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   numero di 18/01/2017
Finanza e investimenti

Investimenti Value globali: strategie per il 2017
Boersma e Sweeting (Templeton): mentre i tassi di interesse reali probabilmente resteranno bassi, l'inflazione dovrebbe crescere. Questo storicamente è stato favorevole non solo alle azioni ma anche al comparto Value

A fine 2016, l'evidenza di punto di svolta sui mercati finanziari ha continuato a salire, creando potenziali opportunità per gli investitori con approccio Value. Crediamo che tutti i segnali puntino a uno stimolo fiscale e alla spesa pubblica come prossima risposta delle politiche in un contesto di bassa crescita mondiale.

Inflazione, tassi d'interesse e anti-globalizzazione

A differenza dello stimolo monetario, che tipicamente crea un eccesso di risparmio nella classe benestante, lo stimolo fiscale è volto a supportare la crescita economica incanalando il denaro tra coloro che dovrebbero spenderlo. Tuttavia, le iniziative di finanziamento della crescita e le promesse di sussidi rappresentano una sfida, alla luce dei livelli di debito globale che ha raggiunto picchi record a metà novembre, avendo più che duplicato l'output economico globale. Crediamo che molti Paesi possano a malapena permettersi di alzare i loro livelli di tassi di interesse reali dato lo stato dei loro bilanci, quindi crediamo che le misure di stimolo reflazionistico probabilmente saranno accompagnate da una continua repressione finanziaria dei tassi di interesse per mantenere il costo dei finanziamenti basso.
Mentre i tassi di interesse reali probabilmente resteranno bassi, crediamo che l'inflazione dovrebbe crescere non solo a causa del deficit spending ma anche dalle barriere commerciali che potrebbero essere introdotte, date le politiche di protezionismo e anti-globalizzazione che potenzialmente possono far salire i prezzi dei beni e servizi. Crediamo che una maggiore inflazione sia altamente desiderabile dai decisori politici nell'attuale contesto, in quanto le alternative, che consistono nella riduzione - austerity, crescita e default - sono insufficienti o impensabili. Crediamo che il successo o il fallimento di questa successiva fase di risposta alle policy dipenda dal livello di controllo che i decisori politici possono esercitare sulle variabili economiche attraverso le loro leve.
Molto è stato scritto sulla "fine del neoliberalismo" e la dottrina sembra sotto la minaccia dell'ostruzionismo e dell'anti-globalizzazione nel mondo. Tuttavia, non anticipiamo un totale rigetto del libero mercato e della supply-side economics introdotta da Ronald Reagan e Margaret Thatcher. Invece, crediamo che la globalizzazione del capitalismo laissez-faire tornerà a livello domestico. A questo punto, qualsiasi politica percepita come una minaccia alla creazione di posti di lavoro (come l'immigrazione, l'offshoring, i patti sul commercio e la "manipolazione" valutaria) probabilmente sarà presa di mira mentre quelle percepite come a sostegno della crescita dell'economia domestica (come la spesa in infrastrutture, tagli in tasse e la deregolamentazione domestica) probabilmente saranno incentivate.

2017 e investimenti Value

Che cosa significa per gli asset finanziari? A nostro avviso le azioni globali sembrano ragionevolmente ben posizionate in questo contesto. Dopotutto, le azioni rappresentano quote di proprietà delle società e quest'ultime tendono ad avere potere sui prezzi che consentirebbe loro di passare attraverso i loro maggiori costi di input e potenzialmente resistere in un contesto di rialzo inflazionistico. D'altro canto, crediamo che questo scenario potrebbe essere ostile a detentori di titoli con un rendimento fisso o incapace di rispondere ai prezzi come le obbligazioni.
Sempre in questo contesto, altri strumenti che potrebbero soffrire sono le obbligazioni correlate ai mercati azionari ? settori come beni di consumo di prima necessità e utilities, che sono storicamente quelle maggiormente correlate inversamente ai rendimenti nominali. D'altra parte, crediamo che i settori che potrebbero andare bene sono quelli che storicamente sono correlati positivamente ai rendimenti nominali come i finanziari, i settori legati alle risorse e i settori ciclici, che ad oggi mettono insieme la maggior parte dei benchmark degli investimenti Value. Questi sono settori che, ad esempio, sono stati scambiati a maggior sconto rispetto al resto del mercato a metà novembre, quindi riteniamo che la portata del potenziale recupero sia concreta.
Sulla base di un database di azioni USA Value e della ricerca condotta da Ken French, professore al College Dartmouth College Finance, negli ultimi 100 anni di dati osservabili, c'è stata un'alta correlazione tra la performance Value determinate come rapporto tra "price to book" e inflazione. Quindi, storicamente un rialzo dell'inflazione è stato favorevole non solo alle azioni in sé ma anche al Value. La correlazione del Value all'inflazione attesta la propensione ciclica spesso evidente nell'universo Value come anche la natura delle valutazioni in diversi contesti di tassi d'interesse.
In termini generali, la caduta dei tassi d'interesse fa diminuire il costo del capitale per le società, incrementando il Net Present Value dei flussi di cassa futuri. Pensiamo che questo vento a favore spesso supporti l'azionario indiscriminatamente, come evidenziato dalla storica elevata correlazione tra la performance di singoli titoli nel periodo successivo alla crisi finanziaria globale, un periodo altamente deflazionistico con una discesa dei tassi d'interesse. D'altro canto, il rialzo dei tassi tende ad aumentare lo studio e le distinzioni tra i diversi mercati, discriminando le azioni che sono resistite al precedente ciclo. Quest'ultimo tipo di contesto, che crediamo possa trovarsi in futuro, può essere favorevole al Value e agli investitori che allocano il loro capitale su società che presentano disallineamenti di prezzo. Questi investitori sono sempre meno e sempre più distanti da quelli di questi giorni come i governi compratori e insensibili ai prezzi e gli investitori agnostici agli indici, che guadagnano sempre più quota nei mercati.

Nonostante tutto, crediamo che gli investitori Value che hanno mantenuto disciplina e convinzione in questo difficile ciclo possano presto beneficiare della loro pazienza.

Norman J. Boersma, Chief Investment Officer di Templeton Global Equity Group e President, Templeton Global Advisors Limited e di Cindy L. Sweeting, President di Templeton Investment Counsel, LLC e Director of Portfolio Management, Templeton Global Equity Group



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