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   numero di 22/06/2016
Digital Business

Pagamenti POS: l'innovazione portera' all'eliminazione delle casse?
Jusp, startup italiana, offre POS collegabili a PC, Smartphone e Tablet e una serie di servizi aggiuntivi

Pagamenti elettronici e POS: nel 2016 questi strumenti sono ancora fondamentali, anzi, lo sono sempre di più. Abbiamo incontrato una startup italiana che opera in questo segmento di mercato per farci comprendere quali sono le tendenze attuali.
"Jusp è nata nel 2012 e si occupa di pagamenti innovativi per tutte quante le aziende che hanno bisogni di incassare attraverso carte di credito o di debito", ha esordito Stefano Calderano, AD di Jusp. "In pratica tutto il range possibile, dal piccolissimo imprenditore, artigiano, libero professionista o ditta individuale fino alla grandissima azienda che ha personale sul territorio, o le catene retail".
Una soluzione pratica e adatta a tutti. Ma dove si trova l'innovazione?
"Siamo innovativi perché la soluzione che nasce con le tecnologie moderne - ha proseguito Calderano - e si basa sulle tecnologie mobili come smartphone e tablet, ma funziona anche con i più tradizionali PC, che sono ancora oggi sono molto diffusi nel mondo delle grandi aziende e dei negozi. Si tratta di un POS che si collega a un dispositivo attraverso bluetooth o USB e permette di ricevere i pagamenti. Incassa come tutti gli altri POS, ma il grande valore è che essendo collegato a degli oggetti smart riesce ad erogare servizi accessori che un POS tradizionale non riesce ad avere. Per fare un esempio, con l'applicazione di Jusp, che non è semplicemente utile per digitare un importo e incassarlo, ma può essere un registratore di cassa o un software di cassa di base, e con questo, l'applicazione di Jusp e una stampante fiscale si possono assolvere tutte le esigenze di incasso sia di gestione del punto vendita. Con una spesa iniziale molto limitata è possibile avere tutto a disposizione".

Come è nata la startup?

"L'idea mi è venuta vedendo la diffusione e la potenza degli smartphone" spiega Jacopo Vanetti, fondatore di Jusp. "Dal prototipo si è passati all'idea di azienda, e poi abbiamo conosciuto degli investitori con cui sviluppare l'idea di azienda. Alla fine del 2011 ho conosciuto Stefano Calderano e altri Angel Investor che hanno deciso di puntare all'idea e di partecipare sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista delle conoscenze sul mercato e sul versante delle banche. Dopo il primo round è nata l'azienda, era il 2012, e ci ha permesso di arrivare ad oggi con migliaia di clienti sul mercato italiano. La cosa più difficile del settore dei pagamenti è la burocrazia, che nasce dal fatto che c'è una necessità di fondo della sicurezza. Abbiamo dovuto affrontare sfide molto complicate per ottenere delle certificazioni a livello mondiale che attestano che il nostro prodotto è sicuro come qualsiasi altri sistema di pagamento. Abbiamo impiegato molte risorse e un anno di tempo per dimostrare che gli standard di sicurezza sono gli stessi dei POS presenti oggi sul mercato. Se così non fosso stato, non avremmo potuto venderlo".

Il futuro

"La cosa bella di Jusp - prosegue Vanetti - è che è un'azienda tecnologica, quindi non ti obbliga a cambiare la banca, perché noi ci agganciamo al conto corrente del cliente. Una volta registrati sul nostro sito, si possono incassare i pagamenti su più conti correnti, e in questo siamo unici sul mercato, e nel giro di qualche giorno arriva il POS e non abbiamo installatori, ma basta scaricare un'applicazione su smartphone, tablet o PC e si è già operativi. É un approccio stile PayPal rispetto alle banche, più semplice e comodo. Oggi ci stiamo evolvendo nei servizi che possano aiutare l'attività dei clienti, come la rendicontazione in tempo reale, ma anche cose più avanzate come un gestionale, strumenti di marketing per scrivere o fare campagne sui propri clienti".
Le aziende che hanno personale di vendita in mobilità possono sfruttare la nostra soluzione - ha concluso Calderano - e in questo caso il valore aggiunto è quella di integrarsi molto facilmente con le applicazioni native dell'azienda. Abbiamo clienti nelle compagnie assicurative dove il personale di vendita può utilizzare il proprio software, magari anche via web, fa il preventivo di polizza e quindi può procedere al pagamento attraverso il POS che a quel punto è integrato. Il tutto è molto semplice ed efficace. In Italia si fatica a far comprendere che per un tradizionale punto vendita dell'abbigliamento piuttosco che dell'elettronica si può applicare il modello dell'Apple store, ossia togliere la barriera delle casse e permettere a qualsiasi commesso di effettuare il pagamento attraverso un tablet o uno smartphone. Si velocizzano le operazioni e le persone sono più contente. Dopo l'estate lanceremo altri prodotti, come per esempio uno scanner, sempre più richiesto nelle transazioni. Lo scopo del rimuovere la barriera delle casse è dimostrato da tante ricerche, è quello di incrementare le vendite perché, soprattutto nel mondo dell'abbigliamento, circa il 25-30% degli oggetti che le persone prendono all'interno dei punti vendita non viene acquistato perché la gente non vuole fare la fila alla cassa. Remotizzare è un modo per aumentare la soddisfazione del cliente, ma è ancora più importante perché aumenta le vendite.



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