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   numero di 31/12/2014
Finanza e investimenti

Il credito alle famiglie mostra i primi segnali di ripresa delle erogazioni
Più incisiva la ripresa nel mercato dei mutui immobiliari, sia nella componente dei mutui d'acquisto (+5.3%), sia soprattutto in quella delle surroghe (+208%). Più timida la crescita dei flussi di credito al consumo (+1.2%), sostenuta dai finanziamenti finalizzati

Secondo la trentasettesima edizione dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, nel corso del 2014 il credito alle famiglie erogato da banche e operatori specializzati ha mostrato i primi segnali positivi sia dal lato della domanda sia dell'offerta.
Infatti, le erogazioni di credito alle famiglie nei primi 9 mesi del 2014 hanno complessivamente mostrato una ripresa, più timida nel comparto del credito al consumo rispetto a quella più incisiva rilevata nei mutui immobiliari.
Dal lato della domanda, le famiglie hanno progressivamente mostrato una maggiore propensione alla richiesta di finanziamenti rispetto al 2013, per quanto la prolungata debolezza dell'attività economica e le incertezze che gravano sui tempi e le modalità di ripresa, abbiano ancora determinato un approccio cauto nelle scelte di spesa e di investimento, rimaste piuttosto modeste nonostante il lieve aumento dei consumi, dopo due anni di riduzione.

Il credito al consumo

L'attività di erogazione di credito al consumo nei primi 9 mesi del 2014 torna a mostrare un'evoluzione positiva, dopo cinque anni di flessione. I flussi finanziati risultano infatti in aumento del +1.2% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il numero di operazioni di finanziamento cresce complessivamente del +5.9%.
La ripresa è stata trainata dai finanziamenti finalizzati all'acquisto di autoveicoli e motocicli che fanno registrare un deciso aumento (+6.8%) grazie a un impulso non trascurabile dovuto alle offerte a tassi promozionali. I timidi segnali di ripresa del mercato nazionale automotive, che ha visto una ripresa delle immatricolazioni a privati, sono stati dunque favoriti dal sostegno del credito al consumo.
Anche per il comparto delle carte rateali/opzione, nei primi 9 mesi del 2014 si profila una ripresa (+4.5% rispetto allo stesso periodo del 2013), sostenuta dal lancio di nuovi prodotti sul mercato.
Trainanti sono le carte opzione (+5.7% i flussi veicolati), tra le quali si annoverano anche carte bancarie caratterizzate da un utilizzo prevalentemente a saldo, mentre i volumi transati dalle rateali risultano ancora in calo (-1.8%). Tali trend riflettono da un lato la forte preferenza degli utenti per la flessibilità che garantisce la carta opzione e dall'altro il maggior orientamento dell'offerta verso tale prodotto.

Finanziamenti finalizzati e prestiti

I finanziamenti finalizzati all'acquisto di altri beni/servizi (appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, palestre) continuano invece a segnare il passo: nei primi 9 mesi del 2014 risultano infatti in calo del -6.9% rispetto al corrispondente periodo 2013.
Questa dinamica è riconducibile alla contrazione dei consumi delle categorie merceologiche cui i finanziamenti sono destinati e alle difficoltà degli operatori a proporre campagne a tassi promozionali.
I prestiti personali confermano anche nei primi 9 mesi del 2014 una contrazione dei flussi (-1.5%), pur se in attenuazione negli ultimi mesi. Il calo delle erogazioni, che negli ultimi 4 anni si sono complessivamente ridotte di circa un quarto, esprime la maggiore prudenza sia delle famiglie sia degli istituti eroganti verso un prodotto che prevede mediamente importi più elevati e durate più lunghe e che, conseguentemente, risulta più rischioso rispetto ad altre tipologie di finanziamento.
Infine, i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (CQS), dopo la ripresa del 2013, nei primi 9 mesi del 2014 tornano a ridursi (-2.9%), riflettendo il calo delle erogazioni verso i pensionati e i dipendenti pubblici.

I mutui immobiliari

Oggetto dell'approfondimento monografico dell'ultima edizione dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio, i mutui immobiliari che, sebbene con volumi fortemente ridimensionati rispetto al periodo pre-crisi, mostrano segnali di ripresa.
La graduale risoluzione di alcuni vincoli che avevano ridimensionato il mercato dei mutui negli anni di crisi sta guidando e guiderà la ripresa. Nel complesso, infatti, il mercato dei mutui ha mostrato segnali positivi per un miglioramento delle prospettive economiche dei potenziali nuovi mutuatari e una rinnovata spinta commerciale da parte degli istituti di credito, impegnati ad attuare nuove logiche di offerta, focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto.
Nel dettaglio, nei primi 9 mesi del 2014 l'incremento delle nuove erogazioni finalizzate all'acquisto di abitazioni è stato del +5.3% in termini di flussi finanziati. L'evoluzione del numero dei contratti di mutuo per acquisto (+7.1%) risulta superiore a quella delle compravendite residenziali (+2.2%), segno che il credito torna a sostenere le famiglie per l'acquisto della casa.
La competizione tra operatori è stata giocata soprattutto sulla convenienza del tasso variabile, dovuta alla riduzione dei costi di raccolta e dal basso livello dei tassi Euribor. Le erogazioni di mutui a tasso variabile continuano quindi ad aumentare la loro quota (67% nei primi 9 mesi del 2014) a scapito dei mutui a tasso misto (20%) e di quelli a tasso fisso (13%).
L'attuale convenienza del tasso variabile è anche all'origine del boom registrato nei primi 9 mesi del 2014 per i mutui di surroga (+208% per i flussi finanziati), che in termini di quota raggiungono il 5.8% del totale flussi finanziati.
Dall'analisi sugli importi medi dei mutui erogati emerge che dal 2013 è aumentato l'importo medio dei mutui di surroga (114.000 euro nei primi 9 mesi del 2014) mentre quello dei mutui di acquisto continua nel trend di riduzione (119.000 euro), conseguenza della contrazione del valore degli immobili e della cautela delle famiglie.
La riduzione del divario tra gli importi medi dei mutui di acquisto e di surroga dimostra che i mutui surrogati nel 2014 riguardano principalmente mutui recenti, stipulati nel periodo in cui gli spread erano ai livelli massimi.

L'analisi della rischiosità

Nel corso del 2014 il rischio di credito si è mantenuto sostanzialmente stabile, con un lieve rientro dei tassi di default a settembre 2014, riflettendo sia la prudenza della domanda che la selettività dell'offerta di credito.
Nello specifico, il tasso di default (ovvero l'indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell'ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) si attesta a settembre 2014 al 2.4%, proseguendo l'allontanamento dal punto di massimo registrato all'inizio del 2010 pur rimanendo su livelli superiori a quelli registrati prima della crisi.
Per quanto riguarda il credito al consumo, il tasso di default si attesta a settembre al 2.5%. Il tasso di default di prestiti personali e finalizzati mostra un andamento simile: per i prestiti personali l'indicatore passa dal 4% di giugno al 3.9% di settembre 2014 mentre i finalizzati passano dall'1.7% all'1.6%.
Il tasso di default dei mutui immobiliari si è stabilizzato per gran parte del 2014 all'1.9% e solo a settembre mostra un ulteriore cenno di miglioramento, posizionandosi all'1.8%.


Le prospettive per il 2015

La ripresa del mercato del credito al dettaglio si consoliderà nel biennio 2015-2016, sebbene i ritmi di crescita si manterranno modesti. L'incertezza sulle prospettive future e il lento miglioramento del ciclo economico suggeriranno ancora una certa cautela alle famiglie nelle decisioni di ricorso al credito e politiche di offerta ancora attente al controllo della rischiosità ma progressivamente più favorevoli grazie al miglioramento delle condizioni di accesso alla liquidità e alla maggiore trasparenza sui bilanci delle banche derivante dal completamento del Comprehensive Assessment.
Le previsioni per il credito al consumo indicano che il ritorno alla crescita è rimandato al 2015, ma il debole miglioramento dello scenario macroeconomico consentirà una ripresa dei finanziamenti comunque modesta, confermando pertanto un approccio al credito ancora cauto da parte delle famiglie.
I flussi di finanziamenti alle famiglie concessi da banche e società finanziarie nei mesi finali del 2014 confermeranno i segnali positivi registrati nei primi 9 mesi dell'anno e consolideranno la crescita nel biennio successivo, ma nel complesso rimarranno decisamente più contenuti rispetto a quelli degli anni prima della crisi.
Per quanto riguarda l'andamento dei mutui, negli ultimi mesi del 2014 si dovrebbero rafforzare i segnali di ripresa delle erogazioni per acquisto di abitazione, confermando le tendenze osservate nella prima parte dell'anno, anche grazie al significativo aumento di nuovi contratti di surroga.
La rischiosità del comparto resterà nei prossimi anni su livelli elevati per tutte le tipologie di prestiti, in quanto la modesta ripresa economica non consentirà di assorbire completamente gli effetti della lunga fase di crisi sul mercato del lavoro e sui redditi delle famiglie, elementi che continuano a rappresentare i principali fattori di rischio dello scenario.
 



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