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   numero di 21/01/2015
Finanza e investimenti

Crescita economica globale sostenuta, ma attenzione alla Cina
van Nieuwenhuijzen (ING IM): Nel corso del 2015, gli squilibri globali continueranno a pesare sulla crescita e sulla fiducia degli investitori, ma le politiche non ortodosse delle banche centrali si manterranno accomodanti

Secondo ING Investment Management (ING IM) il 2015 sarà un anno ricco di sfide e di crescente divergenza politica tra le nazioni. Tuttavia, si prevede anche una ripresa sostenibile dall'inizio della crisi. Negli Stati Uniti e in Giappone le società vedranno un grande miglioramento della spesa in conto capitale, mentre il rallentamento dei mercati emergenti è destinato a continuare e la Cina costituirà il più grande rischio per le performance.
Nel suo Outlook di mercato per il 2015, ING IM ha evidenziato che gli squilibri del passato e l'incertezza sul potenziale di crescita per il futuro continuano a preoccupare le prospettive dell'economia mondiale. Tuttavia, i venti contrari che ostacolavano la crescita – creati dal deleveraging del settore pubblico e privato –svaniscono, mentre si vedono miglioramenti generalizzati sul mercato del lavoro. Questo, insieme al recente calo dei prezzi del petrolio, dovrebbe favorire una ri-accelerazione della crescita globale nel 2015.
ING IM prevede inoltre che il 2015 vedrà crescere la fiducia delle imprese dei mercati sviluppati, che sposteranno così la loro attenzione dal deleveraging verso l'M&A e sul capex, specialmente negli Stati Uniti e in Giappone. Che l'Europa si unisca o meno al programma di investimenti nel 2015 dipenderà sia dalla volontà politica di aumentare gli investimenti pubblici nelle infrastrutture obsolete della regione sia da quanto questi investimenti saranno efficaci nel rilanciare le iniziative di investimento pubblico e privato.
Secondo ING IM, la crescita dei mercati emergenti continuerà a rallentare, ma i paesi che attueranno riforme e miglioreranno la loro governance potranno ristabilire il proprio potenziale di crescita. Gli emergenti continueranno ad affrontare ostacoli a livello nazionale e globale. In particolare, i timori degli investitori in questa regione si concentreranno sulla Cina, a causa del persistere delle incertezze legate al settore immobiliare e bancario.

Gli asset rischiosi restano attraenti

ING IM prevede che equity e real estate saranno le asset class più forti nel 2015, mentre i tassi di interesse potrebbero salire leggermente rispetto ai livelli attuali negli Usa sulla scia della stretta da parte della Fed. Una limitata pressione sui rendimenti dei bond potrebbe materializzarsi in Germania e in Giappone.
Valentijn van Nieuwenhuijzen, Head of Multi Asset di ING IM ha affermato: "Nel corso del 2015, gli squilibri globali continueranno a pesare sulla crescita e sulla fiducia degli investitori, ma le politiche non ortodosse delle banche centrali manterranno accomodanti le condizioni generali della liquidità e sia gli Usa sia il Giappone sono pronti a crescere oltre il potenziale. Il Giappone rimane il nostro mercato preferito. L'Eurozona non risolverà totalmente i suoi problemi nel 2015, ma i titoli azionari della regione continueranno a offrire rendimenti interessanti. I timori legati al rallentamento della Cina e alla deflazione europea, peseranno indubbiamente sugli investitori. Tuttavia, restiamo ottimisti dato che i mercati sviluppati stanno entrando nel periodo di ripresa più sostenuto dalla crisi e i premi per il rischio sembrano attraenti. Riteniamo che i timori di bolle siano esagerati e vediamo valutazioni tirate solo nei prodotti obbligazionari a spread. Tuttavia, la bassa crescita nominale e l'invecchiamento della popolazione continuano a spingere gli investitori verso la ricerca del rendimento, mentre le aspettative di default sono basse. Altri comparti del mercato, come ad esempio titoli di stato, real estate o azioni, offrono ancora premi per il rischio pari o superiori alla media di lungo termine. Un rinnovato rafforzamento nella dinamica di crescita globale in generale favorirà gli asset rischiosi nelle fasi iniziali del 2015".

I mercati azionari diventeranno meno dipendenti dagli USA

Secondo ING IM, la crescita degli utili non sarà più l'elemento trainante nel 2015 nel comparto azionario, e laddove le aziende Usa vedranno un rallentamento, le aziende europee e giapponesi potrebbero invece registrare vedere un'accelerazione nella crescita dei profitti.
Patrick Moonen, Equity Strategist di ING IM ha dichiarato: "Per il prossimo anno ci aspettiamo un mercato azionario meno legato agli Usa, che vedranno un rallentamento della crescita degli utili e una politica monetaria più restrittiva. Nella zona euro e in Giappone, invece, le politiche monetarie accomodanti e l'effetto positivo dei tassi di cambio, porteranno a un'accelerazione delle prospettive di crescita degli utili. In generale, le aziende hanno liquidità da spendere, ma contemporaneamente vediamo crescere le differenze tra le valutazioni azionarie nelle diverse regioni. Il Giappone è il nostro mercato preferito grazie al trade-off favorevole tra valutazioni e crescita. Le valutazioni degli Stati Uniti sono un po' care, anche se non rischiano di certo una bolla. Altri buyback negli Stati Uniti potrebbero addirittura compensare la bassa crescita degli utili. Il destino dell'Eurozona dipenderà dalle decisioni dei policymaker, ma nella regione sarà possibile trovare opportunità sia sul fronte del dividend yield sia sui titoli growth. Le valutazioni nell'Eurozona e in Giappone saranno quindi sostenute dall'andamento degli utili e dai cicli di politica economica e monetaria".

La Cina rimane il rischio maggiore per i Mercati Emergenti


ING IM ritiene che i mercati emergenti dovranno superare ostacoli importanti nel 2015, in particolare per l'atteso rallentamento dell'economia cinese. Questo influenzerà gli altri mercati emergenti soprattutto a livello di scambi commerciali, mentre la normalizzazione della politica monetaria metterà ulteriore pressione sui flussi di capitali verso i paesi in via di sviluppo. La capacità dei policymaker degli emergenti nell'attuare le riforme rimane un fattore cruciale nel favorire la crescita economica e l'andamento di questi mercati.
Maarten-Jan Bakkum, Emerging Markets Strategist di ING IM ha detto: "C'è una continua pressione sulla crescita dei mercati emergenti, nonostante il miglioramento della domanda da parte dei mercati sviluppati. In prospettiva, sono due i maggiori rischi a livello globale, vale a dire il rallentamento della Cina e la normalizzazione della politica monetaria, che continueranno a influenzare i flussi di capitale verso questi mercati. Abbiamo inoltre identificato tre ostacoli endogeni alla crescita: un rapido aumento dell'indebitamento che porti squilibri macro e vulnerabilità nel sistema, il persistere di rigide condizioni finanziarie nei mercati emergenti e un modesto quadro degli investimenti con perdita della competitività. In assenza di riforme, potrebbe essere necessaria un'ulteriore svalutazione monetaria allo scopo di ridurre gli squilibri macro e generare nuova crescita".



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