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   numero di 07/09/2016
Finanza e investimenti

Azioni italiane: cosa accadra' nei prossimi mesi
Chi investe in Borsa deve seguire costantemente e con particolare attenzione, oltre che gli indici dei mercati e la situazione delle aziende sulle quali si è interessati ad investire, anche la realtà politica che si sta attraversando

Salgono e scendono di continuo apportando scossoni ad un mercato che già di per sé di sicurezze ne offre poche. Investire in azioni in questo particolare momento storico può essere un azzardo.
Lo si può constatare consultando gli indici delle principali Borse, anche quella italiana che poi è quella che in questo contesto ci interessa maggiormente.
Piazza Affari non sta vivendo il suo momento di massimo splendore e, paradossalmente, nelle ultime settimane a portarla ulteriormente giù sono stati alcuni dei principali titoli quotati.
Basti pensare a veri e propri colossi dell'economia nostrana quali Unicredit, Ubi Banca o Generali Assicurazioni. Non ci si sorprenda. Perché, parlando di banche, è assolutamente normale quello che sta accadendo.
Dopo la Brexit (che ha portato incertezza in tutta l'economia, non solo in Borsa) i titoli delle principali banche mondiali sono letteralmente crollati: questo ha riscontri a livello globale ma ancor di più a Piazza Affari. Circoscrivendo il discorso alla sola realtà nostrana, a pesare sono stati i recenti stress test che l'unione Europea ha imposto ai nostri istituti di credito nel mese di agosto. Esami che non hanno dato esiti poi così negativi ma che sono andati a influire pesantemente sulla Borsa portando ribassi marcati.
Il tutto è frutto di quella che è una legge non scritta del mercato azionario e che ogni investitore conosce perfettamente: quando si investe in titoli uno dei fattori che influisce di più è la realtà politica attuale.
Può sembrare strano per chi non è avvezzo a questo mercato, ma le cose stanno esattamente così. Un discorso pronunciato in un dato momento, ad esempio, da un Segretario di Stato Usa, può portare a scossoni nel mercato borsistico dall'altra parte del mondo.
Per questo chi investe in Borsa deve seguire costantemente e con particolare attenzione, oltre che gli indici dei mercati e la situazione delle aziende sulle quali si è interessati ad investire, anche la realtà politica che si sta attraversando.
Al riguardo può essere interessante cercare di capire come cambierà il mercato azionario da qui ai prossimi mesi; su quali titoli puntare e quali, viceversa, lasciar perdere. Ne parliamo con Emanuele Rigo, esperto di investimenti in Borsa per conto di Avatrade, che ci ha rilasciato il proprio parere.

"Il crollo sui mercati azionari indubbiamente c'è stato. A seguito della Brexit sono state centinaia i miliardi di euro andati in fumo. È chiaro che poi si innesca un effetto domino, con la paura che inizia a farla da padrone e gli investitori che non sanno quali pesci prendere. Certo il tutto si può tradurre anche in maggiori potenzialità. Come si dice sempre in questi casi, infatti, dietro ogni crisi può esserci un'opportunità".

In questi casi è sempre difficile effettuare previsioni. Ma quanto può durare questa fase di incertezza dei mercati?

"Si effettivamente non è mai facile rispondere a una domanda di questo tipo. I mercati sono per loro natura volatili e per prevederne l'andamento esatto occorrerebbe la palla di vetro. Certo è che dopo l'estate, da intendersi come da settembre in poi, qualcosa si dovrebbe muovere. La situazione potrebbe iniziare a cambiare".

Veniamo all'aspetto centrale di questa intervista: cosa si può consigliare agli investitori in termini di azioni? Ci sono aziende italiane sulle quali conviene puntare?

"Partiamo dall'Abc degli investimenti, ovvero dalla necessità di diversificare. Questo sempre e comunque come punto di partenza per distribuire bene il rischio. È chiaro che parlando di azioni le cose vanno valutate più a fondo. Il consiglio è chiaramente quello di puntare su titoli piuttosto solidi. È chiaro che, alla base di questo ragionamento, vi è l'assunto noto a tutti gli investitori; ovvero, meno rischio uguale meno guadagno. Ma il momento è quello che è e forse potrebbe essere utile non fare passi troppo azzardati. Si potrebbe ad esempio pensare a titoli di aziende italiane che offrano dividendi alti e con visibilità sugli utili. Mi viene in mente Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Unicredit. O anche, perché no, il titolo Ferrari: dal 2016 quotata a Piazza Affari".

Possiamo analizzare meglio alcune di queste aziende per capire dove come investire nelle loro azioni?

"Certamente. Poste Italiane ha dalla sua parte il fatto di essere un gruppo solido; per questo investire nelle azioni di Poste Italiane può essere relativamente tranquillo rispetto ad altri titoli.
Stessa cosa dicasi per il gruppo Ferrovie dello Stato, anch'esso privatizzato nel 2016 sulla falsa riga del gruppo Poste. Anche qui l'aspetto più importante è quello della sicurezza. La Ferrari è da poco sbarcata a Piazza Affari, prima le azioni erano negoziabili solo negli Usa. Chi pensa alle azioni Ferrari non può non valutare il fatto che si tratta di un segmento di lusso. Una azienda che produce auto limitate e che per questo detiene una fetta importante sul mercato; ecco allora che anche qui il discorso sicurezza può avere la sua importanza".

Vi è poi il titolo Unicredit.

"Si beh. Si sta parlando del primo gruppo finanziario italiano. Come dicevamo all'inizio, data la condizione delle banche prima di investire è fondamentale conoscere bene lo stato di salute dell'istituto sul quale si va a puntare. Al riguardo, Unicredit è una delle banche promosse dagli stress test di luglio, ma che veniva comunque da una perdita di circa il 50% del valore dei suoi titoli nei primi mesi del 2016. A fronte di ciò tuttavia, il titolo Unicredit continua ad attrarre migliaia di investitori. Oltre alla condizione di salute, quando si investe su un titolo è fondamentale conoscere anche il piano industriale della azienda".

E cosa può dirci al riguardo su Unicredit?

"Da questo punto di vista un'indicazione utile può essere quella data di recente dal presidente dell'istituto, Giuseppe Vita, il quale ha sottolineato come a breve dovrà necessariamente essere studiato un aumento di capitale in quanto la Bce con ogni probabilità non si accontenterà di quanto di buono fatto fin qui. O sempre di grande interesse può essere l'indicazione che il gruppo sta trattando con Santander la cessione della Pioneer. In sostanza bisogna stare sempre con gli occhi aperti e valutare le cose da tante angolazioni perché il mercato azionario resta pur sempre a rischio elevatissimo".

 



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