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   numero di 05/04/2017
Idee e opinioni

Cresce l'ottimismo globale, ma in Italia clima ancora incerto
Dragonetti (Bernoni Grant Thornton): nonostante le buone notizie a livello internazionale, non si può ignorare che il nostro Paese vive ancora in uno stato di pessimismo generale, anche se i singoli indicatori economici sono in crescita

La maggior parte delle imprese a livello mondiale ha iniziato il 2017 in un clima di ottimismo. Tutto ciò è particolarmente evidente tra le imprese delle principali economie mondiali, inclusi Stati Uniti e Cina. L'Ialia, purtroppo, risulta in controtendenza. E' quanto emerge dall'ultimo International Business Report (IBR), realizzato su base trimestrale da Grant Thornton International Ltd.
L'IBR si basa su oltre 10.000 interviste con imprenditori e manager, nonché su dati economici previsionali internazionali. Il report analizza i fattori di crescita e i possibili ostacoli che le imprese si troveranno ad affrontare nei prossimi 12 mesi, tra cui l'incertezza economica, la crescita delle esportazioni e la propensione delle imprese a reinvestire.
Globalmente il livello di ottimismo a fine 2016 si attestava al 38%, 5 punti percentuali in più rispetto al trimestre precedente. Allo stesso modo, la percentuale di imprese a livello globale che prevedeva un incremento dei ricavi nel 2017 ha raggiunto nell'ultimo trimestre dello scorso anno la percentuale più alta nell'ultimo biennio.
Come accennato, l'Italia va decisamente in controtendenza, l'ottimismo è infatti calato di 14 punti percentuali rispetto al trimestre precedente attestandosi al 12%. Il dato riflette il clima di incertezza politica degli ultimi mesi del 2016, tuttavia gli indicatori dell'andamento economico hanno fatto registrare incrementi significativi, con previsioni su ricavi (52%, in crescita di 4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente), redditività (48%, in crescita di 16 punti) e export (28%, in crescita di 16 punti) tutti in crescita.

Il quadro europeo

I dati relativi all'ultimo trimestre 2016 sono positivi per tutta l'Eurozona, anche se si segnalano maggiori incertezze per i Paesi che hanno stretti legami commerciali con il Regno Unito (Polonia e Irlanda), come conseguenza delle negoziazioni dopo il referendum sulla Brexit.
Le prospettive per il nuovo anno sono particolarmente positive per Spagna (+27 punti), Francia (+20 punti) e Paesi Bassi (+10 punti).
Sempre nell'Eurozona, le aspettative sull'andamento dei prezzi sono aumentate di 7 punti (22%) rispetto all'anno precedente, la redditività di 5 punti (37%) e le attese sulle esportazioni registrano un aumento di 2 punti (24%). Le intenzioni di investimento sono in aumento in tutti i settori: impianti e macchinari +9 punti (47%), nuove costruzioni +4 punti (19%) e ricerca e sviluppo +1% (23%).
Sebbene di poco inferiore alla media globale (29%, +1 punto rispetto al periodo precedente), le imprese europee hanno fatto registrare un netto incremento (+10 punti) delle previsioni delle imprese per quanto riguarda l'occupazione: Regno Unito (+18 punti), Italia (+16 punti), Paesi Bassi (+14 punti), Germania (+13 punti), Francia (+10 punti) e Spagna (+8 punti).
Comunque, un problema rilevante è rappresentato dalla mancanza di lavoratori qualificati, con un aumento a livello europeo del gap di quattro punti (30%) dal terzo al quarto trimestre 2016.
Per quasi tutti i Paesi, i profitti sono in crescita più velocemente rispetto all'aumento dei salari reali. Questo distacco tra capitale e lavoro ha contribuito ad aumentare il risentimento tra i lavoratori, spingendoli verso partiti politici di stampo populista. Se il trend dovesse essere confermato potremmo osservare l'emergere e la conferma di altri partiti populisti, specialmente laddove il tasso di disoccupazione risulta essere più alto.
L'ottimismo delle imprese dell'Unione Europea cresce di 6 punti percentuali (34%) e di 10 punti nell'Eurozona (37%). Alcuni Paesi hanno visto cali importanti per quanto riguarda l'ottimismo: Italia (-14 punti) e Irlanda (-22 punti).
"Nonostante le buone notizie a livello globale, non si può ignorare che l'Italia vive ancora in uno stato di pessimismo generale anche se i singoli indicatori economici sono in crescita", dichiara Alessandro Dragonetti, Managing Partner e Head of Tax di Bernoni Grant Thornton. "Le cause di questa situazione a luci e ombre vanno ricercate nella crisi del debito pubblico che ha investito l'Europa dal 2009 e, soprattutto, nell'instabilità politica italiana che non consente di prefigurare alle imprese uno scenario sufficientemente sicuro e certo per effettuare piani di investimento significativi per il futuro".
Vediamo un focus su alcuni Paesi.

Italia

L'Italia rimane nella parte bassa della classifica in controtendenza rispetto al trend europeo, con la fiducia che crolla di 14 punti (12%), rispetto al 34% dell'Unione Europea e al 38% a livello globale. Il dato riflette l'incertezza legata al clima politico che ha portato alla sconfitta di Matteo Renzi al referendum costituzionale e alla continua instabilità politica. Comunque, gli indicatori dell'andamento economico sembrano ancora forti, con un aumento delle attese di fatturato (+4 punti, 52%), redditività (+16 punti, 48%) ed export (+16 punti, 18%). Le attese sull'occupazione segnano +16 punti (in totale 30%), contro l'aumento medio di 10 punti registrato nell'Unione Europea (26%) e di un solo punto percentuale a livello globale (29%).

Francia

L'ottimismo delle imprese è cresciuto di 20 punti, fino a raggiungere il 15%.
Gli altri indicatori economici hanno mostrato un significativo rafforzamento in termini di fiducia: la redditività (aumento di 16 punti fino a raggiungere il 25%), livello dei prezzi (aumento di 12 punti, 15%), fatturato (+9 punti, fino al 25%) e l'export (+5 punti, 19%).

Le elezioni presidenziali, che si terranno ad aprile 2017, potrebbero provocare incertezza nel prossimo trimestre.

Spagna

L'ottimismo delle imprese è cresciuto di 27 punti, fino a raggiungere il 47%. Il dato sull'ottimismo è completato dall'aumento delle aspettative sulla redditività (crescita di 13 punti, 57%) e sul fatturato (+9 punti, 65%) e le aspettative sull'occupazione (+8 punti, 36%). Lo stallo in cui si trovava la situazione politica spagnola è stato superato e il mercato del lavoro è tornato a crescere. D'altra parte, le aspettative sull'export hanno sofferto un calo (-8 punti, 31%) così come il livello dei prezzi è sceso leggermente (-1 punto, 10%).

Paesi Bassi

Il livello di ottimismo è cresciuto di 10 punti, fino a raggiungere il 78%. Questo dato si riflette in una maggiore fase di ripresa per quanto riguarda le aspettative riguardanti le diverse variabili: livello dei prezzi (+20 punti fino al 42%), livello di occupazione (+14 punti, fino al 46%) e, in misura minore, la redditività (+2 punti fino al 60%). Comunque, le aspettative legate all'export sono crollate in modo drammatico, di 12 punti per raggiungere il 18%, dato che porta le aspettative sull'export ai livelli di metà 2014. Le elezioni politiche che si sono tenute a marzo 2017, sono un importante fattore che condizionerà il comportamento del business per il prossimo trimestre.
 



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