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   numero di 22/06/2016
Idee e opinioni

Amministrare la giustizia? É una vera impresa
Valotti (SDA Bocconi): il Bilancio di Responsabilità Sociale del Tribunale di Milano indica che sono in atto alcuni trend significativi in merito a materie di rilevante impatto, e che vi sono multi punti di contatto con la gestione di un'azienda

Erogare la giustizia è divenuta un'impresa. Non in senso dei tempi o dei costi, ma più prosaicamente come gestione del pianeta giustizia. Milano, notoriamente Tribunale guida in Italia, ha prodotto il suo Bilancio di Responsabilità Sociale. Giovanni Valotti, dell'Università Bocconi SDA Bocconi School of Management, ha collaborato alla misurazione delle performance della struttura. In questa intervista a Businesscommunity.it traccia un quadro delle performance.

Quali sono i dati più significativi che emergono dalla rendicontazione 2015 su 2014?

Il Bilancio di Responsabilità Sociale 2015 del Tribunale di Milano evidenzia alcuni trend significativi in merito a materie di rilevante impatto sociale: i dati relativi ai ricorsi presentati a fronte del mancato riconoscimento dello status di rifugiato sono una buona proxy del numero dei richiedenti asilo: il valore del 2014 (636 ricorsi) si è quasi triplicato nel 2015 (1.769), con una prospettiva di incremento ulteriore nel 2016.
Il numero delle convalide di sfratto rappresenta un indicatore della capacità delle famiglie di far fronte alle spese per consumi fondamentali: se è vero, da una parte, che il trend rispetto all'anno giudiziario precedente è crescente (6.437 convalide, a fronte delle 6.265 del 2013/2014), bisogna sottolineare, d'altra parte, la stabilizzazione registrata nell'anno solare, dato che fa pensare ad una possibile inversione di tendenza nei mesi a venire. Infine, l'incremento ulteriore delle procedure di amministrazione di sostegno testimonia la crescente rilevanza che, all'interno del sistema, viene riconosciuta agli strumenti di tutela. Tra questi, il Tribunale di Milano ha cominciato a sperimentare soluzioni alternative e complementari alla presenza fisica (ad esempio telematiche), nei casi in cui questa non sia percorribile, per garantire la continuità e la capillarità del servizio.

Quali sono, a suo giudizio, i punti di contatto tra un Bilancio RS di un'impresa e quello di un Tribunale complesso ed articolato come quello di Milano?

Il Bilancio di Responsabilità Sociale è uno strumento informativo attraverso il quale un'organizzazione si propone di rendere conto ai propri portatori di interesse, in maniera periodica ed accessibile, dei risultati conseguiti. Quest'attività di rendicontazione può essere ricondotta, nel privato come nel pubblico, ad almeno tre livelli logici:
a) la mission di un'organizzazione è una funzione dei legittimi interessi dei suoi stakeholders primari. Il bilancio sociale, in questo senso, esplicita in che modo le decisioni dell'organizzazione (impresa o pubblica amministrazione che sia) sono capaci di rispondere efficacemente alle attese dei portatori di interesse rilevanti;
b) la continuità della relazione tra l'organizzazione e i destinatari della sua attività dipende dalla capacità di instaurare dinamiche di ascolto, comunicazione e collaborazione che, nel privato, sono finalizzate alla fidelizzazione del cliente. Nel settore pubblico questo concetto può essere declinato in termini di fiducia che i cittadini ripongono nell'istituzione. In entrambi i casi l'obiettivo è generare comportamenti virtuosi che si riflettano positivamente in termini di coinvolgimento e sostegno all'attività dell'organizzazione;
c) la produzione di beni o servizi è valutata, dall'utente, in relazione al valore percepito: la soddisfazione verso l'attività dell'organizzazione dipende, infatti, dalla percezione dell'utente rispetto al fatto che i servizi resi siano stati ottenuti grazie al miglior utilizzo possibile delle risorse disponibili. Il bilancio sociale dovrebbe tentare di mettere in relazione il lato delle risorse utilizzate con quello dei beni/servizi resi, per consentire all'utente (consumatore o cittadino) di valutare se e in che modo l'attività in oggetto crei valore.

È possibile, e in che modo, stimare il valore della ricaduta sul territorio dell'attività di un Tribunale come quello di Milano?

La competenza territoriale del Tribunale di Milano interessa una tra le aree più dense, a livello nazionale, da un punto di vista sia abitativo che produttivo; d'altra parte, gli osservatori internazionali hanno sottolineato, a più riprese, il ruolo di efficienza e qualità del sistema giudiziario nell'indirizzare le scelte di localizzazione e investimento delle imprese sul territorio. Al di là delle ricostruzioni quantitative (alcuni studi, in anni recenti, hanno infatti tentato di mettere in relazione le inefficienze giudiziarie con la perdita di competitività del sistema, quantificandole in punti del PIL "persi"), è importante sottolineare come il Tribunale - strutturalmente - crei valore pubblico per il territorio, oltre che in termini di ripristino dei diritti violati, anche e soprattutto sotto forma di tutela delle categorie deboli, di supporto ai soggetti (temporaneamente o permanentemente) bisognosi e di recupero del valore disperso (sociale ed economico) nell'interesse comune.

Ci può indicare, e commentare, quali sono i tre indicatori che testimoniano che il Tribunale di Milano è una struttura in salute e quelli, per contro, che ne indicano sofferenza?

Nell'anno giudiziario 2015 il Tribunale ha migliorato i propri indici di rotazione e smaltimento, sia nell'area civile (64% e 106%) che penale (75% e 114%). In altre parole, ha incrementato la propria capacità di lavoro e, conseguentemente, ha scalfito l'arretrato accumulato nel tempo. D'altra parte, gli indicatori relativi alla disponibilità del personale continuano a costituire un elemento di criticità strutturale, con particolare riferimento alla componente amministrativa: il tasso di scopertura del personale che, a vario titolo, collabora con i magistrati nello svolgimento dell'attività giudiziaria, infatti, ha sfiorato quest'anno il 30%.


Infine, quali azioni suggerisce siano intraprese per migliorare ancora la performance del Tribunale?

Pur nelle difficoltà tecniche legate alla comparazione tra sistemi giudiziari non omogenei, l'apertura al confronto con soggetti istituzionali internazionali (ad esempio, Tribunali ordinari di altri Paesi) potrebbe costituire una fonte di apprendimento rilevante per il Tribunale di Milano: le peculiari caratteristiche del territorio milanese ed il livello di complessità che lo caratterizza, infatti, giustificherebbero una comparazione con le esperienze giudiziarie che, a livello europeo, interessano i territori simili a quello servito dal Tribunale di Milano.

@federicounnia - Consulente in comunicazione



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