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   numero di 24/09/2014
Digital Business

La tecnologia sara’ l’elemento chiave della convergenza della TV nel digitale
Il 70% degli advertiser europei concorda nel ritenere che l’efficacia della pubblicità migliorerà con l’evoluzione del video advertising nei prossimi tre anni. E le media company incrementeranno i ricavi pubblicitari globali grazie alla vendita di video ads

Videology, piattaforma di video advertising, ha reso noto uno studio condotto a settembre da Forrester Consulting e intitolato, “Cross-Platform Video Advertising Accelerates”
I risultati dell’indagine, svolta per conto di Videology, mostrano come i decision maker europei nel settore del video advertising vedano la continua evoluzione della visualizzazione di video su diversi dispositivi come un’opportunità da cogliere per l’intero ecosistema. Tuttavia, dato che le abitudini dei consumatori relative alla fruizione dei contenuti continuano a mutare, si devono affrontare diverse problematiche relative ad aspetti quali la misurazione, la leadership tra team media tradizionali e digitali, le piattaforme tecnologiche disponibili per soddisfare le mutevoli esigenze dei brand odierni, e le media company
Lo studio ha coinvolto 500 tra advertiser, agenzie e media company in Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito. L’indagine è stata concepita allo scopo di valutare se la combinazione in continua evoluzione tra dati, tecnologia e visualizzazione multi-device possa portare a una pianificazione del video advertising digitale e televisivo complessiva e non vincolata a una determinata piattaforma. Lo studio ha svelato che il 70% degli intervistati ritiene che sia “importante” o “molto importante” poter acquistare globalmente pubblico, su tutti gli schermi - compresa TV e piattaforme video - nei prossimi tre anni. Tuttavia, un cambiamento di questa grandezza richiederà una leadership innovativa, ma non è ancora chiaro chi potrà assumere il ruolo di leader.
“Siamo di fronte a un momento storico importante, con aspetti conoscitivi ancora da chiarire nel modus operandi che saremo tenuti a seguire, in un futuro che tutti ritengono ormai molto prossimo. Con un pubblico che adotta continuativamente nuove abitudini di fruizione dei contenuti video, è giunto il momento per media, advertiser e agenzie di adottare da parte loro nuovi approcci. Dato che si è concordi nel riconoscere che media company e advertiser avranno entrambi dei benefici, tutte le parti in causa dovrebbero concentrarsi sulle aree di accordo e collaborare per risolvere le problematiche ancora esistenti”. (Studio Forrester Consulting, Settembre 2014).

Tra i risultati significativi:

La targhetizzazione del pubblico è il più grande vantaggio del video advertising

La capacità di profilare consumatori specifici è il vantaggio più apprezzato in Europa, seguito da un attenzione maggiore verso il pubblico. Ci sono tuttavia differenze tra le varie country. I risultati in Francia hanno indicato il “Miglioramento del video con feature interattive” importante come la targhettizzazione. Mentre in Spagna i vantaggi principali indicati sono la capacità di raggiungere i consumatori non raggiunti sulla TV, l’offerta di messaggi a differenti ore del giorno e il controllo di raggio d’azione e frequenza.  Il Regno Unito ha posto maggiore enfasi sul calcolo del ROI rispetto alle altre country, a testimonianza della maturità del mercato del video advertising in questa regione.

Le agenzie ritengono che il planning e il buying globali rappresentino il futuro, anche se una loro adozione su ampia scala è ancora lontana

Il 63% delle agenzie prevede di unire in futuro i gruppi di acquisto dei video online e tradizionali, ma il 51% dichiara di voler comunque continuare a pianificare ogni piattaforma in modo separato.

Le media company vedono il potenziale del second-screen per le esperienze di visualizzazione

Il 72% delle media company intervistate ritiene che il coinvolgimento dei consumatori con contenuti fruiti su un secondo schermo incrementerà - moderatamente o significativamente -nei prossimi tre anni.

Gli advertiser e le loro agenzie supportano i Gross Rate Points (GRP) come standard di misurazione per i video

Mentre tutti gli stakeholder concordano sul fatto che la misurazione del video advertising sia complicata, sono comunque divisi sugli standard più efficaci da utilizzare. Gli advertiser e le loro agenzie concordano anche sull’utilità dei GRP, con il 75% che ritiene che il mercato dovrebbe standardizzarsi su una metrica GRP per incrementare l’efficienza.

La tecnologia deve adattarsi alle esigenze operative di marketer e media company

Oltre un terzo (42%) degli intervistati ha dichiarato di sentire l’esigenza di una piattaforma tecnologica che consenta loro di targhetizzare i consumatori in modi differenti.  Le tre feature principali che ricercano in una piattaforma tecnologica includono: diverse modalità di targhetizzazione del pubblico, tracciabilità dei consumatori su differenti device e offerta di ads sugli smartphone. Da sottolineare come la possibilità di offrire ads su piattaforme VOD tramite TV via cavo/satellite sua stata indicata tra le opzioni meno importanti.

 

“Come technology provider, siamo nella posizione privilegiata di poter aiutare il mondo dell’advertising a risolvere queste problematiche, oltre ad aver la possibilità di spingere verso una più estesa adozione tecnologica”, afferma Anne De Kerckhove, managing director, EMEA di Videology. “Abbiamo avviato il modello programmatic in risposta a un’esigenza più ampia di efficienza nella compravendita di pubblicità. Il mercato chiede a gran voce una standardizzazione della misurazione dell’advertising su tutti i video e della targhetizzazione del pubblico su device differenti. Se i technology provider danno ascolto alle esigenze dell’industria, possiamo offrire soluzioni che proietteranno la stessa industria nel futuro e incrementare i profitti a tutti i livelli”.

 



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numero di 24/09/2014
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