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   numero di 01/02/2017
Idee e opinioni

Le aziende troveranno un modo per affrontare la Brexit
Jeffery (Frost & Sullivan): è indispensabile agire oggi, poiché la natura del rapporto tra Regno Unito e Unione Europea e altre nazioni commerciali globali è tutt'altro che certa e resterà tale per lungo tempo

Quali sono le implicazioni per le aziende, nel Regno Unito e altrove, dopo il discorso del Primo Ministro britannico May sulla Brexit?
Secondo Gary Jeffery, Senior Partner di Frost & Sullivan, "il governo ha presentato la sua prima mossa sulla Brexit, composta da quattro principi (sarebbero cinque in realtà, ma contiamo Certezza e Chiarezza come mezzo ciascuno) e dodici obiettivi. Il Primo Ministro britannico Theresa May ha delineato un piano ambizioso per mantenere un rapporto di libero scambio con l'UE, pur restando al di fuori del mercato unico, e stabilire accordi commerciali preferenziali con altre nazioni a livello globale, in particolare Cina e Stati Uniti, con Trump - un forte sostenitore della Brexit - che promette di negoziare rapidamente un accordo commerciale con il Regno Unito. Naturalmente, il messaggio era molto pro-UK e conteneva anche qualche critica delle istituzioni dell'UE.
Tuttavia, la prima reazione dell'Europa è in qualche modo positiva. I leader europei vogliono vedere l'attuazione dell'Articolo 50. Una ?hard Brexit' è percepita come migliore per l'UE, in quanto non compromette la sua ragion d'essere. Dovrebbe creare opportunità per continuare la collaborazione e il commercio. È inoltre più probabile che sia possibile concordare una ?hard Brexit' entro il difficile limite dei due anni, piuttosto che un complicato rapporto più ?soft'.
Mentre Theresa May ha tentato di fornire chiarezza e certezza, la natura del nostro rapporto post-Brexit con l'UE e le altre nazioni commerciali globali è tutt'altro che certo e resterà tale per lungo tempo. Dopotutto, ci sono altri 27 punti di vista nazionali da prendere in considerazione prima che sia possibile un accordo. Come risponderanno all'idea del Regno Unito di un'uscita netta (?hard exit') addolcita dalla continuazione di un trattamento preferenziale?
Il nostro consiglio per le aziende (sia nel Regno Unito che altrove) resta lo stesso di quel giorno memorabile di giugno:
- Valutare l'impatto di diversi scenari di Brexit (in termini di tariffe e barriere, controlli di immigrazione, etc.) su tutti gli aspetti della catena di valore del proprio business e sul modello di business adottato.

- Cercare nuove opportunità di crescita per compensare le sfide future nei mercati esistenti.
- Unire le forze con altri soggetti nel proprio settore per fare pressione sui governi nazionali e negoziare nel proprio interesse. Il governo del Regno Unito sembra conoscere SUV, ali di aeroplani e servizi finanziari. Ma conosce anche prodotti chimici specialistici, compressori, strumenti ortopedici, terapeutici e simili?
Le aziende troveranno un modo per far fronte alla Brexit. Agendo ora, c'è la possibilità di aiutare a plasmare la Brexit in modo che possa offrire delle opportunità alla propria azienda e al proprio settore".



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