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   numero di 06/07/2016
Finanza e investimenti

Gli investitori istituzionali devono ripensare le strategie di gestione del rischio
Dwane (AllianzGI): per gli asset manager è giunto il momento di innovare e offrire soluzioni e prodotti che aiutino i clienti a orientarsi in questo scenario di bassi tassi d'interesse, senza esporli a livelli di volatilità inadeguati

L'ultima edizione dell'indagine annuale RiskMonitor di Allianz Global Investors rivela che le strategie di gestione del rischio adottate dagli investitori istituzionali necessitano urgentemente di una profonda revisione.
Realizzata nel primo trimestre 2016 - coinvolgendo 755 investitori istituzionali in 23 Paesi tra Nord America, Europa e Asia-Pacifico, per un patrimonio complessivo di 26 trilioni di dollari - l'analisi ha approfondito le loro scelte in relazione alla gestione del rischio, alla costruzione del portafoglio e all'asset allocation.
Secondo l'indagine, dalla crisi finanziaria globale del 2008 i processi di gestione del rischio hanno registrato cambiamenti molto contenuti. Prima della crisi, gli investitori adottavano principalmente tre strategie, ovvero diversificazione per asset class (57%), diversificazione geografica (53%) e gestione della duration (44%). Nonostante il 62% dei rispondenti abbia ammesso che queste strategie non hanno fornito una protezione adeguata contro i rischi di downside, di fatto dopo la crisi il loro utilizzo ha registrato un aumento: il 58% degli investitori si affida alla diversificazione per asset class, il 56% a quella geografica e il 54% alla gestione della duration.
Per questo motivo, due terzi degli investitori chiedono nuove strategie innovative, in grado di offrire un migliore equilibrio nel rapporto rischio-rendimento, di fornire una maggiore protezione contro i rischi di ribasso e di sostituire gli approcci tradizionali alla gestione del rischio. In linea con questa esigenza, il 48% degli intervistati riconosce che la propria società sarebbe disposta a pagare di più per avere accesso a migliori strategie di risk management e il 54% afferma di avere accantonato risorse aggiuntive per ottimizzare la gestione del rischio.
Nel commentare i risultati, Neil Dwane, Global Strategist di AllianzGI, ha affermato: "Gli investitori si trovano di fronte una realtà caratterizzata dal continuo calo dei rendimenti di mercato e da un aumento della volatilità. In questo scenario, per raggiungere gli obiettivi d'investimento sarà necessario assumere dei rischi e applicare una gestione del portafoglio veramente attiva, accompagnata da un'adeguata strategia di gestione del rischio. I risultati del rapporto RiskMonitor dimostrano che moltissimi investitori purtroppo non nutrono grande fiducia nella propria capacità di gestire i rischi in maniera efficace, sia durante le fasi di rialzo dei mercati sia in quelle di ribasso."
"È incoraggiante il fatto che gli investitori istituzionali sembrino riconoscere la necessità di soluzioni più efficaci per la gestione del rischio: per gli asset manager è quindi giunto il momento di innovare e offrire soluzioni e prodotti che aiutino i clienti a orientarsi in questo scenario di bassi tassi d'interesse, senza esporli a livelli di volatilità inadeguati. Questo processo potrà assumere forme diverse, ma i prossimi mesi e anni saranno certamente un banco di prova decisivo per la crescente offerta di soluzioni multi-asset sofisticate", conclude Dwane.
Innumerevoli rischi si addensano all'orizzonte, ma alcuni di essi in particolare sono in cima ai pensieri degli investitori quando cercano di raggiungere i propri obiettivi di rendimento. Complessivamente, il 42% degli intervistati ha dichiarato che la volatilità del mercato rappresenta la preoccupazione principale, seguita dai bassi rendimenti (24%), le incertezze sulla politica monetaria (16%) e la certezza quasi assoluta che il 2016 sarà ancora più difficile di quanto non siano stati gli ultimi anni.
Alla luce dell'andamento volatile registrato dai mercati all'inizio di quest'anno, il 77% degli investitori è preoccupato del rischio legato al mercato azionario, citato come la principale minaccia per la performance nel 2016. Tra gli altri principali elementi di incertezza che secondo gli intervistati potrebbero penalizzare la performance dei portafogli figurano inoltre il rischio tasso d'interesse (75%), il rischio di eventi estremi (75%) e il rischio valutario (74%).

Nonostante i timori per le turbolenze dei mercati e il rischio azionario, molti investitori tuttavia non hanno deciso di adottare un atteggiamento ampiamente difensivo. Gli investitori istituzionali dichiarano che l'obiettivo d'investimento principale per il 2016 è ottimizzare i rendimenti risk-adjusted. Inoltre, la preferenza per i titoli azionari indica che la propensione al rischio non è stata del tutto azzerata dalla volatilità del mercato. In particolare, anche quest'anno le azioni statunitensi e le azioni europee, indicate rispettivamente dal 29% e dal 28% degli intervistati, si classificano ancora una volta ai primi posti tra gli investimenti di lungo termine.

Qui lo studio completo, a livello globale e regionale: http://www.allianzgi.com/en/Risk-Management/Risk_Monitor_June_2016/Pages/default.aspx  



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