Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 20/04/2016
Finanza e investimenti

Improbabile una recessione a breve, ma permangono i rischi
Gianelle (Russell): incertezze e politiche monetarie guidano la volatilità di mercato. Le opportunità sull’azionario rimangono, anche se con valori modesti presenti in Europa e Asia

Gli strategist di Russell Investments prevedono che il supporto del ciclo economico all’azionario globale possa indebolirsi e che i prezzi delle obbligazioni governative rimarranno alti nel 2016, con le differenze tra i falchi (Stati Uniti) e le colombe (Europa e Giappone) delle politiche monetarie a guidare la volatilità di mercato. Riguardo alla Cina, il team crede che il rallentamento economico confermi l’idea di un “soft landing”, anche se gli scettici su questo argomento potrebbero avere ragione quest’anno.
“La nostra strategia di investimento si sta spostando da un approccio di “acquisto sui minimi” verso quello di “vendita sui rally”, anche se prevediamo per il 2016 ancora bassi rendimenti a livello globale a una cifra”, afferma Luca Gianelle, client portfolio manager del team multi-asset di Russell Investments. “Visto che i rischi di ribassi sui mercati azionari prevalgono al momento rispetto al potenziale di upside, manteniamo un outlook prudente finché le condizioni economiche non miglioreranno”.
Quanto agli Stati Uniti, gli strategist ritengono che due rialzi nel 2016 della Federal Reserve aiuteranno probabilmente a spingere il rendimento del Treasury americano a 10 anni al 2,3% nei prossimi 12 mesi. Per il mercato azionario americano, c’è ora una più alta probabilità di ottenere nel 2016 ritorni bassi a una cifra rispetto alle aspettative di inizio anno che vedevano guadagni a una cifra da bassi a medi, questo per le alte valutazioni e il price momentum in calo. La buona notizia è che nonostante il prodotto interno lordo (PIL) e gli utili aziendali siano in calo, la probabilità di una recessione americana nel breve termine rimane bassa.
A differenza degli Stati Uniti, le azioni della zona euro sono favorite dal quantitative easing (Qe) e offrono alcune valutazioni ragionevoli che sono preferite dal team degli strategist. Ulteriori annunci di stimoli monetari, tuttavia, non stanno avendo grandi impatti né sull’euro, né sullo yen giapponese. Il team ritiene, quindi, che la corsa del dollaro americano si esaurisca entro l’anno.
Sempre riguardo all’Eurozona, Gianelle aggiunge che “benché vediamo che il rallentamento della crescita globale sta ostacolando la ripresa della zona euro, prevediamo comunque che la crescita si attesti all’1,5%, anche se in leggero calo rispetto alla nostra precedente previsione che la vedeva in un range tra l’1,5% e il 2%. La nostra maggior preoccupazione sul ciclo economico riguarda gli utili aziendali. Anche se la crescita degli utili è prevista positiva all’8% (al 15 marzo 2016) è chiaro che il trend è in calo quest’anno. Monitoreremo, quindi, attentamente la situazione”.
Il team globale degli strategist di Russell Investments determina il suo outlook attraverso un processo ben definito che si basa su indicatori chiave quali ciclo economico, valutazioni e sentiment. Le loro attuali aspettative sui mercati globali sono le seguenti:
Valutazioni: il crollo dei mercati azionari registrato nel primo trimestre dell’anno ha aumentato il valore nei mercati sviluppati. Gli Stati Uniti sono ancora considerati i più cari (al 30 marzo 2016), mentre le azioni giapponesi ed europee sono leggermente più economiche e quelle dei mercati emergenti moderatamente economiche.
Ciclo economico: il ciclo sta diventando meno favorevole per l’azionario. Gli strategist ritengono che l’Europa e il Giappone abbiano lo scenario economico più favorevole per le politiche monetarie accomodanti, i bassi tassi di cambio e margini di profitto in potenziale aumento. Il ciclo è al momento neutrale per le azioni americane per i rischi legati alla crescita degli utili per azione (EPS) e la possibilità di un ulteriore restringimento da parte della Fed. Il ciclo è negativo per i mercati emergenti causa la crescita in calo, la debolezza delle esportazioni e un outlook sulla crescita degli EPS in peggioramento.
Sentiment: il price momentum è negativo in tutte le aree geografiche,e questo è un indicatore negativo per il sentiment. I segnali contrarian indicano una situazione di iper-venduto, andando a bilanciare il price momentum negativo. Gli strategist ritengono l’Europa e il Giappone maggiormente venduti rispetto agli Stati Uniti, mentre i mercati emergenti sono vicini alla situazione di iper-comprato dopo il forte rimbalzo registrato nel primo trimestre del 2016.

Previsioni di esposizione regionale

Gli strategist hanno aggiornato le loro previsioni per il 2016 sulle varie aree geografiche e asset class (al 30 marzo 2016):
Asia-Pacifico: il team prevede bassi rendimenti assoluti e alta volatilità sull’azionario di questa regione. Le obbligazioni sono al limite estremo delle valutazioni care, mentre il ciclo economico è ancora incerto.
Stati Uniti: gli strategist hanno una tendenza al sottopeso sulle azioni americane all’interno dei portafogli globali e prevedono rendimenti vicini allo zero nei prossimi 12 mesi.
Eurozona: Russell Investments mantiene il sovrappeso sull’azionario della zona euro ed è tornata sulla posizione di sovrappeso sulle obbligazioni dei paesi periferici. La crescita globale in calo e le aspettative sugli utili a livello globale pongono delle preoccupazioni, ma il team crede che i robusti fondamentali della zona euro possano per ora trainare la situazione.
Valute: il team prevede che il tasso di cambio del dollaro americano (USD) si stabilizzerà. La valutazione interessante e le caratteristiche difensive dello yen lo rendono la valuta preferita degli strategist. Il team ritiene, inoltre, che un sell-off significativo sulle valute dei mercati in via di sviluppo possa rappresentare un’opportunità di acquisto.
Reddito fisso: l’outlook sulle obbligazioni governative rimane debole con rendimenti negativi sul Treasury a 10 anni e vicini ai loro minimi negli Stati Uniti e in Europa; l’outlook è comunque meno negativo per l’indebolimento del ciclo economico.



Finanza e investimenti

numero di 20/04/2016
SOMMARIO di questa settimana

Condividi su LinkedIn




Continua a sfogliare per il prossimo articolo -->

*/ ?>