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   numero di 10/09/2014
Finanza e investimenti

À la recherche… della ripresa perduta
Carcaterra (ANIMA): In attesa di nuovi eventi e della ripresa nell’Eurozona, rinviata alla fine dell’anno, il giudizio del nostro team gestionale sui mercati azionari diventa tatticamente neutrale

L’attesa non è ancora finita. La crescita nell’Eurozona continua a farsi desiderare, con una conseguente debolezza della domanda di prestiti e un miglioramento della qualità del credito che si mostra più lento e graduale delle previsioni. Ma alcuni dati congiunturali della zona Euro fanno sperare che si tratti di una fase contingente e che il circolo virtuoso della ripresa finalmente possa riprendere fra il III e IV trimestre di quest’anno. Verso la fine dell’anno dovrebbero dispiegarsi gli effetti positivi del “super pacchetto” comunicato a giugno dalla Bce e si terranno le prime aste relative ai nuovi prestiti a lungo termine concessi alle banche, condizionati al credito a famiglie e imprese, i cosiddetti Tltro. 
In particolare, se la locomotiva tedesca nel II trimestre di quest’anno ha rallentato i ritmi di crescita, basti pensare che a giugno gli ordinativi in Germania hanno accusato una contrazione del 3,2% rispetto al mese precedente dopo, a sua volta, la flessione nell’ordine dell’1,6% a maggio, il Pmi manifatturiero di agosto è sceso a 52,0 punti, mentre quello composito si è portato a 54,9, sempre ai massimi ma da due mesi in calo. 
Ancora, nel complesso dell’Eurozona si registra ad agosto un arretramento di un punto dopo il balzo inatteso del Pmi composito di luglio (53,8): per i direttori degli acquisti ci sarà una ripresa dell’attività sia nel manifatturiero che nei servizi. Quest’ultimo settore è passato però dal livello di 54,2 di luglio (minimo degli ultimi sei mesi) a 53,5 di agosto, ancora molto vicino al livello massimo da tre anni, raggiunto in aprile. Un supporto concreto alla congiuntura economica del Vecchio Continente arriva poi dalla moneta unica, il cui percorso di indebolimento è accelerato nelle ultime settimane.
Accanto a quello della crescita, l’altro importante tema su cui si concentra il dibattito, è ancora quello del lungo periodo di bassa inflazione, che nell’Eurozona è influenzata da due fattori, ovvero prezzo dell’energia e tasso di cambio; a nostro parere, però, al momento non sussistono i presupposti per uno scenario di deflazione anche perché si sta andando verso una lenta stabilizzazione. Le componenti “core” dell’inflazione mostrano due dinamiche differenti, con i servizi in tendenziale risalita e i beni ancora deboli.
Oltreoceano, invece, l’inflazione continua a correre soprattutto sotto la spinta dei costi di carburanti ed energia: a giugno l’indice di prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% sul mese precedente, sostenuto per ben due terzi proprio dai prezzi dei carburanti. A questo proposito, non mancano gli economisti convinti che la dinamica dei prezzi potrebbe superare, già entro la fine del 2014, l’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve. Infatti, il mercato del lavoro potrebbe tornare ad alimentare una dinamica moderatamente reflazionistica: l’indice dei prezzi sta iniziando a mostrare dei segnali di accelerazione, in particolare negli ultimi tre mesi, che se confermati potrebbero riportare l’inflazione ben sopra il 2,0%.

 

Roberto Carcaterra, Direttore Investimenti di Anima SGR



Finanza e investimenti

numero di 10/09/2014
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