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   numero di 30/09/2015
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Trocchia (Unilever): per noi le donne sono il motore della crescita sostenibile

Tre sono i macro-obiettivi che l'azienda deve raggiungere entro il 2020: migliorare la salute e il benessere di oltre 1 miliardo di persone, dimezzare l'impatto ambientale dei propri prodotti e migliorare le condizioni di vita di milioni di persone garantendo l'approvvigionamento 100% sostenibile delle materie prime utilizzate

Supportare il cambiamento e sviluppare un modello d'azienda sempre più sostenibile. Questa è la filosofia che ispira Unilever, multinazionale realmente globale. Ma come si conciliano strategie aziendali con la sostenibilità sociale e ambientale? E come perseguire la crescita dell'impresa con l'equilibrio tra vita privata e vita lavorativa di coloro che ne fanno parte? Ne abbiamo parlato con Angelo Trocchia, Amministratore Delegato di Unilever.

Si dibatte di crescita sostenibile, ma per una multinazionale come Unilever come si declina in un Paese come il nostro e in questo momento storico?

Sostenibilità e crescita sono temi che da anni Unilever pone al centro della sua agenda e dei suoi programmi. Un esempio concreto è lo Unilever Sustainable Living Plan, il piano per la crescita sostenibile che Unilever si è imposta nel 2010 e che propone un modello in cui convivono in totale complementarietà crescita del business, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale. Tre sono i macro-obiettivi che l'azienda deve raggiungere entro il 2020: migliorare la salute e il benessere di oltre 1 miliardo di persone, dimezzare l'impatto ambientale dei nostri prodotti e migliorare le condizioni di vita di milioni di persone garantendo l'approvvigionamento 100% sostenibile delle materie prime che utilizziamo. Nonostante gli ottimi risultati già raggiunti ad oggi, siamo convinti che si possa fare ancora molto per migliorare il futuro del Pianeta e delle persone che lo abitano. Per questo siamo convinti che sia necessario stimolare una reale collaborazione tra diversi attori per riuscire a fare la differenza nella nostra società. E consapevoli dell'importanza di un approccio condiviso, abbiamo deciso di promuovere in Expo, (dove siamo presenti in qualità di Official Ice Cream Partner con il brand Algida), un percorso tematico dedicato proprio allo sviluppo sostenibile. Con le ‘Unilever Round Tables on Sustainability, il cui secondo appuntamento di mercoledì scorso si è focalizzato sul ruolo della donna nella crescita sostenibile, Unilever vuole porsi come facilitatore della collaborazione tra attori diversi al fine di mettere in pratica azioni concrete da intendersi come driver di un effettivo cambiamento di rotta.

Il mondo del lavoro sta cambiando: come cogliere quelle che sono diventate opportunità e che prima erano viste come problematiche insormontabili? Non si rischia che si finisca col seguire una moda?

Come azienda, abbiamo una grande responsabilità nel proporre nuovi modelli di comportamento nella speranza che altri attori possano impegnarsi sulla stessa linea d'azione. Ad esempio, in Unilever promuoviamo la piena valorizzazione delle donne all'interno e all'esterno della nostra azienda, nella convinzione che questo sia un obiettivo non più rimandabile. Mercoledì scorso in Expo abbiamo discusso di come l'Italia risulti notevolmente in ritardo rispetto al resto del mondo: siamo il 114° Paese su 142 per partecipazione socio-economica delle donne e abbiamo un livello di occupazione femminile che da diversi anni fatica a smuoversi dal 46%. Anche i dati riguardanti l'abbandono del lavoro da parte delle donne dopo il primo figlio sono estremamente alti: circa una donna su quattro abbandona il proprio posto di lavoro entro 2 anni dal parto. Al tempo stesso, si stima che sarebbe sufficiente l'inserimento di sole 100 mila donne in più nella forza lavoro per osservare un possibile aumento del PIL pari allo 0.3%. Così, nello Unilever Sustainable Living Plan dedichiamo uno spazio particolare all'empowerment femminile con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita di 5 milioni di donne a livello globale entro il 2020 attraverso una serie di progetti mirati. Per Unilever le donne sono il motore della crescita sostenibile (basti pensare che il 70% dei responsabili d'acquisto che scelgono i nostri prodotti è costituito da donne) e in azienda crediamo fortemente che l'equilibrio sociale da un lato e quello del business dall'altro si fondino sull'uguaglianza di genere. Per Unilever, il Gender Balance permette di sviluppare il potenziale di ognuno nell'ottica della collaborazione e della valorizzazione. I vantaggi di una struttura in cui le presenze maschili e quelle femminili sono bilanciate sono evidenti: il gender balance incoraggia creatività e innovazione ma soprattutto il confronto. D'altronde, la gender diversity è uno stimolo che esalta e diversifica i nostri talenti anche al fine di rispondere alle esigenze di una clientela che è certamente mista. Come Unilever vogliamo promuovere un importante cambio di mentalità necessario ancora oggi in materia di diversità di genere sul posto di lavoro e facciamo della gender balance uno dei nostri asset strategici.

Le mamme come risorsa per le aziende e per l'economia in generale. Eppure le aziende faticano nel reinserirle dopo la pausa e si rischia di perdere un patrimonio di conoscenze, talento, organizzazione. Qual è la vostra visione?

Come anticipato, Unilever è fortemente convinta che l'empowerment femminile sia una necessità da un lato e una grande opportunità dall'altro. Per Unilever, investire nella formazione femminile risulta necessario e imprescindibile per accelerare un cambio di rotta e proporsi come modello di business che trae pieno beneficio dalla diversità di genere. Per questa ragione, assicuriamo piena assistenza alla genitorialità e sviluppiamo attività per migliorare l'equilibrio tra vita privata e vita lavorativa facilitando le neo-mamme nella gestione della loro quotidianità. In Unilever diamo accesso a programmi di mentoring, massima flessibilità degli orari di lavoro e pianificazione della carriera per una crescita professionale secondo le esigenze di ognuno. La più recente iniziativa, ha visto l'inaugurazione di una sala allattamento presso la nostra azienda con l'obiettivo di ridurre, per quanto possibile, gli ostacoli al rientro sul lavoro delle neo-mamme. Il 2014 è stato l'anno in cui - come mai prima - si è assistito ad una inedita occorrenza di dipendenti in maternità. Ciò ha naturalmente fatto sì che l'attenzione della leadership virasse in modo significativo in direzione di un cambiamento di mentalità per preparare quindi il terreno ad una serie di attività mirate i cui destinatari sarebbero stati i principali attori coinvolti in una vera e propria svolta culturale. Il nostro impegno ci ha portato alla fine del 2014 a far sì che ben il 38% del management di Unilever fosse composto da donne, contro una media nazionale che si ferma al 26%. Un risultato importante e incoraggiante, ma su cui dobbiamo e possiamo fare di più.


Ultimo argomento: investire nel sociale, perché Unilever si sente responsabile verso la comunità?

Unilever nasce nel 1930 ed oggi è una delle principali aziende mondiali di beni di largo consumo, radicata in oltre 190 Paesi in tutto il mondo. Stimiamo che i nostri prodotti raggiungano circa 2 miliardi di persone ogni giorno. È chiaro che il nostro futuro dipende dalla nostra capacità di soddisfare i bisogni e le aspirazioni delle comunità in cui operiamo, supportandone inoltre la partecipazione nell'economia di tutti i membri e incrementandone la qualità della vita. Lo sviluppo della società è quindi fondamentale per la crescita di Unilever. Lavoriamo ogni giorno per accrescere l'impatto sociale positivo del nostro business perché, solo in questo modo, possiamo supportare il cambiamento e sviluppare un modello d'azienda sempre più sostenibile. Un esempio sempre legato alla figura femminile è il progetto Spazio Mamme, sviluppato in partnership con Save The Children, attraverso il quale abbiamo creato sportelli di ascolto e sostegno a mamme in situazioni di disagio, garantendo un supporto economico, socio-educativo, psicologico e amministrativo e supportando lo sviluppo di una corretta educazione alimentare e la costruzione di nuovi percorsi di vita per le mamme e per i loro bambini.

 



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