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   numero di 26/10/2016
Fare Business

Solo il management e' partecipe della cultura aziendale. Molto meno i dipendenti
Hache-Barrois (Oracle): le persone vogliono sentire di giocare un ruolo significativo. Le idee innovative nascono a tutti i livelli di gerarchia e stipendio, ma le aziende devono dare a tutto lo staff l'opportunità di mettere in luce i propri talenti

La cultura aziendale nelle imprese dell'Europa Occidentale non è abbastanza ritagliata sulle esigenze e le aspettative dei lavoratori che non ricoprono posizioni di management: questo, in sintesi, ciò che emerge da una nuova ricerca Oracle. Mentre la gran parte dei manager e dei dirigenti sente di avere a disposizione gli strumenti, le indicazioni e i riscontri necessari per realizzarsi al meglio, la maggioranza dei loro sottoposti crede che si debba fare di più per aiutarli a sviluppare appieno le proprie capacità e contribuire al successo dell'azienda in cui lavorano.
Lo studio Oracle "From Theory to Action" è stato commissionato per verificare il punto di vista dei dipendenti, a tutti i livelli della gerarchia, rispetto alla cultura aziendale della loro impresa, e per esaminare l'impatto della cultura aziendale sui loro risultati e sul loro atteggiamento nei confronti del datore di lavoro.

La distanza fra il senior management e gli altri dipendenti

Fra i dati più significativi, c'è il fatto che solo il 37% dei dipendenti di livello non manageriale sono orgogliosi di lavorare per l'azienda in cui si trovano. Per contro, quasi il 70% dei senior manager e dei direttori sono invece orgogliosi. Egualmente preoccupante il fatto che solo il 22% dei dipendenti non manager ritengono che la loro azienda abbia a cuore il loro benessere generale, e meno di un terzo percepisce i suoi capi come visibili e avvicinabili.
Come risultato di questa distanza, si ha un diffuso senso di disillusione tra coloro che non operano in posizioni di management. Solo il 21% sente che potrà avere un avanzamento di carriera restando con il proprio datore di lavoro e solo il 39% si immagina un futuro a lungo termine nell'azienda in cui si trova.
Secondo Melanie Hache-Barrois, Business Development Director di Oracle per il Sud Europa, "la retribuzione sarà sempre un elemento di motivazione per i dipendenti, di qualsiasi livello, ma la forza lavoro oggi assegna un grande valore anche alla cultura aziendale. Le persone vogliono sentire di giocare un ruolo significativo nel successo della loro azienda. Le idee innovative nascono a tutti i livelli di gerarchia e stipendio, ma le aziende rischiano di disperdere contributi di valore se non danno a tutto lo staff l'opportunità di mettere in luce i propri talenti".

Difficoltà nella formazione e nello sviluppo del personale

I dipendenti che non hanno posizioni di management si sentono particolarmente delusi dalle opportunità di crescita e sviluppo offerte loro, rispetto a quelle che hanno i colleghi con più anzianità.
- Solo il 25% dei non manager dichiarano che il loro percorso di apprendimento e formazione è legato al loro piano di sviluppo, contro oltre il 60% dei dipendenti con più anzianità
- Solo il 31% ha avuto un momento di confronto dedicato allo sviluppo del proprio percorso di carriera nell'ultimo anno, contro oltre il 70% dei senior manager e dei direttori.
Inoltre, i lavoratori che non ricoprono posizioni di management sono anche insoddisfatti delle tecnologie di collaborazione che hanno a disposizione. Solo il 22% dichiara che la loro azienda offre strumenti di formazione online o collaborativi per promuovere il loro sviluppo. Invece, quasi tre quarti dei direttori dichiarano di avere accesso a questo tipo di opportunità.
Questo suggerisce che le aziende non siano generose di risorse con il loro staff che non ricopre posizioni manageriali, oppure che ci sia una differenza fra ciò che i dipendenti senior ritengono utile come strumento di collaborazione e quelle che sono invece le aspettative dei loro colleghi non manager rispetto alle tecnologie disponibili sul luogo di lavoro.

A questo proposito, Hache-Barrois ha aggiunto che "l'esperienza e la durata nella propria posizione sono beni di valore, ma non sono più considerati i soli indicatori del potenziale di un dipendente e del valore che apporta all'azienda. I leader di alcune delle più grandi aziende oggi sono più giovani di molti dei loro dipendenti. Pertanto, il coinvolgimento dei lavoratori deve essere considerato un elemento centrale per tutti e non solo per il senior team. Bisogna coltivare il talento a tutti i livelli per garantirsi un successo nel lungo termine, e tocca ai responsabili delle risorse umane farsi avanti e assicurarsi che l'azienda abbia un approccio democratico alle opportunità di formazione e di sviluppo".



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