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   numero di 18/05/2016
Digital Business

Big Data e aziende: con 4Science diventa possibile e con soluzioni italiane
La società del gruppo Itway dimostra vitalità, partendo dal patrimonio dei beni culturali

Si parla tanto di Big Data e di come diventeranno sempre più importanti per le aziende nei prossimi anni, sia per prendere le decisioni, sia per individuare i mercati. Ne abbiamo parlato con Andrea Farina, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Itway, azienda italiaissima che opera da tanti anni nel mercato dell'ICT.
"I Big Data rappresentano una grande opportunità per le imprese - ha esordito Farina -, ma è necessaria una preparazione specifica per gestirli nel migliore dei modi. Le nostre soluzioni sono, per esempio, tutte Open Source da sempre, perché crediamo che l'interoperabilità sia una componente importante. La nascita di 4Science raccoglie la visione del nostro gruppo nella fascia più interessante del mercato, quello dell'Advanced Data Management e delle soluzioni per le imprese culturali".
Tecnologia, quindi, ma anche tanta ricerca. "Noi operiamo nel'area della 'data curation', siamo specializzati nella gestione del dato e ci avvaliamo di data scientist che agevolano il processo degli sviluppatori, ha proseguito Farina. "Il nostro è un circolo virtuoso che collega la ricerca, quella vera, con la definizione dei business plan, il finanziamento delle idee, la realizzazione del progetto e la sostenibilità nel tempo attingendo di nuovo alla ricarca. Il tutto con un'attenzione massima verso la fase di sviluppo software, il cuore delle nostre soluzioni".
Dati da mettere in correlazione tra loro, da presentare graficamente, da estrapolare in mille modi, ma anche dati che sono difficili da interpretare.
"La scelta di operare in ambto Open Source è dettata dal fatto che il dato, qualsiasi esso sia, deve essere letto anche tra 200 anni - prosegue Farina - e non possiamo prescindere da questo elemento. Non ha senso avere soluzioni chiuse che rendano poi impossibile leggere istantanemanete i dati se non attraverso costose operazioni di codifica. Questo garantisce l'investimento, ma soprattutto, non richiede sforzi futuri per interpretare i dati e sappiamo che la quantità di dati che vengono immagazzinati è in costante aumento. Per fare un esempio, noi operiamo nel settore dei beni culturali ed è un mercato certamente importante, pensiamo alla digitalizzazione dei materiali o all'archeologia, giusto per figurare degli ambiti. Il dato è essenziale, e noi italiani ne abbiamo una quantità incredibile a disposizione. Avere dei sistemi che possano raccogliere i dati, interpretarli e gestirli porta un valore incredibile al nostro patrimonio culturale. Pensiamo, sempre per fare un esempio, nella CyberSecurity, un mercato in cui siamo il primo operatore privato, dove abbiamo accumulato tanta esperienza che poi possiamo riutilizzare in altri ambiti in cui i Big Data sono rilevanti. La sicurezza oggi passa dall'analisi del dato, primo di qualsiasi altra cosa e i nostri data center sono all'avanguardia. Se penso alla ricerca medica, un altro ambito interessante dove i dati immagazzinati sono infiniti, avere una visione d'insieme è fondamentale per la gestione. Il mercato dei Big Data oggi è già enorme e vale 4 miliardi di euro in Europa secondo gli analisti e noi siamo protagonisti".

Ma essere italiani, in questo mercato, è un fattore differenziante e soprattutto competitivo?
"Devo dire che il successo di Itway si fonda su due punti fondamentali", ha concluso Farina: "le competenze tecniche e le competenze manageriali. Da un lato gestire i processi, dall'altro gestire la complessità. Essere italiani ed essere estremamente preparati è un vantaggio competitivo, perché possiamo coniugare la ricerca con la fantasia italiana".



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numero di 18/05/2016
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