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   numero di 20/05/2015
Idee e opinioni

Mork & Mindy e le previsioni imprevedibili
Mork viene dal pianeta Ork e Mindy cerca di spiegargli come funziona la vita sulla terra. Una rubrica di Gian Luca Bocchi

Mork: Ciao Mindy, ho appena terminato la lettura di un libro simpaticissimo, che parla di un tizio che di lavoro fa il "capro espiatorio". Quando i clienti dell'azienda devono sporgere pesanti lamentela o denunciano un raggiro, un difetto, una truffa, il tizio se ne assume sempre la responsabilità indipendentemente dal fatto che ne sia al corrente o meno.

Mindy: Ho capito di cosa parli Mork e anche io credo che Benjamin Malaussène sia uno dei personaggi letterari più interessanti creati da uno scrittore moderno. In fondo, se ci pensi un minuto, la figura di qualcuno che a priori possa prendersi la colpa per quanto accade, o ci accade, è fonte di grande tranquillità. Nel libro addirittura, la esplicita ed incondizionata assunzione di tutta la responsabilità spiazza talmente coloro che sporgono la lamentela, che spesso essi stessi ritrattano le proprie posizioni e rinunciano al rimborso o alla denuncia perché probabilmente questo comportamento li rende immediatamente paghi. Anche nel mondo delle previsioni economiche funziona un po' così.

Mork: In che senso scusa, perché qualcuno forse si assume la responsabilità degli errori di valutazione o di previsione o altro?

Mindy: Beh, non esattamente. L'assunzione di responsabilità è comunque un passo particolarmente ostico da compiere, ma in compenso sono fioriti via via nel tempo un buon numero di capri espiatori interessanti. L'ultimo in ordine cronologico è per esempio il maltempo negli Stati Uniti. Nell'emisfero boreale, con una buona variabilità a seconda della latitudine, è arcinoto che piova o nevichi, e spesso anche abbondantemente, ma questo elemento è divenuto tra i più complessi da gestire statisticamente, e da un paio di anni a questa parte è assurto al ruolo di massimo capro espiatorio nelle previsioni della crescita del PIL americano.

Mork: Si, è vero, me lo ricordo anche io. L'anno scorso per esempio il gelo di gennaio e febbraio provocò una crescita negativa il primo trimestre e quest'anno ho sentito che potrebbe esserne nuovamente responsabile dopo la pubblicazione di una crescita limitata allo 0,2%, contro attese dell'1%, già ridimensionatesi rispetto al mese precedente.

Mondy: Le tue affermazioni caro Mork, non fanno che confermare quanto ti stavo dicendo. Se l'America non cresce la colpa è del maltempo: ed ecco che abbiamo trovato il nostro signor Malaussène. Se d'inverno non si cresce per il gelo e la neve, d'estate potrebbe verificarsi un'ondata di siccità o addirittura una carestia: chi può saperlo. L'importante è aver trovato qualcuno cui affibbiarne la responsabilità, perché da quel momento in poi non sarà più un problema. Ormai da vari trimestri i listini azionari stanno come su un filo teso nel vuoto. Se la crescita non c'è stata, e la causa verrà rimossa, la ripresa ci sarà il mese prossimo, il trimestre prossimo, l'anno prossimo. L'importante è procrastinare e mantenere viva l'attesa di un miglioramento che sta arrivando, anzi è proprio dietro l'angolo.

Mork: Ma quindi questo cosa significa? Che il mercato vuole vedere rosa quello che rosa non è? E che se non lo è oggi, sono tutti lì ad aspettare perché sanno che prima o poi diventerà rosa?

Mindy: Direi che questo è ormai il clima in cui si muovono sia gli investitori che gli analisti. Sono veramente in pochissimi, a livello istituzionale, che si distaccano da questo magma. Di una in particolare si parla molto in queste ultime settimane, proprio a proposito di previsioni di crescita, non solo perché si muove fuori dal coro, ma perché lo fa con un distacco talmente netto da sembrare quasi come il solito blogger menagramo o la solita rubrica cassandra.
Si tratta delle Federal Reserve di Atlanta, il cui centro di ricerca quantitativa ha elaborato previsioni scioccanti per il PIL americano nel prossimo trimestre. Scioccanti (per il consenso di mercato) e talmente vicine all'ultima rilevazione uscita, da avere impressionato tutta la platea degli operatori. É fondamentale sottolineare che il loro modello quantitativo è un modello interno e non rappresenta una previsione ufficiale della Fed di Atlanta. . L'elaborazione del dato parte dall'analisi di sei indicatori principali, all'uscita dei quali la previsione viene aggiornata. Il nome stesso del modello - GDPNOW - è evocativo della velocità con cui vengono immessi i dati appena escono, e dai quali si ottiene poi un'immediata proiezione di quanto stia crescendo in quel momento l'economia Usa. L'ultimo dato, aggiornato al 5 maggio, parla di una crescita del secondo quadrimestre pari allo 0,8%!! Praticamente ad un livello che è un quarto della media dei tutti gli altri previsori.


Mork: Ma se i dati sono così distanti c'è da domandarsi se la metodologia utilizzata sia corretta, visti anche gli svarioni ripetuti nella sovrastima di alcune variabili durante gli ultimi trimestri.

Mindy: Dai, Mork, non essere troppo curioso, non farti troppe domande. Se il dato risulterà completamente errato, chiameremo subito il nostro Benjamin Malaussène: sarà stata qualche nevicata di troppo, magari pure fuori stagione.

 



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