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   numero di 23/07/2014
Fare Business

Confcommercio: per le Camere di Commercio si' alla riforma, no allo smantellamento
Una ricerca rivela che oltre il 70% delle imprese del terziario ritiene indispensabile il sistema camerale e buona la qualità dei servizi resi

La previsione di un dimezzamento dei diritti camerali a partire dal 2015, contenuta nel decreto di riforma della P.A., rappresenta di fatto il primo passo verso lo “smantellamento” del sistema delle Camere di Commercio che, in questi anni, è stato un esempio di come un ente pubblico gestito direttamente dal mondo delle imprese e delle associazioni possa valorizzare le attività economiche dei territori, anche in ambito internazionale, in maniera efficiente e trasparente. Invece, la strada intrapresa dal Governo, non solo costringerebbe tante Camere di Commercio a chiudere i battenti, ma metterebbe anche a rischio gli equilibri economici di tanti territori e procurerebbe un ulteriore danno al sistema delle Pmi.

Cancellare le Camere e redistribuirne le funzioni ad enti locali, uffici periferici dello Stato o addirittura ad Agenzie di nuova costituzione, comporterebbe, non solo un costo per le finanze pubbliche, ma farebbe anche il venir meno tutta una serie di attività volte alla promozione delle economie locali e priverebbe le imprese di un sostegno concreto e continuo in termini di servizi e di attività di coordinamento e confronto delle varie rappresentanze. Sostegno confermato, peraltro, da una recente indagine di Confcommercio. 

Per questo motivo Confcommercio ha mobilitato tutte le strutture confederali, Associazioni territoriali e Federazioni, per promuovere una vera e propria campagna di informazione sui danni che la strada intrapresa dal Governo produrrà e sulla necessità di avviare un’azione di riforma complessiva del sistema camerale. A partire dalla ridefinizione del perimetro delle attività presidiate, ad esempio razionalizzando i servizi erogati e rafforzando il ruolo di supporto alle imprese soprattutto per favorire l’accesso al credito; da una razionalizzazione dell’articolazione territoriale basata non su confini amministrativi (una camera per ogni Regione) ma su criteri di omogeneità dei bacini di utenza; dalla riduzione e razionalizzazione delle Aziende Speciali avviando anche un processo di dismissioni degli asset non funzionali al ruolo delle Camere, per liberare risorse a sostegno delle imprese e delle economie territoriali.

Confcommercio auspica che la riforma preveda che le risorse attribuite al sistema camerale siano adeguate ai nuovi assetti organizzativi e funzionali attraverso un percorso triennale di rimodulazione del contributo camerale.

Da un’indagine commissionata da Confcommercio a Format ricerche emerge che più del 75% delle imprese del terziario sono soddisfatte dei servizi di supporto che ricevono dalle Camere di Commercio, il 70% considera il sistema camerale un ente necessario per l’economia del territorio e una percentuale analoga (il 69%) giudica soddisfacenti i servizi complessivamente erogati a fronte del diritto camerale versato.

 

I risultati della ricerca

 

Se si analizzano i servizi amministrativi più utilizzati dalle imprese del terziario, al primo posto troviamo il Registro delle imprese, con il 64,1% delle risposte, seguito da comunicazione/segnalazione certificata di inizio attività (55%), e Registro informatico protesti, informazioni su altre imprese o amministratori e qualifiche professionali (38,5%). Importante anche il 36,5% che utilizza i servizi per Certificazione estera.

L’85% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatto dei servizi amministrativi delle Camere di Commercio, di cui il 35% si è detto molto soddisfatto.

Riguardo ai servizi di supporto più utilizzati dalle imprese del terziario, al primo posto la ricerca rileva “Informazioni sulla situazione economica, studi e analisi economiche e Osservatorio sull’economia” (46,6%). Al secondo posto troviamo “Corsi di formazione, seminari, tirocini abilitativi (39,1%), seguiti da “Informazione e assistenza su finanziamenti agevolati; incentivi e contributi alle imprese; contrinuti sull’innovazione e trasferimenti tecnologico” (37.7%); e “Servizi per la creazione e successione di impresa” (35,6%). Importante anche il 35,4% per la voce “Informazioni, promozioni e supporto ai contratti di rete dell’impresa”.

Infine, il 69% delle imprese giudica soddisfacenti i servizi erogati dalla Camera di Commercio a fronte del diritto camerale pagato.

 



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numero di 23/07/2014
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