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   numero di 29/06/2016
Fare Business

Per le PMI europee la proprieta' intellettuale e' un asset da proteggere. Ma c'è ancora molto da fare
Campinos (EUIPO): tra le 9mila PMI intervistate le misure di protezione più utilizzate riguardano i nomi di dominio di Internet e la riservatezza (segreti commerciali). Circa un terzo dei proprietari di diritti di PI afferma di aver subito violazioni

Non è solo una questione di reputazione, ma un aspetto che impatta in modo importante sul business. Tutelare la proprietà intellettuale è ormai fondamentale per le imprese, soprattutto per le PMI. I principali tre diritti di proprietà intellettuale violati sono marchi, brevetti e disegni o modelli.
Per fare il punto della situazione, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha intervistato quasi 9mila PMI nell'UE per scoprire come utilizzano i diritti di proprietà intellettuale a sostegno della loro attività economica.
L'indagine ha rilevato che il 60% di tutte le aziende intervistate che possiedono diritti di proprietà intellettuale (DPI) ha affermato che proteggere tali diritti ha avuto effetti positivi sulla loro attività, in particolare, ha aumentato la loro reputazione e immagine di affidabilità, nonché rafforzato le prospettive di business nel lungo termine. Perdita di fatturato, danni alla reputazione o una perdita di vantaggio competitivo sono le principali conseguenze riportate dalle PMI come conseguenza di una violazione dei DPI.
Le aziende dell'UE intervistate si sono mostrate più propense a registrare nomi di dominio Internet e a utilizzare segreti commerciali piuttosto che optare per altre misure di protezione, indicando come principale ragione per registrare diritti di proprietà intellettuale, tra le altre, la necessità di evitare di essere copiati.
Quasi un terzo delle PMI intervistate ha affermato di aver subito violazioni dei loro diritti di proprietà intellettuale. Questa proporzione aumenta con la dimensione delle PMI, laddove le medie PMI risultano essere quelle maggiormente colpite (39%) e le micro PMI sono quelle che subiscono meno violazioni (24%).
Chi ha subito una violazione afferma di aver utilizzato innanzitutto delle negoziazioni bilaterali, seguite da procedure giudiziarie, per risolvere i conflitti legati alle violazioni dei DPI. Le PMI hanno dichiarato di astenersi dalle procedure giudiziarie perché sono troppo lunghe e costose. Il 12% delle PMI ha affermato di non aver intrapreso alcuna azione quando si è verificata la violazione.
Delle aziende intervistate che non avevano protetto i loro diritti di proprietà intellettuale, il 35% ha affermato di non vedere benefici nel proteggerli. Altre ragioni citate dagli intervistati per non avvalersi delle misure di protezione includevano la mancanza di conoscenze in merito alla procedura di registrazione, nonché la complessità e i costi della registrazione dei diritti di proprietà intellettuale.
Il direttore esecutivo dell'EUIPO, António Campinos, ha dichiarato che "Le PMI rappresentano il 99 % di tutte le attività nell'Unione europea e costituiscono la spina dorsale dell'economia europea. Di conseguenza, abbiamo bisogno di informazioni che illustrino chiaramente la realtà del contesto della proprietà intellettuale per le PMI innovative dell'UE spiegando, nello specifico, perché cercano la protezione della PI e quali barriere incontrano nel farlo. Inoltre, intendiamo raccogliere il loro riscontro diretto in merito a come si possano risolvere tali problematiche".
Nel 2015, l'EUIPO ha pubblicato la relazione sui diritti di proprietà intellettuale e sulle prestazioni aziendali in Europa, che ha mostrato come le aziende di grandi dimensioni siano più propense a possedere diritti di PI rispetto alle aziende di dimensioni inferiori; il 40% delle aziende più grandi ha registrato diritti, rispetto al 9% delle PMI. La relazione ha rilevato altresì che le PMI che possiedono diritti di proprietà intellettuale presentano delle entrate per dipendente superiori del 32% rispetto alle aziende che non possiedono tali diritti.

L'ultima indagine, rilasciata dall'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, è stata commissionata come studio di follow-up sui risultati di tale indagine, al fine di esaminare in modo più approfondito le problematiche incontrate dalle PMI nell'accedere alla protezione della PI.



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