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   numero di 15/07/2015
Fare Business

Cresce in Italia il lavoro nel turismo
Ma secondo una ricerca internazionale di ManPowerGroup, il Bel Paese rimane un passo indietro sulle strategie di sviluppo. Su 700 aziende intervistate, il 68% delle italiane ha assunto nel 2014 e il 47% prevede di assumere anche quest'anno

Il settore turistico italiano è una filiera che anche in Italia ha superato il momento di crisi, un settore ad alto potenziale e crescita: il 47% delle aziende assumerà nel corso di quest'anno e ben il 68% ha assunto nel 2014, allineandosi all'andamento generale delle aziende estere.
È quanto emerso dalla ricerca presentata da ManpowerGroup, dal titolo la survey "Work in Tourism - Future Jobs Trends in the Tourism Industry". Nel dettaglio, l'indagine si è proposta di comprendere il mercato del lavoro nel settore turistico, analizzando strategie e investimenti futuri nell'ambito delle gestione delle risorse umane. A tal fine è stato coinvolto un campione di 700 aziende (400 italiane e 300 estere: 28% Spagna, 15% UK, 23% Francia, 16% Germania, 18% Altro: Cina, Turchia, Russia) equamente suddivise nei tre comparti del Turismo: Trasporti (33%), Strutture ricettive/Ospitalità (34%) e Servizi turistici (33%).
"L'industria turistica ha un enorme potenziale e può diventare il motore propulsore dell'economia del nostro Paese", ha affermato Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterranea ManpowerGroup. "Ad oggi la contribuzione del Turismo al PIL italiano è importante, pari a circa il 10,3%. Tale valore potrebbe essere di gran lunga maggiore. Basti pensare al valore generabile dai 50 siti italiani patrimonio dell'UNESCO e alla nostra cultura culinaria e di accoglienza. É un settore inoltre trainante per l'occupazione giovanile (i giovani sono oltre 50% delle risorse impiegate). Dall'industria dei viaggi, con agenti e tour operator, al settore alberghiero e della ristorazione, il settore offre infatti sempre numerose opportunità per i nostri giovani. Per valorizzare tutto questo occorre lavorare sulla crescita dimensionale delle nostre imprese anche attraverso aggregazioni, sulla qualità e modernità dell'offerta non dando per scontato che il nostro patrimonio artistico sia sufficiente."
Secondo l'indagine ManPowerGroup, il settore turistico italiano, con un fatturato pari a 119 mld € (2013), risulta essere vitale per l'economia del Bel Paese. Nello stesso anno, infatti, ammontava a ben 2,6 mln di persone il numero di lavoratori nel settore. Il ruolo dell'ospitalità è determinante in ques numeri occupazionali: secondo dati Istat sul territorio nel 2013 erano 157.521 le strutture abilitate per l'ospitalità, di cui 33.316 rappresentate da alberghi e 124.205 da esercizi extra-alberghieri (agriturismi, B&B e così via). Nonostante la presenza di un numero consistente di strutture, in Italia non vi sono però grandi gruppi turistici; basti pensare che il primo gruppo italiano ricopre appena il 150° posto nel ranking mondiale (Fonte: Hotel My Passion). Nonostante il patrimonio di cui è dotata, con 50 siti Patrimonio dell'Umanità - UNESCO (numero massimo detenuto da un singolo Paese), l'Italia si attesta solo al quinto posto al mondo per visite dopo Francia, USA, Cina e Spagna. In linea rispetto all'offerta della penisola, le mete principalmente scelte dai turisti stranieri sono le città storiche ed artistiche (45% delle destinazioni scelte). Di fatto, nonostante il numero già significativo di visitatori sul territorio, grandi opportunità potrebbero ancora cogliersi laddove l'Italia tendesse a favorire l'incoming dai Paesi asiatici e allo stesso tempo riuscisse a destagionalizzare i flussi, valorizzando i propri asset sul turismo. Allo stesso tempo andrebbe presidiata la domanda interna: nel 2013 i viaggi interni degli italiani sono diminuiti del 15%, mentre sono aumentati quelli verso l'estero (+19.7%) (Fonte: Rapporto Italia Big Data e Turismo, 2013).


È possibile consultare e scaricare la ricerca completa sul sito: http://www.manpowergroup4expo.it/blog/indaginework-in-tourism/  
 



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