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   numero di 03/12/2014
Finanza e investimenti

Si impenna la domanda di mutui: a ottobre +22,1%
Si tratta dell'incremento mensile più consistente fatto registrare negli ultimi 5 anni. Il dato aggregato dei primi 10 mesi dell'anno, seppur con un +13,0%, resta però ancora distante rispetto al triennio 2009-2011

Nel mese di ottobre 2014 cresce ulteriormente il numero di domande di mutuo presentate dalle famiglie italiane agli istituti di credito (quindi istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), facendo registrare l'incremento più elevato dalla fine del 2009 ad oggi, con un eloquente +22,1% rispetto allo stesso mese del 2013.
L'aggregato della domanda di mutui nei primi 10 mesi del 2014 a confronto con le rilevazioni degli anni precedenti rivela che nei primi 10 mesi dell'anno in corso il numero di richieste di mutui ha segnato una crescita del +13,0% rispetto al pari periodo del 2013. Tuttavia, allargando il confronto rispetto al triennio 2009-2011, il divario appare ancora netto. Indubbiamente, nell'ultimo anno e mezzo la domanda di mutui ha fatto registrare incoraggianti segnali di ripresa ma è doveroso sottolineare come essa sia sostenuta anche dalla crescita delle richieste di surroga stimolate dalla contrazione degli spread offerti dalle banche.
L'ultimo aggiornamento del Barometro CRIF riporta anche il dato relativo all'importo medio dei mutui richiesti che, nei primi 10 mesi dell'anno, è stato pari a 124.174 Euro, in calo del -2,6% rispetto al pari periodo dello scorso anno (quando l'importo medio era pari a 127.523 Euro) e del -10,3% rispetto al 2008, quando la crisi economica non si era ancora manifestata.
La continua contrazione dell'importo medio dei mutui richiesti è riconducibile a diversi fattori ormai consolidati, in primis la cautela che ancora caratterizza i comportamenti delle famiglie, con i livelli di fiducia distanti dai livelli pre-crisi, ma soprattutto il perdurante calo del prezzo degli immobili oggetto di compravendita.
Coerentemente con la dinamica osservata, analizzando le classi di importo nell'aggregato dei primi 10 mesi dell'anno si evidenzia come nella distribuzione delle richieste di mutui la fascia inferiore ai 75.000 Euro e quella di importo compreso tra i 75.000 e i 100.000 Euro siano le uniche a far registrare un aumento, pari rispettivamente a +1,5 punti percentuali e +0,3 punti percentuali.
La classe al di sotto dei 75.000 Euro e quella compresa tra i 100 e i 150.000 Euro continuano invece ad essere le preferite dagli italiani, rispettivamente con una quota pari al 28,3% e al 28,6% del totale.
Dal punto di vista della durata dei mutui richiesti, invece, l'incremento più sostenuto è quello registrato nella classe compresa tra i 10 e i 15 anni (+0,6 punti percentuali rispetto al pari periodo 2013). Al contrario, la classe tra i 25 e i 30 anni, pur rappresentando la quota maggiore sul totale, pari al 27,2%, è quella che ha fatto registrare la contrazione più consistente (-1,1 punti percentuali).
Infine, in relazione all'età dei richiedenti, la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni si conferma essere quella prevalente, con una quota pari al 34,7% del totale, seguita da quella tra i 25 e i 34 anni (27,6%).
"Plausibilmente la fase peggiore che ha caratterizzato il mercato negli anni scorsi è ormai alle spalle e il consolidamento della domanda di mutui, anche grazie alle importanti iniziative di sostegno che sono state varate, induce un cauto ottimismo" ha commentato Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF. "È però indubbio che l'offerta da parte degli istituti di credito continuerà ad essere condizionata dall'esigenza di tenere attentamente sotto controllo la qualità dei crediti erogati. Gli operatori del settore, in particolare, per continuare a essere competitivi dovranno mettere in campo adeguate strategie di gestione del rischio, migliorare ulteriormente l'efficienza operativa, valorizzare sempre più la relazione con il cliente e sfruttare al meglio tutte le opportunità legate al crescente utilizzo della tecnologia nei servizi finanziari e nei sistemi di pagamento".



Finanza e investimenti

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