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   numero di 30/07/2014
Finanza e investimenti

Credito alle imprese: domanda record nei primi 6 mesi del 2014 (+12,1%)
Malgrado il parziale rallentamento del trimestre aprile-giugno, continua ad aumentare il numero delle richieste di finanziamento presentate agli istituti. In crescita anche l'importo medio richiesto (67.061 euro)

Nel I semestre del 2014 il numero di domande di finanziamento presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito ha continuato a far registrare un segno positivo, con un +12,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complessivamente il dato rappresenta il record assoluto a partire dal I semestre 2008, ovvero prima dello scoppio della crisi economica.

L’ultima rilevazione condotta da CRIF mostra tuttavia una crescita del numero di richieste di credito che si attenua nel secondo trimestre dell’anno, con un +8,0% rispetto al +15,9% che aveva caratterizzato i 3 mesi precedenti.

Queste evidenze emergono dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese. Nello specifico si tratta di domande formali, quindi vere e proprie istruttorie di credito presentate agli istituti, e non semplici richieste di informazioni o preventivi.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi distingue l’andamento del numero di richieste di credito da parte di Imprese Individuali e Società: il risultato dei primi 6 mesi dell’anno in corso è stato determinato in particolare dal picco di richieste presentato dalle imprese individuali, che hanno fatto registrare una forte accelerazione rispetto al corrispondente periodo 2013 seppur non sempre per finanziare i progetti di investimento quanto, più semplicemente, per sostenere l’attività corrente.

Nello specifico, nel I semestre 2014 le imprese individuali hanno fatto registrare un incremento complessivo della domanda del +15,9%, malgrado la dinamica trimestrale mostri un’attenuazione della dinamica nel trimestre aprile-giugno. Per le società, invece, l’incremento rilevato nel semestre si è assestato a +9,5%.

Dato altrettanto significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentato dalla crescita anche dell’importo medio dei finanziamenti richiesti da parte delle imprese. Nei primi 6 mesi del 2014, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società, l’importo medio si è attestato a 67.061 Euro contro i 64.491 Euro del corrispondente periodo 2013.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, le imprese individuali hanno fatto registrare un importo medio pari a 33.983 Euro (era stato di 32.441 Euro nel I semestre 2013), mentre per le società si è attestato a 91.125 Euro (contro gli 86.524 Euro del 2013).

Relativamente alla distribuzione per classe di importo, la fascia di richieste inferiori ai 5.000 Euro continua a risultare la preferita, raggiungendo una quota del 35,5% del totale (in crescita di 3,1 punti percentuali rispetto alla rilevazione del I semestre 2013) in virtù del peso preponderante delle richieste effettuate da imprese di piccola e piccolissima dimensione.

L’andamento delle richieste di credito disaggregato per singola regione presenta, come sempre accade, dinamiche estremamente variegate, influenzate da peculiarità e dinamiche locali che non sono state approfondite nell’analisi.

Relativamente al numero delle richieste di finanziamento, le uniche regioni in cui il dato relativo al I semestre 2014 si rivela negativo sono state la Valle d’Aosta (-4,1%) e l’Umbria (-1,2%). Riguardo gli importi medi richiesti, invece, è il Trentino Alto-Adige la regione che ha fatto registrare il record assoluto con 185.488 euro.

“Nel semestre appena concluso la domanda di credito ha fatto registrare un’ulteriore crescita rispetto al corrispondente periodo degli anni precedenti, facendo segnare il record assoluto dal 2008 ad oggi – spiega Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Evidentemente lo scenario in graduale miglioramento e le prospettive di ripresa, per quanto modeste esse siano, stanno contribuendo ad incoraggiare le imprese a rivolgersi con maggior fiducia agli istituti per sostenere l’attività corrente e finanziare gli investimenti”.

 



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