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   numero di 11/01/2017
Finanza e investimenti

Inizia l'era Trump: cosa accadra' nel nuovo anno
Secondo l'outlook di Assiom Forex, i mercati globali dovrebbero essere impattati limitatamente dalla nuova amministrazione USA mentre il quadro politico europeo si fa più complesso. Pil Usa +2% ma rialzo tassi e superdollaro potrebbero frenarlo a +1,5%

Il 2017 si apre nel segno dell'incertezza ma con la sottile sensazione che l'ansia attuale non sia del tutto giustificata. Sono queste le conclusioni condivise nell'Outlook 2017 dal Comitato di Ricerca di Assiom Forex formato da operatori sui mercati finanziari di emanazione di alcune delle maggiori banche italiane e presentato dal Presidente Massimiliano Sinagra (nella foto). Vediamo i principali temi del nuovo anno.

USA

Il consensus espresso parte dalla considerazione che il miglioramento della fiducia del mercato azionario americano seguito alla vittoria di Donald Trump non solo potrebbe valere il 3% circa del Pil annuale a stelle e strisce ma si rifletterebbe positivamente anche sulla crescita dell'inflazione in Europa poiché il rialzo dei tassi americani potrebbe trasferirsi almeno in parte anche sui tassi europei, tanto più qualora proseguisse l'apprezzamento del dollaro, per quanto le differenze di fase del ciclo economico al di qua e al di là dell'Atlantico dovrebbero portare ad un generale allargamento del differenziale dei rendimenti (anche nominali) a favore dei tassi Usa. Pur tuttavia per il 2017 un forte rialzo dei tassi avrebbe un rilevante impatto negativo sulla crescita e un apprezzamento del dollaro del 5% ridurrebbe l'aumento del PIL (previsto al 2%) di approssimativamente di 0.2p.p entro due trimestri mentre un rialzo di 50bp del Treasury decennale di circa 0.3p.p.

Area euro

Per quanto riguarda l'area euro, si prevede una crescita del PIL dell'1.3% per il 2017 e dell' 1.5% per il 2018. L'inflazione ha ripreso a salire e si presta ad accelerare appena sopra l'1% nel 2017 forzando la BCE a mantenere una stance accomodante almeno per un altro anno. Un fitto calendario di eventi politici potrebbe mettere la BCE in difficoltà in quanto da un lato è forzata a continuare il Quantitative Easing (QE), mentre dall'altro si trova ad affrontare un quadro politico sempre più complesso, soprattutto nell'eventualità di elezioni anticipate in Italia. Nonostante il Primo Ministro May abbia indicato la fine del primo trimestre 2017 come data iniziale per i negoziati di Brexit, a livello domestico non è ancora chiaro se effettivamente questo si possa fare così rapidamente o se verranno richiesti uno o due passaggi al Parlamento inglese. L'economia nel frattempo incomincia a dare segni di un rallentamento, sebbene non così marcato come il mercato si aspettava prima del referendum. La crescita stimata per il 2016 è dell'1.7% e dell'1.2% per il 2017. In Italia la vittoria del NO ha portato a un cambio di governo, ma non ad elezioni anticipate a causa delle modifiche da apportare alla legge elettorale. Il periodo di incertezza post referendum probabilmente avrà un impatto negativo sui rendimenti dei BTP, per quanto sostanzialmente contenuto dal QE e dalla sua probabile estensione dopo la scadenza. Lo spread BtP-Bund potrebbe rientrare in un range compreso tra 130 e 180, in base ad una stima che include la maggior parte degli scenari attualmente ipotizzabili.

Mercati azionari

Nonostante la crescente incertezza attuale e futura (consultazioni elettorali nei principali Paesi europei per i prossimi nove mesi), la volatilità dei maggiori mercati azionari europei è rimasta relativamente bassa rispetto a quanto prezzato dai mercati periferici governativi. Potrebbe essere interessante approfittarne per fronteggiare possibili picchi di volatilità il prossimo anno. L'ultima stagione di trimestrali non dovrebbe riservare sorprese negative sul fronte dei profitti. Le previsioni più prudenti ipotizzano un rialzo degli utili per azione (EPS) dell'azionario Europa di circa l'8% per il prossimo anno. Negli Usa il programma economico di Trump è stato accolto bene dai mercati per le parti che riguardano fisco, deregulation e infrastrutture ed è dunque probabile, nonostante le premesse, che i settori della Difesa e delle Infrastrutture beneficino di un aumento della spesa. Il settore ipervenduto della Sanità potrebbe balzare in cima alla classifica. Aumento dell'inflazione e curve di rendimento più ripide potrebbero guidare al rialzo anche i titoli finanziari nel medio termine.

Mercati obbligazionari

Il Quantitative Easing non si tocca, almeno fino alla scadenza prefissata. Questo il messaggio lanciato dal consiglio direttivo della BCE, non escludendo un allungamento del programma di acquisto oltre marzo 2017. Le probabilità di prolungamento del programma di acquisto di titoli appaiono oggi ancora maggiori rispetto a qualche mese fa. Nel frattempo, i tassi di interesse ufficiali dovrebbero rimanere su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, anche oltre l'orizzonte previsto per gli acquisti netti di attività. Il rialzo dei tassi Usa continuerà probabilmente a trasferirsi, almeno in parte, anche sui tassi europei. Un aumento dell'inflazione americana può contribuire ad un incremento anche di quella europea (che dovrebbe assorbire anche un maggiore costo del petrolio) pertanto è legittimo attendersi un rialzo dei rendimenti del Bund decennale dall'attuale 0,30 a uno 0,50-0,60%. Negli Usa, le attese sono per un aumento del deficit federale americano, delle stime di crescita del PIL e dell'inflazione. È probabile che i rendimenti dei titoli governativi a 10y possano tornare velocemente a testare l'area attorno a 2,50-2,65% e quelli a 30y intorno a 3,25% prima di consolidare. I tassi inglesi hanno seguito molto da vicino quelli USA e la correlazione a breve termine continuerà a restare elevata , ma le incognite su come verrà gestita la Brexit, quali saranno gli impatti sulla crescita e ancora quanto a lungo potrà pazientare la BOE rispetto ad un' inflazione che ha ricominciato a crescere sono tali da rendere piuttosto incerto l'andamento futuro dei tassi e nel contempo potrebbero incidere sfavorevolmente sullo spread dei Gilt. In Giappone la recente decisione della BoJ di rimodulare la propria strategia di espansione monetaria, basata non sulle quantità nominali da acquistare bensì indirizzata a mantenere stabile attorno allo zero il rendimento dei titoli di stato a 10 anni, sta funzionando ed è probabile che continuerà a funzionare. I rischi possono provenire (anche se non a breve termine) dalla scarsità di titoli da acquistare e soprattutto da un eventuale cambiamento del policy mix, con un maggior ricorso all'espansione fiscale.

Oro

Dopo un iniziale apprezzamento dovuto all'esito sostanzialmente imprevisto delle elezioni americane, le quotazioni dell'oro sono rapidamente scese e le prospettive per il prossimo futuro non sono migliori. Il suo valore presenta un'elevata correlazione negativa - sia di breve che di medio termine - con il livello dei tassi di interesse americani ed in misura minore anche con il cambio del dollaro. Ipotizzando che i tassi a 10y seguano l'andamento implicito nella curva, pur mantenendo il valore del dollaro pari al livello attuale, la stima punta verso livelli ancora più bassi di quelli attuali e più prossimi all'area 1100-1150 dollari l'oncia.

Petrolio

A seguito dell'accordo appena siglato, valido per il primo semestre del prossimo anno, l'obiettivo è di passare dall'eccesso di offerta del 2016 ad un mercato bilanciato se non addirittura ad un eccesso di domanda che, drenando gli stock e se l'accordo venisse pienamente rispettato, potrebbe portare il Brent a oscillare tra 49 e 55 $ al barile nel breve termine e tendere sui 60$ nelle migliori delle ipotesi per la fine del 2017.

Rame

E' vero che questo metallo, ampiamente utilizzato nella conduzione di energia elettrica, nei motori elettromagnetici, per tubature e nella produzioni di mezzi trasporto non può che beneficiare da un rilancio generale dell'economia e delle costruzioni in particolare, ma l'ottimismo al momento sembra eccessivo. A breve termine, i rialzi visti di recente appaiono eccessivi, contrastano apertamente con le correlazioni sopra descritte e sembrano non tenere conto che la crescita cinese presenta ritmi più moderati e che il dollaro potrebbe continuare ad apprezzarsi.


Mercato Forex

Sull'EUR/USD prosegue il trend laterale di medio periodo compreso tra la resistenza a quota 1,1500 e il supporto in area 1,0450. Ad alimentare le incertezze sul cross contribuiscono le politiche monetarie divergenti, il rischio geopolitico (con le elezioni in Francia e in Germania) e l'incognita legata alla politica economica e fiscale che sarà realmente adottata dall'amministrazione Trump. Tutti questi fattori potrebbero creare dei picchi di volatilità, mentre solo la violazione confermata del trading range potrebbe alimentare un nuovo trend direzionale.
GBP/USD - Per la divisa britannica contro USD continuerà a pesare l'effetto "Brexit" che dovrebbe vedere nel corso dell'anno l'attivazione dell'art.50 per il divorzio della UK dalla UE. In questo contesto eventuali rimbalzi della divisa d'Oltremanica dovrebbero essere contenuti dall'area 1,34, mentre la tendenza al deprezzamento potrebbe spingere la sterlina a rivedere i minimi di ottobre.
USD/JPY - Lo yen giapponese dopo aver passato quasi tutto il 2016 in una fase di apprezzamento che lo ha spinto sino in area 100 contro USD, dopo le elezioni negli Stati Uniti e la speranza degli operatori che gran parte delle promesse elettorali di Trump resteranno tali, ha dimezzato i guadagni. Per l'anno nuovo la recente tendenza in corso potrebbe spingere lo yen verso nuovi minimi in area 120, anche se un ritorno del clima di risk-off non esclude di innescare un veloce reverse.

 



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