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   numero di 05/04/2017
Idee e opinioni

Manager: decido o non decido?
Il coraggio di assumersi il rischio di sbagliare dovrebbe essere assunto a parametro di valutazione di tutti i manager e professionisti

Uno dei dilemmi manageriali più avvertiti è quello di prendere una decisione, fare una scelta. Nel bene o nel male, assumersi il rischio di optare per una soluzione rispetto ad un'altra.
Se ne è parlato recentemente a Milano, nell'ambito di un incontro nel quale si approfondiva quale fosse il legame sempre più stretto che lega il coraggio di fare una scelta e la paura di prendere le decisioni.
Un'occasione per elencare caratteristiche e stilemi del manager di successo, oggi più che mai alle prese con un mondo che cambia, ma secondo logiche non più immediatamente chiare e prevedibili.
Un discorso, traslando, che si estende a diverse altre categorie e gruppi professionali. Basti pensare ai politici, ai medici, agli avvocati, ai consulenti finanziari, agli analisti. Ai comunicatori, mi verrebbe da aggiungere.
Certo che scegliere implica dei rischi, per sé e per gli altri. Fino a quando si è un "One man show", nessun problema. Ma quando si è manager di altri, ecco che l'assunzione di decisioni porta con se anche i rischi che da quanto deciso si presentino.
Un vero manager, quindi, è colui che si assume il rischio di sbagliare, ma comunque decide. Un vero manager, si direbbe, è quello che non accetta la rendita di posizione, ma sfida tutto e tutti per raggiungere un risultato maggiore. Un vero manager, dato che nessuno è infallibile, è quello che fatta una scelta, ponderata quanto si voglia, il cui esito è negativo, lo ammette senza mezze misure.

Ebbene, tutto questo fino a che punto è conosciuto e accolto dalle aziende e dagli azionisti che le controllano?
Il coraggio dovrebbe essere assunto a parametro di valutazione di tutti i manager e professionisti. Soprattutto in un contesto economico e storico nel quale poco se ne vede in giro.

@federicounnia - Consulente in comunicazione



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