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   numero di 12/11/2014
Idee e opinioni

Innovazione digitale: importante leva di crescita per il futuro
Secondo uno studio realizzato da I-Com per ING Bank, l'88,4% degli italiani reputa l'innovazione importante per il futuro personale e familiare e il 91,1% per la crescita del Paese e il rilancio dell'occupazione

Capace di innovare nonostante un contesto non sempre favorevole: è l'Italia fotografata dalla ricerca realizzata da I-Com - l'Istituto per la Competitività guidato dall'economista Stefano da Empoli - per conto di ING Bank, uno dei principali gruppi bancari e assicurativi internazionali, in occasione dell'evento "Italia Think Forward! Innovazione digitale per la crescita del Paese" organizzato per celebrare i 35 anni di attività in Italia.

Il sondaggio: l'innovazione secondo gli italiani

Condotto su un campione di 1.011 persone, rappresentativo della popolazione adulta nazionale, il sondaggio mette a fuoco l'idea che italiani hanno dell'innovazione. Questi i risultati  più significativi:

- il 91,1% del campione di italiani adulti ritiene l'innovazio­ne importante per la crescita economica del Paese e il rilancio dell'occupazione. Si tratta di una stragrande mag­gioranza che scende però in maniera significativa, pur rimanendo elevata, per le classi di età over 65 e per livelli di istruzione bassi (licenza media o titolo inferiore);

- il 54,1% del campione ritiene che le PMI siano i soggetti più innovativi. Il 36% indica le grandi aziende e solo il 7,9% le amministrazioni pubbliche;

- in assoluto, secondo gli intervistati, il soggetto pubblico dovrebbe essere il principale finanziatore dell'innovazione (42,6%). Non è così nel Nord Est, dove viene preferito il ricorso ai prestiti delle banche (42,8% vs 38,5%);

- tra le forme di finanziamento privato all'innovazione, le banche (34,8%) superano i canali azionari e obbligazionari (21,3%);

- il 74% del campione pensa che nell'arco dei prossimi 35 anni il telelavoro sostituirà gli attuali modelli organizzativi. Il 65,3% ritiene che i robot prenderanno il posto degli esseri umani nella maggior parte delle occupazioni attuali. Il 61,9% crede nella realizzazione compiuta della sharing economy. Le percentuali relative alle prime due risposte salgono in maniera significativa tra gli intervistati di genere femminile;

- il 48,9% del panel ritiene che l'istruzione sia il fattore cruciale e necessario per l'innovazione, nettamente davanti alla capacità di adeguarsi alle circostanze (23,2%), al talento (21,2%) e alla fortuna (6,3%).

 

Il sondaggio approfondisce, poi, il tema dell'innovazione digitale in banca:

- tra chi effettua almeno un'operazione settimanale, l'home banking è più popolare dello sportello fisico (22,4% vs 9,4%);

- il 90,7% del campione controlla il conto online con cadenza mensile. Il 58,3% effettua bonifici almeno una volta al mese;

- per un terzo del campione  entro i prossimi 5 anni il mobile banking sarà il canale prevalente per le operazioni bancarie. Per il 59,6% ciò accadrà entro i prossimi 10 anni;

- la consulenza finanziaria del futuro sarà online: per il 29% degli intervistati si tratta di uno scenario che si realizzerà in 5 anni, mentre per il 56% in 10 anni.

 

Diffusione dei servizi digitali: Europa e Italia a confronto

 

In Italia internet è lo strumento di interazione con la Pubblica Amministrazione nel 21% dei casi. Ben al di sotto del 41% della media europea e dei casi di eccellenza, rappresentati da Danimarca (85%) e Olanda (79%);

- in tema di eCommerce tra gli ultra-quattordicenni i servizi assicurativi, bancari e finanziari sono il comparto a maggiore crescita, passando dal 6% del 2012 al 13,7% del 2013. Segue l'acquisto di libri e riviste (dal 25,1% al 34,3%).

 

Innovazione e infrastrutture: Europa e Italia a confronto

 

In Italia il 68% delle abitazioni sono connesse alla broadband. In Europa la media è del 76%. In Finlandia, UK e Olanda il dato supera l'87%, mentre in Romania e Grecia si aggira intorno al 55%;

- nel 2013 l'Italia ha fatto più progressi di tutti gli altri Paesi UE, passando dal 55% di case connesse nel 2012 al 68% del 2013.

- la velocità della connessione fissa lascia a desiderare: circa l'80% si attesta in Italia tra i 2 e i 10 Mbps. Solo lo 0,6% supera i 30 Mbps, mente in Europa ciò accade in media nel 21,2% dei casi.

 

"Nonostante condizioni di contesto spesso sfavorevoli, i fatti dimostrano che l'Italia è un Paese che può e sa essere più innovativo di quanto si pensi.  Lo conferma la crescita a due cifre nell'ultimo biennio di alcuni servizi digitali, come il mobile banking e l'eCommerce", rileva Stefano da Empoli, Presidente di I-Com. "Barriere tecnologiche, strutturali e culturali non ci consentono, tuttavia, di tenere il passo rispetto al resto dell'Europa. Crediamo, dunque, sia urgente intervenire incrementando gli investimenti nelle reti fisse e mobili, digitalizzando i servizi pubblici e implementando programmi di alfabetizzazione digitale, a partire dalle scuole".

"Mi fa particolarmente piacere scoprire che l'Italia crede in maniera così spiccata all'innovazione e al suo potere di migliorare la vita quotidiana delle persone". ha commentato Don Koch, Country Manager di ING Bank Italia. "ING è presente in Italia dal 1979 con le attività dedicate ai corporate client e dal 2001 come pionieri del digital banking; in questo arco temporale crediamo di avere dato un contributo importante allo sviluppo di progetti innovativi nel Paese. Alcuni esempi tra i più significativi: il sostegno a importanti progetti di energie rinnovabili, lo sviluppo del direct banking in Italia e, più recentemente, l'impegno a premiare giovani start-up tecnologiche. Più che guardare al passato però, oggi ci piace continuare a pensare al futuro e agire concretamente per offrire ai nostri clienti gli strumenti necessari per essere un passo avanti nella vita e nel business ("be a step ahead in life and business"), come indicato dalla strategia globale di ING", ha concluso Koch. "Abbiamo progetti ambiziosi per l'Italia con l'obiettivo di raddoppiare i nostri asset al 2020, allargare la nostra offerta anche al segmento delle PMI nei prossimi 2 anni e sostenere almeno altre 50 start-up nei prossimi 5 anni".

 



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