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   numero di 25/01/2017
Fare Business

M&A: aziende italiane sempre piu' preda di stranieri
Secondo Mergermarket, nel corso del 2016 le imprese italiane sono state oggetto di ben 233 transazioni, per un valore di 24,4 mld di euro da parte degli investitori esteri. Francia prima tra tutti per acquisti e si attende una nuova ondata dalla Cina

Nonostante l'incertezza che ha circondato il referendum costituzionale di dicembre, nel corso del 2016 il comparto M&A italiano ha visto 509 contratti, per un valore di 49,3 miliardi di euro. Si tratta del più alto numero annuale di affari nelle rilevazioni di Mergermarket (dal 2001), e rappresenta il settimo aumento annuo consecutivo. Questo segna il secondo valore annuale più alto dal 2010 (300 offerte, 51,0 mld) a seguito di un picco di attività nel 2015 (461 offerte, 65.0 mld).
Dopo una corsa di offerte dall'estero, i dealmaker con interesse negli asset italiani manterranno i livelli visti negli ultimi 12 mesi. Nel corso del 2016 le imprese italiane sono state oggetto di ben 233 transazioni, per un valore di 24,4 mld di euro da parte degli investitori stranieri, il più alto numero di affari registrati da Mergermarket ed il secondo valore più alto dal 2007 (148 offerte, 32,3 mld), dopo il record del 2015 di 42.6 mld (222 offerte).
Secondo Mergermarket, gli acquirenti cinesi rischiano di aumentare nel primo semestre 2017, prendendo in particolare di mira le aziende mid-cap italiane con una buona reputazione sul mercato. Numerose imprese italiane sono infatti considerate forti per una base economica, un'immagine o un brand, ma hanno bilanci deboli, che le rendono facile preda per le imprese cinesi che cercano di migliorare la loro reputazione per la qualità del prodotto. L'anno scorso, la Cina ha investito 834 mln di euro in Italia in oltre 14 contratti, il più alto numero di affari dai 2,6 mld del 2014.
Gli acquirenti europei (147 offerte, 15,3 mld) hanno raggiunto il più alto numero di contratti per Mergermarket, otto in più del 2015 (139 offerte, 22,7 mld). La Francia è stato l'investitore europeo più attivo sia a valore sia per numero di offerte, registrando un totale di 44 offerte del valore di 7 mld, un aumento pari a 3,9 volte a valore rispetto al 2015 (1,8 miliardi per 24 offerte). Il più grande contratto italiano è stato quello di Amundi: 3,6 miliardi per acquisizione di Pioneer Investment Management di UniCredit. E il 2017 si è aperto col botto dell'accordo Essilor-Luxottica.
Guardando al mercato delle compravendite tra realtà italiane, il 2016 (276 offerte per 24,9 mld) ha raggiunto il suo più alto valore annuale dal 2010 (178 offerte, 27,6 miliardi), con quattro delle prime cinque offerte che si sono verificate tra le imprese italiane. Il comparto ha inoltre raggiunto il suo più alto numero di affari dal 2008 (315 offerte).
Secondo Mergermarket, tutte le aree del Made in Italy, come vendita al dettaglio, Food e Luxury, perseguiranno attivamente attività M&A quest'anno. Il produttore di scarpe con sede a Venezia, Golden Goose, che è in procinto di essere venduto dalla società di private equity Ergon Capital, è un esempio di un business che si prevede attirerà un notevole interesse all'acquisto. L'anno scorso, il comparto consumer italiano ha raggiunto il suo più alto valore annuale dal 2011 (71 offerte, 12,3 miliardi), con 84 contratti per un valore di 8 miliardi, che rappresentano il 16,2% del totale italiano di M&A.
L'industria della moda potrebbe diventare più attiva rispetto agli ultimi anni: le aziende si sono rivolte al consolidamento a seguito di una concorrenza aggressiva da grandi colossi "fast fashion" internazionali come H&M e Inditex. Molti hanno già ridotto i costi e ristrutturato i loro bilanci, ma le imprese familiari, tra cui Aspesi, Ermanno Scervino, Tombolini, potrebbero decidere di sbarcare sul mercato.
Nel complesso, quello dei Financial Services è stato il settore più colpito per valore, visto che il governo continua a spingere per un maggiore consolidamento tra le banche ultra-indebitate. Nel 2016, i servizi finanziari (39 offerte, +15.9bn) hanno visto decollare le attività del 271,8% rispetto al 2015 (30 offerte, 4,3 miliardi).

Il referendum di dicembre sembra aver diviso i pareri dei dealmaker, con un po' che ritengono che una pausa nelle riforme economiche potrebbe avere un impatto negativo i mercati nel breve termine. Altri hanno indicato che l'attività di M&A continuerà allo stesso ritmo, salvo eventuali scenari inaspettati post-referendum.
Dopo aver operato nelle due offerte più grandi in Italia, Mediobanca guida la classifica dei Financial Advisor per valore con 27 offerte del valore di 16,4 mld. Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners mantengono la prima posizione della classifica italiana come consulenti legali sia per valore sia per numero di contratti, avendo operato su 55 offerte del valore di 14,8 miliardi di euro.



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