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   numero di 09/07/2014
Fare Business

Le aziende hanno talento al loro interno ma non sempre lo sfruttano
Condotta in Italia, Francia, Germania e UK, un'indagine Cornerstone OnDemand rivela che il processo di selezione interna rappresenta un fattore chiave per il successo degli HR

Sempre più le aziende di tutta Europa devono far fronte a una serie di criticità quando si tratta di gestire la forza lavoro: dove trovare i migliori talenti? Come motivare i team nei momenti difficili?

Le persone sono sicuramente la risorsa più importante di un’azienda. Tuttavia, in molti casi, sono anche la risorsa più costosa, e riuscire a massimizzarne il valore è un fattore determinante per il successo di qualsiasi realtà. Trovare e far crescere il personale di maggiore talento è potenzialmente il compito più difficile per gli HR.

Cornerstone OnDemand, azienda specializzata nella fornitura di soluzioni cloud per la gestione dei talenti, ha commissionato un’indagine sull’internal recruitment, condotta lo scorso marzo in Italia, Francia, Germania e Regno Unito, su un campione di 363 organizzazioni appartenenti a diversi settori.

L’indagine ha analizzato il contesto e le realtà che circondano l’internal recruitment - o selezione interna - compresi l’ambiente, i processi e le responsabilità, i sistemi informativi che la gestiscono, i relativi risultati e le eventuali difficoltà. L’ambito della ricerca ha compreso le seguenti aree: Esigenze e identificazione della selezione; Selezione interna rispetto a selezione esterna; Processi chiave di selezione interna; Ruolo della tecnologia; Risultati e difficoltà.

Obiettivo dell’indagine era capire le best practice e le priorità comuni, ma anche valutare le differenze principali tra i quattro più grandi paesi dell’Unione Europea, che collettivamente rappresentano oltre la metà della popolazione dell’UE.

Lo studio internazionale, primo nel suo genere, è stato effettuato con analisti del settore e con organizzazioni di risorse umane locali. In Italia, l’indagine è stata condotta in collaborazione con Politecnico di Milano e HRC Academy.

Risultati

Fra i risultati dell’indagine è emerso che Il 77% delle aziende intervistate considera l’internal recruitment fondamentale o importante per la strategia di selezione del personale, anche se si riscontrano differenze tra i vari paesi. I risultati dimostrano che non sono i vantaggi a breve termine (riduzione del tempo dedicato alla selezione, dei costi delle attività di selezione e di organico) a guidare la strategia di selezione interna delle aziende intervistate, bensì le opportunità a lungo termine: crescita professionale del dipendente, mantenimento dei talenti chiave e del personale in generale.

Nel Regno Unito (54%) e in Francia (46%) è stato rilevato che un numero maggiore di aziende rispetto a Germania (33%) e Italia (31%) copre oltre il 30% delle posizioni disponibili con le risorse interne. Non sorprende, che coloro che dispongono di KPI chiari e in linea con gli obiettivi aziendali ottengano risultati migliori. E’ fondamentale, infatti, che le aziende definiscano i propri KPI e sviluppino di conseguenza una strategia di recruitment interno.

 

La situazione in Italia

 

Il contesto della crisi economica, con il blocco delle assunzioni e un tasso di disoccupazione che raggiungerà il 12,4% nel corso del 2014, rende la fidelizzazione e lo sviluppo interno del personale qualificato un problema cruciale per le imprese italiane. Ciò considerato, l’indagine conferma che il processo di selezione interna viene considerato fondamentale o importante nelle strategie di selezione del personale da parte di almeno tre quarti delle aziende italiane, con un’attenzione particolare alla crescita professionale del dipendente (59%), seguita dalla fidelizzazione dei talenti chiave (47%). Tuttavia, solo il 31% delle aziende italiane ricopre più del 30% delle posizioni aperte attraverso la selezione interna.

L’analisi rivela che il divario tra strategia di selezione interna e misurazione della relativa efficacia sia un problema critico per le aziende italiane. Oltre il 47% delle aziende ha identificato la fidelizzazione dei talenti come il fattore principale per la strategia di selezione interna, ma solo il 22% delle organizzazioni ne esegue la misurazione. I due principali KPI effettivamente misurati sono la soddisfazione del dipendente e la percentuale di successo.

Per quanto riguarda la tecnologia, emerge, tra l’altro, che l’Italia è il paese che utilizza maggiormente il sistema di gestione delle prestazioni (32%) insieme al Regno Unito. Il 36% delle aziende italiane, inoltre, intende aggiornarlo nei prossimi 12 mesi.

I principali ostacoli che rallentano l’uso del sistema di selezione interna sono il timore dei manager di perdere le risorse migliori (70%), seguito dalla preoccupazione di causare risentimento tra i candidati (40%). L’Italia è il paese in cui la maggioranza delle aziende non ha ancora standardizzato i processi di selezione interna (30%).

In conclusione, l’indagine mostra chiaramente come la selezione interna e la mobilità costituiscano componenti strategiche per la gestione dei talenti in tutta Europa, nonché un metodo valido per incrementare l’impegno dei dipendenti e la fidelizzazione dei talenti chiave. Tuttavia, sono ancora relativamente poche le posizioni occupate internamente. Le aziende hanno bisogno di chiari KPI per il processo di selezione interna e questi devono essere in linea con gli obiettivi previsti.

E’ necessario inoltre che le aziende creino un dialogo tra i dipendenti (i potenziali candidati in caso di selezione interna) e le risorse umane, per lavorare a uno sviluppo a lungo termine del talento, che coniughi le ambizioni del dipendente con la strategia dell’azienda.



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