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   numero di 23/07/2014
Fare Business

I 5 consigli per chi vuole diventare un capo perfetto
Nella nuova edizione dell'Hays Journal, 5 suggerimenti per sbaragliare la concorrenza e mantenere una leadership impeccabile

La prima regola è quella di non imitare mai il comportamento degli altri: in ufficio vince chi riesce a definire il proprio stile manageriale, senza però rinunciare ad un tocco di originalità. Mantengono poi salde le redini dell’ufficio quei professionisti in grado di crescere attraverso le critiche, pensare a 360 gradi e mantenere i nervi saldi, soprattutto quando la tensione sale alle stelle. Infine, hanno la meglio quei capi che una volta smessa la cravatta o il tailleur, scaricano stress e nervosismo attraverso una sana attività sportiva. Sono queste le 5 regole d’oro per chi mira a fare carriera e diventare un “capo ideale” secondo la nuova edizione dell’Hays Journal, pubblicazione curata da Hays, gruppo specializzato nel recruitment di middle e top manager.

“Spesso chi è a capo di un team o di un ufficio, tende a concentrarsi esclusivamente sui risultati e sugli obiettivi da raggiungere adottando uno stile manageriale che tende a prevalicare i propri collaboratori. – afferma Carlos Manuel Soave, Managing Director Hays Italia – Si tratta però di un comportamento controproducente che, oltre ad alimentare un clima pesante e poco produttivo in ufficio, può danneggiare le performance del manager stesso”.

 

Definire il proprio stile manageriale

 

La prima regola se si vuole diventare un capo di successo è quella di non imitare mai lo stile di altri colleghi. Ognuno ha una propria storia alle spalle, frutto di scelte e percorsi di carriera, sulla base della quale va costruito un approccio “tailor made” alla leadership. Far leva sulle proprie competenze è fondamentale per diventare una figura di riferimento in grado di ispirare le proprie risorse.

 

Riconoscere e gestire le situazioni che generano stress

 

Sotto stress mantenere la calma è fondamentale, soprattutto quando si occupa una posizione di rilievo all’interno di un’azienda. Perdere la lucidità può, infatti, portare a decisioni affrettate e poco vantaggiose. Il vero capo dovrebbe essere in grado di riconoscere le situazioni che provocano maggiore ansia e tensione, imparando a gestirle al meglio per non alimentare, a cascata, nervosismo e clima pesante in ufficio.

 

Accettare le critiche

 

Essere un capo non esonera dalla critiche, anzi! Un capo deve essere in grado di rimettersi in discussione chiedendo ai propri dipendenti di valutare, in modo oggettivo e onesto, il proprio operato, per conoscere i propri punti di forza e migliorare i punti di debolezza.

 

Pensare a 360 gradi

 

In un mercato sempre più global, le aziende sono spinte ad elaborare strategie di business in contesti internazionali. Il capo ideale deve quindi possedere una forma mentis globale, frutto non solo di esperienze di lavoro all’estero, ma anche della volontà di aggiornarsi in modo continuo e costante sugli avvenimenti che influenzano, a livello mondiale, economica, politica, culturale, storia, arte, ecc.

 

Fare sport

 

Sembrerà scontato ma il motto Mens sana in corpore sano è ancora valido. Soprattutto per un capo. Praticare con costanza un’attività sportiva migliora la produttività, anche in ufficio. L’attività fisica aiuta, infatti, a scaricare tensioni e ansie della vita da ufficio, favorendo non solo la capacità di concentrazione, ma affinando anche quella decisionale. 

 



Fare Business

numero di 23/07/2014
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