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   numero di 08/03/2017
Idee e opinioni

Voluntary Disclosure 2.0: tra Italia e Svizzera novità e aspetti critici
La nuova era della trasparenza fiscale comporta una sempre maggiore attenzione tra scambio automatico di informazioni e cooperazione in materia fiscale

In questa fase storica diventa fondamentale riorganizzare le attività e i patrimoni in piena compliance con le normative per non incorrere in reati rilevanti, come l'autoriciclaggio, o non rientrare nella rete di scambi tra amministrazioni che oramai è capillare ed estesa su oltre 200 giurisdizioni.
È quanto emerso alla conferenza "Voluntary Disclosure 2.0 e scambi di informazioni fiscali" organizzata dalla Società Svizzera di Milano in collaborazione con Swiss Chamber - Camera di Commercio Svizzera in Italia.
Secondo Félix Baumann, Console generale di Svizzera a Milano, "la Svizzera ha collaborato con l'Italia, già dalla prima versione di Voluntary Disclosure, secondo l'intesa bilaterale sulle questioni fiscali del febbraio 2015" aggiungendo che dopo il no del popolo al progetto di riforma dell'imposizione delle imprese "il Governo svizzero continua a osservare la regolamentazione in materia di concorrenza leale elaborata in seno all'OCSE e quindi anche la dichiarazione comune con i Paesi dell'UE del 2014. Il Governo intende preparare in tempi brevi una nuova base legale per adempiere agli impegni presi".
A seguire è intervenuto Paolo Bernasconi, socio di Bernasconi Martinelli Alippi & Partners di Lugano, secondo cui "cambia tutto: coesistenza fra cooperazione fiscale su domanda, spontanea e automatica. Sono a rischio i recenti espatriati italiani".
A pochi giorni dalla partenza della Voluntary Disclosure bis si possono riscontrare alcune importanti novità ma anche alcuni aspetti critici. Come spiega Luigi Belluzzo, global managing partner di Belluzzo & Partners (nella foto): "la riorganizzazione dei patrimoni è importante, anche alla luce della prima Voluntary Disclosure. Ora con la nuova VD i contribuenti interessati devono comprendere che è cambiato il mondo attraverso l'avviato scambio di informazioni tra Amministrazioni: banche e service provider saranno portati dalle loro regole interne a non supportare più i clienti e a denunciare i comportamenti degli irriducibili. E' molto importante che i soggetti potenzialmente interessati alla Voluntary Disclosure bis svolgano una verifica e prendano beneficio dalla norma per riorganizzare il loro patrimonio, anche in chiave successoria".
In riferimento ai reati tributari, antiriciclaggio ed i nuovi reati di falso connessi alla Voluntary Disclosure ha così commentato Markus W. Wiget, avvocato penalista del foro di Milano ed abilitato anche in Ticino: "le novità legislative in materia penale hanno sicuramente un'effetto di stimolo alla regolarizzazione dei patrimoni ma occorrerà poi molto equilibrio nella loro applicazione futura. Anche per questo è fondamentale una precisa analisi dell'origine dei fondi esteri e del loro utilizzo sotto il profilo penale, sia per il cliente che per il tributarista."

Ha chiuso il convegno la dott.ssa Angelo Calcò, Responsabile Ufficio Accertamento della Direzione Regionale della Lombardia: "Nell'attuale contesto l'Agenzia cerca di agevolare il più possibile l'adempimento spontaneo da parte del contribuente. La collaborazione volontaria è un'agevolazione per chi ha disponibilità occultate per dichiararle e per utilizzarle. Questa ulteriore possibilità è da cogliere al volo perché i sistemi di monitoraggio a disposizione dell'Agenzia, grazie anche allo scambio automatico delle informazioni, sono sempre più efficaci".



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