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   numero di 09/07/2014
Finanza e investimenti

Dopo gli annunci della BCE quali sorprese aspettarci dai mercati?
Salomons (Kempen Capital): suscita interesse un’inflazione ciclica che sta lentamente raggiungendo il punto di minimo in USA e UK

La BCE ha annunciato le sue misure rispondendo alle aspettative e spingendosi anche oltre. Non pensiamo che innalzerà significativamente i tassi di interesse in Europa nel breve termine, ma la sua iniziativa impedisce che la crescita deragli e sostiene i mercati finanziari. A livello globale ci pare che le valutazioni siano avvalorate, la ripresa ciclica rafforzata e il sentiment sostenuto. Non ci sono pertanto motivi per modificare le nostre preferenze per le azioni rispetto alle obbligazioni, i titoli corporate rispetto ai governativi e le azioni europee rispetto a quelle USA.

I mercati finanziari hanno registrato un altro mese positivo. I rendimenti obbligazionari hanno continuato a scendere a livelli sempre più bassi. I rendimenti attesi non ricompensano i rischi impliciti. I rendimenti obbligazionari in calo hanno anche ulteriormente ridotto i rendimenti degli altri asset interest-sensitive, come i comparti investment grade e high yield. Anche il premio al rischio sulle azioni USA si è ulteriormente contratto e offre compensi inferiori rispetto al passato. Siamo ancora convinti che i mercati azionari continueranno a sovraperformare gli obbligazionari finché il contesto economico si mantiene favorevole.

 

La ripresa ciclica continua

 

I dati economici dimostrano che la crescita mondiale continua a rafforzarsi. Gli indicatori economici prospettici come la fiducia globale dei produttori indicano che questa tendenza proseguirà. Anche se l’inflazione è e rimarrà bassa, ci aspetteremmo logicamente, vista l’attuale fase del ciclo, che riprenda lentamente a salire. È molto probabile che l’economia USA faccia da traino anche in questa dinamica. Infine, un breve commento sui mercati emergenti. Nella prima parte dell’anno erano l’anello più debole dell’economia mondiale. Anche se la crescita di molte di queste economie rimane debole, si stanno profilando i previsti segnali di ripresa delle esportazioni. Nel frattempo in Cina si stanno dissipando i timori di una recessione indotta dall’immobiliare grazie ai mini stimoli messi in atto dal governo. La crescita mondiale dovrebbe accelerare in questa seconda parte dell’anno e la politica monetaria dovrebbe rimanere accomodante. Questa tendenza promette bene per gli asset di rischio.

 

Il cocktail della BCE

 

La BCE si è pronunciata in una conferenza molto attesa sulla politica economica. Volendo, si è trattato di una sorpresa positiva. Soprattutto perché la decisione è stata assunta all’unanimità e a causa del pacchetto di misure illustrate. La BCE ha elencato un mix di provvedimenti per arginare la deflazione, alimentare la crescita e creare credito. Primo, ha ridotto i tassi sui depositi a livelli negativi, il che significa che le banche dovranno pagare la banca centrale se decidono di detenere riserve. Secondo, interromperà le operazioni di sterilizzazione degli acquisti di titoli, di fatto creando altra liquidità. Terzo, ci sarà una nuova versione degli LTRO, ma questa volta per quattro anni e rivolti più specificatamente alle banche che rilanciano il credito. Quarta e ultima misura, ha lasciato spazio all’immaginazione per future azioni dichiarando che studierà ulteriori misure come l’acquisto di ABS (asset backed securities).

 

Condizioni finanziarie allentate

 

È improbabile che le misure annunciate abbiano un influsso diretto sui tassi di crescita nell’Eurozona perché il meccanismo di trasmissione della politica monetaria rimane deteriorato. Le banche semplicemente non intendono fornire nuovo credito prima di avere completato le AQR (Asset Quality Review) e gli stress test e raccolto ulteriore capitale. Nel contempo la domanda di credito da parte delle aziende e dei consumatori è limitata. L’effetto più positivo è che la BCE guadagna tempo e crea liquidità per permettere una prosecuzione senza problemi degli aggiustamenti necessari e, anche se non lo dichiarerà mai, per indebolire l’euro.

 

Quali sorprese attendono i mercati?

 

Molti guru dei mercati hanno recentemente rivolto la loro attenzione alla scarsa volatilità implicita dei mercati finanziari che potrebbe indicare una sorta di autocompiacimento ed è una fonte di preoccupazione. Gli altri indicatori di rischio però non sono ancora in giallo e occorre notare che nei mercati il momentum è elevato. Non riteniamo neppure che sia una posizione estrema. Da investitori dobbiamo focalizzarci laddove le aspettative potrebbero risultare sbagliate e le opinioni raggiungere troppo il consenso. Vista la fase attuale del ciclo economico negli USA e nel Regno Unito, e tenuto conto che nessuno sembra aspettarsi una ripresa dall’inflazione, suscita interesse un’inflazione ciclica che sta lentamente raggiungendo il punto di minimo in queste regioni. Seguiamo con attenzione le evoluzioni.

 

Roelof Salomons, Chief Investment Strategist, Kempen Capital Management



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