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   numero di 24/06/2015
Finanza e investimenti

Europa: il campo minato della politica
Kelly (Standard Life Inv.): mentre le economie danno segni di ripresa in tutti i Paesi, e i PMI lo confermano, la situazione politica rimane calda in Grecia, Spagna e Italia

Il quadro in Europa continua a migliorare. Mentre le sorprese positive si sono in qualche modo stabilizzate, la crescita del PIL nel secondo trimestre dovrebbe essere consistente. In Germania in maggio i prezzi al consumo sono cresciuti, portando il dato su base annuale a 0,7%. Tuttavia l'indice PMI (Purchasing Managers Index) tedesco rimane fiacco, ha una correlazione minore rispetto alla produzione manifatturiera effettiva rispetto all'indice IFO tedesco. Infatti, gli ordinativi, la produzione industriale e le esportazioni sono tutti migliorati nell'ultimo periodo.
Suggeriamo allo stesso modo di guardare con cautela all'indice PMI francese. È stato negativo per un certo periodo, ma la produzione effettiva è tornata in territorio positivo. I dati INSEE dimostrano una corrispondenza maggiore con i dati oggettivi. Nelle regioni periferiche, come Spagna e Italia, l'indice PMI manifatturiero batte le stime, e sono incoraggianti anche i dati sul mercato del lavoro, visto che il tasso di disoccupazione spagnolo è sceso di 118 mila unità in maggio, mentre quello italiano è calato del 12,4% nel primo trimestre dell'anno.
Benché i dati restino positivi, non prevediamo una conclusione prematura del quantitative easing (QE). Riteniamo che la BCE aspetterà la prova di una ripresa sostenuta sia in termini di crescita sia di inflazione, insieme a un rialzo ciclico, prima di considerare un cambiamento di direzione. Nonostante l'annuncio di un rialzo dell'inflazione attesa per quest'anno, il presidente della BCE, Mario Draghi, ha affermato ancora una volta l'impegno verso il QE. Anche se le sue dichiarazioni suggeriscono che la banca centrale sarebbe disponibile ad accettare una maggiore volatilità nel comparto obbligazionario - che abbiamo visto in abbondanza nelle ultime settimane - la commissione potrebbe essere più sensibile a un significativo inasprimento delle condizioni finanziarie.
Nell'area euro i maggiori rischi di downside a breve termine sono legati alla politica.
L'inasprimento delle trattative tra il governo greco e i creditori della scorsa settimana si sono conclusi alla meno peggio, con la decisione della Grecia di posticipare il pagamento dei 300 milioni di euro al FMI, unendo i pagamenti di giugno in un'unica soluzione di 1,6 miliardi di euro da versare entro fine mese. Questo ritarda ulteriormente un'eventuale soluzione, con scarsi segni di progresso o disponibilità a compromessi da entrambe le parti. Per Syriza è difficile conciliare le promesse elettorali con le richieste dei creditori; Alexis Tsipras si trova ad affrontare da un lato le forti pressioni degli elettori e dall'altro quelle dei membri più radicali del partito che chiedono di non tagliare le pensioni.
In Spagna le recenti elezioni regionali hanno frammentato lo scenario politico. Podemos, spesso paragonato a Syriza, non ha ancora raggiunto un livello di popolarità tale da ottenere la maggioranza alle elezioni nazionali, previste per la fine di quest'anno.

Ciononostante la presenza di Podemos riesce a scuotere il sistema, ed esprime la cultura degli indignados, che è emersa come risultato di disoccupazione elevata e forte corruzione. In particolare, a Barcellona e Madrid sono stati eletti due sindaci sostenuti da Podemos.
Intanto in Italia il partito democratico al governo (PD) ha vinto in 5 regioni su 7. Tuttavia la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle continuano a minacciare la stabilità del sistema. Il PD si è impegnato in un buon numero di importanti riforme economiche e politiche, ma deve assolutamente consolidare il sostegno popolare e la coesione all'interno del partito per riuscire a restare al governo abbastanza a lungo perché le sue riforme vedano la luce.

Stephanie Kelly, Global Strategy Analyst, Standard Life Investments



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