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   numero di 04/06/2014
Idee e opinioni

I benefici della gestione “green” delle flotte per multiutilty e PA
Antolini (Gruppo LGH): Due fattori assumono costantemente una posizione di rilievo: le strategie per ridurre l’impatto ambientale e l’ottimizzazione di costi di manutenzione ed esercizio

Nell’approccio e nelle discussioni che si animano attorno al tema della gestione delle flotte aziendali, in particolare quelle dei mezzi delle multi utility e delle Pubbliche Amministrazioni, due fattori assumono costantemente una posizione di rilievo rispetto ad altri: le strategie per ridurre l’impatto ambientale e l’ottimizzazione di costi di manutenzione ed esercizio.
In linea generale il nostro Paese presenta uno scenario in costante evoluzione per quanto riguarda l’adozione di vetture ad alimentazione alternativa: nel 2013 questo valore ha raggiunto il 15,3% del totale delle immatricolazioni (1.300.000) grazie alle auto a GPL (8,9%), metano (5,2%), ibride (1,2%) ed elettriche (0,1%), con un incremento del 5,8% rispetto all’anno precedente (fonte: Anfia).
Dagli incentivi previsti dalla Legge Sviluppo n. 134/2012 ci si attende un’ulteriore spinta all’adozione di veicoli ad alimentazione alternativa anche per le flotte aziendali, considerando che i risultati di una recente indagine – condotta da GR advisory su un campione di 300 aziende - rivelano come meno del 30% (28%) dei fleet manager coinvolti dichiari di aver adottato una green policy (percentuale che sale al 41% nel caso delle flotte superiori ai 100 veicoli), nonostante il 54% ne confermi l’importanza. In assoluto le aziende con un parco veicoli più ampio si dimostrano più avanti nell’adottare strategie green, spaziando dal downsizing dei motori (36 vs 16%) a quello dei veicoli (36% contro 21), fino a all’utilizzo di soluzioni IT per ridurre i consumi (30% tra le “grandi” in confronto al 23% delle piccole).
Una situazione che forse potrebbe mutare tenendo conto di alcune cifre e di alcuni casi di successo nelle gestione green fleet: 6,2 miliardi di costi di carburante risparmiati dalle aziende a livello europeo nel biennio 2010 -2012 per effetto delle “green policies” (GE Capital “Key Solutions CO2 Assessment”, 2013) e 250 mila litri di carburante in meno consumati in un anno. Se il primo dato è facilmente comprensibile, il secondo si riferisce all’esperienza e al progetto di ottimizzazione del fleet management di Eisman, l’azienda alimentare tedesca attiva nella vendita a domicilio di prodotti alimentari, che grazie ad un apparato per telediagnosi con antenne GPS e GPRS e un controllo totale della flotta (geolocalizzazione, stato, antifurto, calendarizzazione eventi manutentivi) ha conseguito risparmi per 700 mila euro nel volgere di pochi mesi (Convegno IIR Flotte 2013). Ugualmente interessante, a livello internazionale, il caso della municipalità di Sacramento che ha adottato un sistema integrato in cui un biodigestore di rifiuti alimentari fornisce metano a 17 veicoli (14 camion con pale posteriori e 3 spazzatrici) della società di raccolta e smaltimento attraverso una stazione di rifornimento apposita. Il tutto con un conseguente risparmio per le casse comunali spalmato durante l’intera vita utile dei mezzi.
Nello specifico delle multi utilities, e di conseguenza delle Amministrazione Pubbliche, sono interessanti da menzionare i casi di AMA e di Linea Group Holding (LGH). L’azienda capitolina ha portato a termine un progetto di restyling della flotta che ha visto l’adozione di più di 250 tra veicoli a trazione elettrica, ibrida e a metano, oltre a compattatori scarrabili con sistema di ricarica fotovoltaico. I mezzi elettrici consentono risparmi, rispetto a quelli a propulsione tradizionale, di circa 1700 € all’anno cad, i compattatori di 2200 € ciascuno e fino a 4000 € per ogni veicolo a metano comparato con uno a gasolio.
LGH nel 2009 ha intrapreso un percorso di trasformazione della gestione delle flotte (oltre 1000 mezzi) con l’obiettivo di migliorarne la produttività e il livello di servizio, sistematizzare il controllo dei costi, introdurre sistemi ICT nella gestione dei veicoli (all’epoca solo il 10% dei mezzi di Igiene Ambientale era dotato di GPS), ponendo grande rilievo alla questione della riduzione dell’inquinamento. Partendo da un’analisi dei fabbisogni e del dimensionamento del parco veicoli, privilegiando mezzi con minori emissioni a parità di motorizzazione, introducendo veicoli ibridi e a metano come auto “pool”, il gruppo ha conseguito risultati significativi in termini di risparmi e minori emissioni; si pensi che la sola sostituzione dei mezzi a gasolio di raccolta dei rifiuti con equivalenti a metano permette un taglio dei costi del 34% e un taglio della CO2 prodotta pari al 40% per veicolo. Coniugando questa strategia con un training finalizzato a uno stile di guida più efficiente (progetto “semaforo verde”), tecnologie quali il ricevitore satellitare GPS e GSM multiband gestito da un microcontrollore e un’applicazione web-based per la gestione e l’autorizzazione centralizzata dei rifornimenti interni, LGH ha ridotto di circa il 20% i costi totali di gestione della flotta (più di 2 milioni € ogni anno), aumentando il tasso di disponibilità dei mezzi e potendo così ridurne il numero assoluto (ca.200 veicoli in meno), oltre che riducendo le emissioni complessive del parco veicoli di quasi il 15%.

Una serie di best practice che hanno avuto un impatto positivo non solo per la multi utility lombarda ma anche per le amministrazioni comunali che del gruppo sono soci costitutivi e per le popolazioni che gravitano sui territori di riferimento. Una risposta concreta alle necessità di ottimizzare i costi che in tempi di spending review diventano ancora più cogenti e che dimostra come, a prescindere dai differenti orientamenti politici delle amministrazioni locali, l’affidamento dei servizi a quei players in grado di adottare strategie integrate di green management porti benefici in termini economici e di qualità della vita.

Michele Antolini, Responsabile Flotte Gruppo LGH



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