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   numero di 23/07/2014
Cover story

Purassanta (Microsoft): Innovazione opportunita' per le aziende italiane

Innovare è una necessità. Occorre guardare alle nuove tecnologie, le opportunità, contestualizzarle e trovare un modo per sviluppare nuovi business e nuovi processi per trasformare l'azienda

Abbiamo incontrato Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia, per farci raccontare, dal punto di vista privilegiato di chi incontra quotidianamente aziende e istituzioni, perchè questo momento è di vera trasformazione.

L'industria italiana ha bisogno di una trasformazione. C'è un patrimonio di capacità di creatività, invenzione e realizzazione che non ha veramente paragoni nel mondo, ma la svolta del digitale non è stata presa ancora nella dimensione giusta. L'opportunità è grande perché se si aggiunge questa valvola di sfogo che è l'ottimizzazione dei processi esistenti, l'internazionalizzazione delle imprese attraverso l'eCommerce e il digitale si possono ottenere dei risultati pazzeschi. Pero' non ci sono ancora abbastanza investimenti.

Quali sono le potenzialità e quali sono i rischi?

Bisogna fare attenzione, perché ogni processo di ogni industria domani può essere "commodotizzato" da un'impresa che si inventa un nuovo modo di andare sul mercato. Questo vale per tutti i settori, anche nella meccanica perché con il 3D printing domani si potrà costruire un oggetto a distanza, in una fabbrica più o meno complessa da costruire e quindi anche per l'industria manifatturiera ci potrebbero essere delle difficoltà. O attendiamo che succeda qualcosa o siamo noi gli artefici di questa convergenza di tecnologie. La mia raccomandazione è di guardare alle nuove tecnologie, le opportunità, contestualizzarle in azienda, piccola, medio o grande che sia e trovare un modo per sviluppare nuovi business e nuovi processi per trasformare l'azienda.

Si parla tanto di innovazione, ma anche il concetto di innovazione sta cambiando...

Il ciclo di innovazione sta cambiando ed è sotto i nostri occhi, basta cambiare la storia. Se guardiamo cosa è successo tra l'ottocento e il novecento e dal novecento a oggi scopriamo che non c'è stata mai la stessa intensità di trasformazione. Il progresso puoi amarlo o non amarlo, ma se non lo ami resti escluso dal futuro. La realtà è che oggi i cicli nello sviluppo dei prodotti sono accelerati. Negli anni cinquanta e sessanta c'era una grande innovazione ogni otto/dieci anni, poi arrivavano ogni quattro/cinque anni e oggi un anno, in alcuni settori, è un ciclo lungo. Se penso a Microsoft, giusto per restare in casa, il nostro software ha cicli sempre più brevi. Il sistema operativo dei computer viene aggiornato una volta all'anno, i dispositivi hardware si aggiornano una volta ogni sei mesi.

É tecnologia per tecnologia o è veramente qualcosa di utile?

Le aziende che nascono ed entrano nei mercati con dei processi basati sulle nuove tecnologie hanno delle crescite pazzesche. Significa che utilizzare le ultime versioni di un prodotto e integrare diverse soluzioni per fare qualcosa che sia specifico per un'azienda, permette di avere un business model che è molto più efficace della concorrenza, di andare a portare il prodotto e servizio a clienti che sono lontani, ma si possono anche selezionare con intelligenza, si possono seguire meglio e con attenzione, fidelizzandoli in un modo che non era pensabile prima.
Tutti i pezzi della filiera - dalla concezione di un prodotto e di un servizo al suo delivery a una persona o un'azienda e al follow up di tutto il ciclo - sono rinnovabili completamente, segmento per segmento. Un'azienda che nasce oggi lo fa già con quei processi e ottiene delle crescite pazzesche perché tutto è ottimizzato, chi ha un'azienda esistente ha il dovere di guardare ogni pezzettino della sua catena del valore e valutare se lo puo' trasformare; alle volte si puo' e altre non si puo' perché la ricetta non vale per tutti i casi, ma vi assicuro che non c'è azienda che incontro che non trova almeno uno spunto per migliorarsi.
Ogni volta che facciamo un workshop di innovazione con aziende che hanno voglia di investire tempo ed energia mentale su innovare con la tecnologia, si trovano minimo sei o sette spunti per migliorarsi. Da un progetto piccolissimo come l'acquisto di strumenti di mobilità, fino a una costruzione di un sistema informativo, che nella nuova generazione non richiede più uno o due anni di progettazione, ma richiede tre o quattro mesi, e in questo poco tempo si innova un processo e reso l'azienda più agile e pronta a nuove sfide.

Raccontare la tecnologia serve ancora?

Quello che noi chiamiamo lo storytelling, la narrativa della tecnologia, è fondamentale. Io l'ho vissuto in Francia, dove sono stato per tanti anni, sebbene in un altro contesto. La cosa più difficile è far parlare le persone che sanno di tencologia con le figure aziendali che sono responsabili di un business. Hanno due linguaggi diversi e due mentalità e due approcci completamente diversi alle opportunità e ai problemi da risolvere. La cosa più bella è quando si riesce a mettere insieme queste due figure della stessa azienda e si riesce a creare questa sinergia di comunicazione in cui le persone cominciano a capire meglio come sfruttare le forze degli uni e degli altri e creare un progetto di trasformazione dell'azieonda. É una soddisfazione pazzesca. Il mio ruolo e quello di tutto il team è quello di lavorare con i clienti italiani, quindi personalmente è di grande soddisfazione, perché le aziende italiane sono incredibili, la quantità di brand italiani conosciuti a livello mondiale non ha paragone con le altre nazioni ed è una forza pazzesca, ma dobbiamo modernizzarle, renderle ancora più efficaci, conosciute all'estero, vendere di più e fare crescita.
Ogni opportunità di contestualizzare le tecnologia con lo storytelling per trasformare le aziende italiane è davvero una soddisfazione per chi fa il nostro lavoro. Aziende grandi e medie, anche medio/piccole vengono raggiunte dal nostro progetto "Digitali per crescere", le piccole aziende le raggiungiamo con i nostri partner che portano innovazione sul territorio.


Ma non ci non solo le aziende, siete impegnati anche con i giovani e per valorizzare la diversity.

Per le Università lavoriamo su tutta l'Italia, siamo operativi su sette città ma il numero crescerà, le ultime sono Roma, Pisa e Venezia. Continueremo a veicolare i messaggi di innovazione, efficienza e opportunità. Poi bisogna andare anche a portare questo messaggio ai ragazzi, perché i giovani che sono nati digitali, con internet e gli smartphone, hanno una grande facilità di comprendere come la tecnologia cambi la vita. Quando questi ragazzi entrano nel mondo del lavoro rappresentano una forza pazzesca di trasformazione. Noi portiamo i nostri messaggi nelle scuole, Youth Park è uno dei nostri programmi anche per la formazione dei ragazzi su internet, con corsi fisici per sviluppare le competenze e pensiamo che sia una cosa importante da fare. Abbiamo toccato circa 500.000 ragazzi in Italia, per arivare a un milione e continuare cosi'. Siamo attivi da 10 anni nel valorizzare le donne all'interno delle imprese, Futuro@lfemminile è un esempio, fare comprendere alle ragazze che ci sono spazi, anche occupazionali e di soddisfazione, nella tecnologia. C'è molto da fare per questo paese e noi vogliamo raccontare a tutti che ci sono delle opportunità da cogliere.

 



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