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   numero di 29/04/2015
Finanza e investimenti

É l'azionario l'asset class migliore per gli High Net Worth
Pérez (J.P. Morgan Private Bank): l'Investment Barometer primaverile rivela un grande incremento della fiducia nei confronti dell'Europa del Sud che sale dal 16% al 26%. Cresce il numero di coloro che ritengono che il petrolio possa sovraperformare

J.P. Morgan Private Bank ha rivelato le aspettative degli investitori High Net Worth (HNW) europei nell'ultimo sondaggio condotto tra la clientela private sulle prospettive di rendimento, compresi gli eventi che potrebbero stupire in senso positivo o negativo nei prossimi 12 mesi.
Il sondaggio, a cui hanno partecipato oltre 900 investitori HNW tra la clientela private, intervistati su questioni chiave relative agli investimenti europei, statunitensi e globali, è stato condotto nell'ambito dell'ultima serie dell'Investment Insights della Banca Privata, svolta tra gennaio e marzo 2015 nelle 14 principali città europee.

Asset Class

Quando agli investitori è stato chiesto quali asset class potranno sovraperformare nei prossimi 12 mesi, uno schiacciante 51% ha detto che le azioni registreranno la performance migliore. Tuttavia, la fiducia nelle azioni è leggermente diminuita rispetto al sondaggio dell'autunno 2014, quando il dato era pari al 58%. A seguito del forte calo dei prezzi nella seconda metà del 2014, al secondo posto si trova il petrolio, che un quinto (18%) degli investitori ritiene possa sovraperformare nel 2015. Altri investitori sono divisi tra credito europeo (12%), high yield statunitensi (10%) e hedge funds (10%). Si registra un forte consenso sull'outlook per i rendimenti tra gli investitori europei continentali. In contrasto, gli investitori del Regno Unito ritengono che a sovraperformare il prossimo anno potrebbe essere il credito europeo (35%), seguito da petrolio (29%), azioni (13%), hedge fund (12%) e high yield statunitensi (10%).

Mercati azionari locali

Gli investitori sono divisi su quali mercati azionari locali possano sovraperformare nel 2015. Nel complesso vincono gli Stati Uniti con il 30% dei voti, mentre Europa meridionale e occidentale sono pari merito al secondo posto con il 26%, seguite da Cina/Asia al quarto posto (11%). Il Giappone ha ricevuto solo il 6% dei voti.
Facendo un paragone con il sondaggio dell'autunno 2014, gli investitori sono meno positivi su Stati Uniti, Europa occidentale, Cina/Asia e Giappone, ma sono notevolmente più ottimisti sull'Europa meridionale, che ha ricevuto solo il 16% dei voti in autunno. Si registrano alcune differenze di opinione tra i Paesi europei con l'anomalia maggiore tra gli investitori del Regno Unito. Uno schiacciante 47% degli investitori del Regno Unito ritiene che l'Europa meridionale sovraperformerà, mentre solo il 10% crede che gli Stati Uniti realizzeranno i rendimenti più elevati. Tutti gli investitori nel nostro sondaggio dimostrano una mancanza di fiducia nell'Abenomics; il Giappone appare in ultima posizione nei risultati del sondaggio di tutti i Paesi.

Rendimenti dei titoli di stato USA

Quasi la metà degli investitori (49%) ritiene che i rendimenti dei titoli di stato americani a 10 anni saranno ancora agli attuali livelli prossimi al 2% entro la fine del 2015. Oltre un terzo (37%) degli investitori ritiene che saliranno tra il 2% e il 3%. Contemporaneamente, il 13% degli intervistati sostiene che i rendimenti potrebbero scendere al di sotto dell'1,5% e solo il 2% reputa che potrebbero salire al di sopra del 3%. Si registra un ampio consenso d'opinione in Europa. Una gran parte degli investitori del Regno Unito (63%) ritiene che i rendimenti rimarranno intorno al 2%, mentre nessun investitore in Regno Unito, Grecia o Germania pensa che potrebbero salire sopra il 3% entro la fine dell'anno.

Brent

Prevedere il prezzo del petrolio è difficile poiché sono coinvolti molti fattori imprevedibili, tuttavia nel sondaggio è stato chiesto agli investitori di fare un tentativo. Metà (51%) degli investitori stima che il Brent rimarrà tra i $50 e i $60 al barile nel 2015, mentre oltre un terzo (34%) ritiene che il prezzo potrebbe risalire tra i $70 e i $75 al barile. Il 14% reputa che potrebbe scendere sotto i $50, e solo l'1% crede che risalirà ai livelli degli inizi del 2014 sopra i $90.
Le opinioni sulla possibile direzione del prezzo del petrolio nel 2015 non variavano significativamente per Paese. La maggior parte degli investitori che prevedono la caduta del prezzo al di sotto dei $50 è in Grecia (28%), tra le speranze che prezzi più bassi possano aiutare ad alimentare la loro economia in difficoltà.

Le maggiori minacce per i mercati nel 2015

Nel sondaggio è stato anche chiesto agli investitori di evidenziare gli eventi chiave che potrebbero turbare maggiormente i mercati nel 2015, e le opinioni sono variate sensibilmente tra i Paesi europei. La maggioranza (33%) degli investitori reputa che l'ascesa di partiti politici radicali nelle elezioni europee rappresenti la minaccia maggiore. Ad esserne più impensieriti sono gli investitori di Grecia (57%) e Spagna (54%), mentre i meno preoccupati sono quelli del Regno Unito (10%).
La seconda maggiore minaccia riguardava l'indebolimento del mercato immobiliare cinese (24% dei voti totali), con la più grande preoccupazione da parte degli investitori del Regno Unito (55%). La perdita di credibilità da parte della BCE segue al terzo posto (22%). Un numero minore di investitori è preoccupato che il prezzo del petrolio faccia deragliare il ciclo d'investimento globale (12%) o che la Fed commetta errori nella propria politica (10%).

L'evento più positivo per i mercati nel 2015

Intervistati sulle loro previsioni per l'economia globale nel 2015, gli investitori appaiono ottimisti. Un 41% ritiene che la velocità della crescita globale potrebbe superare le aspettative, sostenuta dal prezzo più basso del petrolio. Inoltre, un quinto (20%) degli investitori crede che la Germania possa sorprendere i mercati con un piano fiscale "pro-crescita" per l'Europa, mentre un ulteriore quinto (19%) afferma che esiste la possibilità che l'espansione dei multipli possa trainare rendimenti azionari a doppia cifra in Europa.
Contemporaneamente, il 15% degli investitori sostiene che l'Asia possa godere di una rinnovata crescita economica, trainata dalle riforme dei mercati in India e Cina. Tuttavia, gli investitori non sono convinti delle prospettive del Giappone e della capacità del Primo Ministro Shinzo Abe di rinvigorire l'economia. Solo il 5% crede che l'Abenomics possa realizzare una sorpresa positiva nel 2015.


César Pérez, Global Head of Investment Strategy di J.P. Morgan Private Bank, ha commentato: "Il differenziale di crescita tra gli Stati Uniti e la maggior parte degli altri mercati sviluppati ha portato a divergenze di politica monetaria. Mentre la Fed è sulla via della normalizzazione, sia la Banca del Giappone che la BCE aumenteranno i propri bilanci. La crescita globale sta recuperando e si prevede che salga dal 3,5% al 3,7% quest'anno, con i mercati sviluppati al traino della crescita aggiuntiva.
L'Europa si trova a un incrocio nel 2015. A differenza del 2014, riteniamo che la probabilità dello scenario centrale sarà più bassa mentre la probabilità di rischio di coda sarà maggiore. In Europa, la rapida crescita del credito rappresenta potenzialmente un evento di coda positivo. Nonostante questo, il maggior rischio di perturbazione politica è un potenziale evento di coda negativo, specialmente per l'avvicinarsi di numerose elezioni nell'area dell'Euro, comprese le elezioni generali in Spagna verso la fine dell'anno.
Oltre la metà dei clienti europei concordano sul fatto che le azioni continueranno a essere l'asset class sovraperformante. Nonostante questo forte consenso, gli investitori sono però divisi su quale mercato con esattezza possa sovraperformare nel 2015, dimostrando una crescita sostanziale della fiducia verso l'Europa meridionale. Benché siamo d'accordo sul fatto che esista potenziale per un recupero degli utili in Europa dopo l'annuncio di QE da parte della BCE, l'impatto del QE sui mercati azionari sarà altamente selettivo e dipenderà dall'esposizione ad una valuta più debole e al potenziale di export".

 



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