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   numero di 07/12/2016
Finanza e investimenti

Referendum: quali i possibili scenari per il settore finanziario italiano?
Raffellini (Frost & Sullivan): altri fattori esterni potrebbero dimostrare di avere un maggiore impatto sulla stabilità delle banche, come la Brexit, la nuova presidenza USA, le elezioni francesi e la volatilità dei mercati

Attualmente, non è possibile vedere chiaramente il collegamento tra i risultati del referendum costituzionale in Italia e il destino ultimo delle banche italiane. Molti scenari plausibili indicano un restringimento delle opzioni per le banche in difficoltà e cattive notizie in generale se dovesse vincere il NO, ma la domanda è, quanto cattive?
Lo scenario peggiore, il fallimento di Monte dei Paschi di Siena che innescherebbe una cascata di altri fallimenti bancari, richiederebbe almeno tre ipotesi forti. La prima è che l'attuale governo fosse sostituito e che tale sostituzione richiedesse molto tempo. La seconda è che il nuovo governo fosse "tecnocratico", con un Ministro delle Finanze o con poca simpatia verso il settore bancario o incapace di evitare l'applicazione del meccanismo di risoluzione dell'UE. Infine, bisognerebbe presumere che la disaffezione degli investitori si diffondesse ad altre banche grandi e meglio capitalizzate come Unicredit.
Questa sfortunata combinazione è possibile, naturalmente, ma assolutamente non certa. Nella recente storia politica italiana, la successione al governo è stata relativamente rapida e indolore, rispetto ad esempio al Belgio. Pertanto, supponendo che il Primo Ministro Renzi dia effettivamente le dimissioni, il periodo di incertezza politica non dovrà necessariamente protrarsi a lungo. Inoltre, un nuovo governo presumibilmente farebbe tutto ciò che è in suo potere per proteggere gli obbligazionisti junior (i piccoli risparmiatori privati) ed è probabile che prenderebbe una posizione ancora più ferma verso l?Europa e il BRRD.
Quanto a un possibile "contagio finanziario", i 5 miliardi di euro di debito subordinato di Monte dei Paschi di Siena non spariranno da un momento all'altro e nemmeno i crediti in sofferenza (NPL - non performing loans) di altre banche. Tuttavia, non dimentichiamo che alcune delle altre grandi banche italiane sono intrinsecamente robuste, non hanno avuto performance peggiori di alcune delle altre banche europee nello stress test dell?EBA di luglio.

A conti fatti, altri fattori esterni - non collegati al referendum italiano - potrebbero dimostrare di avere un maggiore impatto sulla stabilità delle banche: la Brexit, la nuova presidenza degli Stati Uniti, le elezioni francesi e la volatilità dei mercati finanziari internazionali, per citarne alcuni. Le prospettive sono ancora piuttosto aperte.

Luca Raffellini, Head of Business and Financial Services, Frost & Sullivan

 



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