere le iniziali aspettative dei tifosi - spiega Davide Apollo, fondatore e socio dello Studio Legale Apollo & Associati, esperto di tematiche legali nel settore real estate - arrivando ad incidere sensibilmente sul futuro delle città che li ospitano, in termini di riqualificazione urbanistica, trasporti, attrattività turistica e, più in generale, sul tessuto economico-sociale locale".
Basti pensare che per una sola finale di Champions League l'indotto per il territorio, a seconda ovviamente del luogo e delle squadre in gioco, in passato è arrivato ad essere stimato fra i 50 e i 300 milioni di euro e, secondo uno studio condotto dall'Università La Sapienza di Roma, l'impatto economico relativo al progetto originario del nuovo stadio della Roma sarebbe due volte e mezzo quello di Expo.
E dopo gli esempi già realizzati di Juventus, Udinese e Sassuolo si moltiplicano in tutta Italia i progetti di rinnovo delle infrastrutture dedicate allo sport nazionale.

Partendo da Nord, a Bergamo, dopo gli interventi di ristrutturazione costati 3,5 milioni di euro l'Atalanta punta a rilevare lo stadio Azzurri d'Italia per trasformarlo in un impianto all'inglese, con store della squadra, punti di ristoro e museo.
Lavori di ammodernamento previsti anche al Dall'Ara di Bologna per un costo stimato di 70-80 milioni di euro e già in corso d'opera a Frosinone.
Ancora una volta a Roma, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha dichiarato di voler presentare un piano per un nuovo stadio delle Aquile con annessa cittadella dello sport per la Polisportiva da realizzare sulla via Tiberina. E anche il Cagliari punta ad avere un nuovo Sant'Elia da 21mila spettatori.
E forse qualcosa si muove anche a Milano, dove Inter e Milan da tempo parlano di impianto di proprietà.
 



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