Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 20/05/2015
Finanza e investimenti

Dieci motivi per privilegiare l'investimento azionario globale a dividendo
Thornber (Columbia Threadneedle): adottando un approccio globale è possibile acquisire un'esposizione a economie sottostanti che potrebbero evidenziare una crescita nettamente più rapida rispetto a quella del proprio Paese, nonché a un diverso mix di settori e di temi

1) I dividendi fungono da indicatore della qualità degli investimenti di una società

I dividendi altro non sono se non una distribuzione degli utili da parte di società consolidate in grado di generare liquidità superiore alla spesa per investimenti e alle esigenze in tal senso. Sono il segno tangibile della solidità del modello di business di una società e di una gestione attenta ai rendimenti per gli azionisti. I dividendi rappresentano inoltre un impegno continuo ed evidenziano quindi la fiducia del management nel futuro della società. Le azioni che distribuiscono dividendi sono anche più affidabili e generalmente si rivelano essere migliori investimenti a lungo termine rispetto ai titoli growth, che possono generare guadagni spettacolari, ma anche perdite pesanti.

2) I dividendi riducono i costi di agenzia e migliorano l'allocazione del capitale

Dividendi regolari riducono i saldi di cassa societari nonché le probabilità che il management sperperi i fondi degli azionisti in progetti di interesse perlopiù personale o accordi di fusione e acquisizione non accuratamente valutati. Favoriscono l'impiego efficiente del capitale e consentono di destinare in via prioritaria gli investimenti ai progetti più interessanti, con il vantaggio di contribuire a radicare una cultura di crescita di lungo termine e ridurre il rischio d'impresa.

3) Le strategie income si distinguono in termini di rendimento totale

Le strategie income vantano nel lungo periodo un comprovato record di sovraperformance rispetto agli altri approcci. Inoltre da un'analisi degli ultimi 20 anni emerge che le azioni che distribuiscono dividendi non solo hanno messo a segno sovraperformance, ma che a un rendimento (o reddito) più elevato generato dalle azioni corrisponde una performance più robusta in termini di rendimento complessivo ricevuto dagli investitori. In altre parole, le azioni con rendimenti più elevati hanno registrato i risultati migliori con riferimento alla generazione dei rendimenti totali più elevati. I dati indicano quindi che la qualità degli investimenti e l'allocazione disciplinata del capitale che caratterizzano questi titoli si sono tradotte in rendimenti totali interessanti.

4) Gli investitori azionari alla ricerca di reddito adottano una prospettiva di lungo periodo

Le società che distribuiscono dividendi sono considerate poco interessanti. Inoltre, dal momento che i giornali e gli operatori di mercato favoriscono i "temi caldi", il mercato ignora spesso le caratteristiche positive delle società che pagano dividendi per privilegiare invece le opportunità più allettanti in termini di rischio/rendimento. Gli investitori alla ricerca di reddito tendono inoltre a evitare le ultime mode in fatto di investimento. Ciò può dar luogo ad anomalie di prezzo che gli investitori focalizzati sui dividendi possono sfruttare per generare ottime performance.

5) I dividendi rappresentano una componente significativa dei rendimenti totali

I cambiamenti del clima di mercato, che si ripercuotono sulle valutazioni, possono avere un impatto significativo sulla performance di breve periodo. Le valutazioni tendono tuttavia a ritornare verso la media. La crescita degli utili è dunque il fattore che influisce in maniera più rilevante sui rendimenti totali nel lungo periodo, con i dividendi e il relativo reinvestimento che rivelano tutta la loro importanza. Puntando sulle azioni ad alto dividendo, si riduce la dipendenza dall'incertezza della crescita degli utili.

6) Le strategie income possono generare un flusso di reddito elevato e fornire protezione dall'inflazione

Abbiamo assistito a uno degli esperimenti di politica monetaria di più ampia portata degli ultimi tre secoli: il quantitative easing (QE). Se le sue implicazioni a lungo termine sono difficili da prevedere, il QE porta in sé una forte spinta inflazionistica. Sebbene al momento attuale via sia ancora della capacità inutilizzata nelle economie, ci aspettiamo che l'inflazione aumenterà se la crescita economia continuerà a migliorare. Per gli investitori interessati a preservare il potere d'acquisto, anche una crescita modesta dei dividendi pari al 5% annuo offre un'eccellente protezione e noi riteniamo che le società appetibili in grado di incrementare i dividendi nella misura di almeno il 5% nel corso dei prossimi anni siano numerose.

7) Nessun segnale di bolla dei titoli generatori di reddito

Dopo diversi anni di performance azionarie robuste e con rendimenti obbligazionari a livelli storicamente bassi, non sarebbe irragionevole pensare che le azioni che pagano dividendi abbiano raggiunto livelli costosi. Tuttavia, osservando le valutazioni di società che distribuiscono dividendi elevati a livello globale, notiamo che esse continuano a presentare valutazioni interessanti.

8) L'approccio attivo all'investimento dei dividendi ha prodotto rendimenti interessanti

Mentre riteniamo che le società che presentano un elevato rendimento da dividendo rappresentino un'opportunità interessante, non siamo certamente dell'idea che ogni singolo titolo che distribuisce dividendi costituisca un buon investimento. Ponendo l'enfasi sulle società con situazioni finanziarie robuste e buone prospettive di crescita, evitiamo i cattivi affari e le trappole di valore, laddove un dividendo in apparenza elevato potrebbe semplicemente essere un avvertimento di problemi futuri, compresa la possibilità di un incombente taglio del dividendo.

9) Le distribuzioni di dividendi sono sostenibili in virtù della solidità delle aziende

A differenza dei governi, negli ultimi anni le società sono riuscite a risanare con successo i propri bilanci, anche se a seguito dell'esperienza della crisi finanziaria del 2008 molte aziende sono propense a mantenere ancora oggi un orientamento prudente, nonché a evitare spese per investimenti di vasta portata (prevediamo un cambiamento di tale situazione sulla scia del graduale ritorno della crescita economica).
Frattanto, le società possono impiegare il free cash flow in una molteplicità di operazioni favorevoli agli azionisti, come ad esempio l'aumento dei dividendi, la distribuzione di dividendi straordinari e il riacquisto di azioni proprie. Apprezziamo la crescita dei dividendi ordinari a condizione che le aziende non lo facciano unicamente allo scopo di compiacere gli azionisti (in altre parole, il dividendo deve essere ragionevole per essere sostenibile). I dividendi straordinari fungono da "valvola di sfogo" e sono da preferire al meccanico riacquisto di azioni proprie quando si registra un aumento generalizzato delle valutazioni azionarie.

L'aspetto forse più significativo della relativa solidità del settore privato è legato alla sostenibilità dei payout ratio (rapporto dividendi/utili), ascrivibile all'ottima generazione di liquidità. Non prevediamo alcun ostacolo rilevante a tal riguardo, giacché gran parte dei management societari mantiene un atteggiamento relativamente prudente in termini di spese in conto capitale e piani di investimento.

10) Gli investitori globali focalizzati sui dividendi dispongono di una gamma di opportunità più ampia

Adottando un approccio globale, gli investitori possono acquisire un'esposizione a economie sottostanti che potrebbero evidenziare una crescita nettamente più rapida rispetto a quella del proprio Paese, nonché a un diverso mix di settori e di temi. Inoltre, la selezione di società a livello globale offre una gamma di opportunità molto più ampia da cui selezionare le idee più interessanti e consente di costruire un portafoglio più efficacemente diversificato.
Mentre un investitore regionale dispone di un numero limitato di società in cui investire, un investitore globale focalizzato sui dividendi può scegliere tra diverse società di tutti i settori.

Stephen Thornber, gestore di portafoglio Columbia Threadneedle
 



Finanza e investimenti

numero di 20/05/2015
SOMMARIO di questa settimana

Condividi su LinkedIn




Continua a sfogliare per il prossimo articolo -->

*/ ?>