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   numero di 27/07/2016
Finanza e investimenti

Nel I semestre 2016 prezzi delle abitazioni stabili (-0,1%) e crescita della domanda (+2,6%)
Ghisolfi (Casa.it): rimane ancora alta la forbice dei prezzi fra i valori di chi vende e quelli proposti dai potenziali acquirenti. Previsioni conservative sulla seconda parte del 2016

Recentemente Nomisma ha presentato l'Osservatorio Immobiliare relativo al I semestre 2016 che analizza l'andamento di 13 grandi città. Ma cosa accade a livello nazionale sul fronte della domanda e dei prezzi e cosa cercano gli italiani?
Secondo l'Osservatorio di Casa.it sul mercato residenziale italiano, nel I semestre 2016, rispetto all'inizio dell'anno, se da un lato la domanda di abitazioni è aumentata del +2,6%, dall'altro si registra una stabilizzazione dei prezzi degli immobili residenziali in offerta sul mercato (-0,1%), con il valore medio di vendita al metro quadro pari a circa 2.010 euro.
Rimane, invece, ancora alta la forbice dei prezzi fra i valori di chi vende e quelli proposti dai potenziali acquirenti, soprattutto nelle città di provincia rispetto ai principali comuni capoluogo. Si riduce però l'ampiezza: in percentuale, lo scarto fra i due valori a giugno 2016, è del 10,3%, comunque in miglioramento rispetto a giugno 2015 (12,2%).
Sul fronte della domanda, dall'analisi di Casa.it sui primi sei mesi dell'anno, emerge una crescita superiore alla media nazionale in tutti i capoluoghi di regione, con punta maggiore nella città di Bologna (+5,9%), seguita da Firenze, Genova e Roma, tutte con +5,7%.
Sempre per quanto riguarda la domanda, gli italiani cercano prevalentemente bilocali (29%) e trilocali (26%) situati in zone semicentrali o periferiche e sono disposti a investire, in media, circa 161mila euro, con un range che va, prendendo come riferimento i capoluoghi di regione, dai 71.500 euro di Campobasso ai 253.500 di Milano.
Per quanto riguarda i prezzi degli immobili residenziali in offerta sul mercato, se rispetto a gennaio 2016 sono rimasti stabili, confrontando il dato con lo stesso periodo dello scorso anno il calo è del -1,6% e di ben il 15,3% se rapportato a dieci anni fa.
Tra le città capoluogo di regione, segno positivo per Napoli (+1,1%), Firenze (+0,8%), Trento (+0,7%) e, seppur in misura minore, Torino (+0,2%). Al contrario, le città che hanno sofferto maggiormente, sono Catanzaro (-2,7%), Potenza (-2,6%), Campobasso (-2,4%) e Aosta (-2,3%). I capoluoghi in cui si registra il prezzo a metro quadro più "economico" sono, nell'ordine, Catanzaro (1.220 euro/mq), Perugia (1.460 euro/mq), Campobasso (1.600 euro/mq) e Potenza (1.620 euro/mq). Al contrario, le più care sono Milano (3.880 euro/mq) e Roma (3.580 euro/mq), seguite da Venezia (3.430 euro/mq) e Firenze (3.350 euro/mq).
"La stabilizzazione dei prezzi è uno degli aspetti più importanti di questo I semestre", afferma Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi Casa.it. "Anche nei capoluoghi di regione, che in passato hanno registrato cali importanti, si assiste a un rallentamento della diminuzione dei prezzi. Inoltre, un segnale positivo arriva dalla crescita della domanda, indicatore importante per valutare il livello di salute del mercato immobiliare."

Cosa ci si aspetta per il 2016?


"Se le stime per il 2016 erano a inizio anno molto positive, negli ultimi due mesi, tuttavia, la spinta propulsiva sembra aver perso brillantezza, proprio nel periodo in cui storicamente il mercato immobiliare ha sempre dato le migliori performance", aggiunge Ghisolfi. "Sulle decisioni di acquisto pesa nuovamente il clima di incertezza generale che rimane di sfondo alle evoluzioni del mercato. Incertezza particolarmente legata alle vicende politico-economiche non solo del nostro Paese ma internazionali, come Brexit. In sostanza si stanno rivedendo le previsioni che parlavano di un 2016 come dell'anno della definitiva ripresa del mercato. Probabilmente non sarà così e si dovrà attendere ancora prima di avere la certezza di essere definitivamente usciti da una fase di ciclo non positiva".



Finanza e investimenti

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