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   numero di 07/05/2014
Idee e opinioni

High-Frequency Trading: e' legale?
Da un libro, sono nate molte ripercussioni sul trading automatico fatto da computer

Michael Lewis ha scritto Flash Boys: A Wall Street Revolt, un libro che ha scoperto un nervo sensibile all'interno dei meccanismi borsistici americani.
Il fenomeno dell'High-Frequency Trading è stato studiato, scandagliato e raccontato e la cosa non è piaciuta particolarmente agli investitori USA.

Di che cosa si tratta?

Sono dei computer molto potenti in grado di effettuare migliaia di operazioni al secondo operando sul Nasdaq, il Nyse, oppure la Borsa dei future di Chicago.

L'ombra sui "cattivi ragazzi" dell'Hft sembrava una leggenda metropolitana, ma il libro ha mostrato quali siano i vantaggi di operare in libertà spendendo milioni di dollari al giorno, alzando o abbassando i valori dei titoli a proprio piacimento.

E' ovvio che in un sistema come quello americano, in cui le persone hanno investito la propria pensione in fondi borsistici, questo modo di alterare il mercato è assolutamente il pericolo numero uno da combattere.

Una conseguenza degli investimenti nei Big Data, nel modo di poter ricavare informazioni partendo da enormi basi di dati. La conoscenza dei sistemi, la predizione dei movimenti degli acquisti o vendite, la possibilità di operare tempestivamente (nel senso di qualche millisecondo) sui mercati rappresentano una fonte di redditività incredibile, un'opportunità per chi ha questa tecnologia a disposizione, ma un problema per chi non ce l'ha.
Il mercato, quindi, è in mano alle macchine e ai trader che hanno piena coscienza dei meccanismi degli andamenti e dei funzionamenti delle borse e delle latenze delle operazioni. Creando algoritmi efficaci, è possibile impattare sui mercati e uscire in un batter d'occhio guadagnando PIP a volontà.

Essendo sistemi informatici, è chiaro che i grandissimi investitori dispongano di queste "armi", e che gli algoritmi richiedano una costante revisione sia per migliorare le prestazioni, sia per arginare le operazioni svolte sul mercato dai sistemi dei concorrenti.

La discussione sull'High-Frequency Trading non è nuova, ora Goldman Sachs e Credit Suisse hanno deciso di alzare il livello d'attenzione, ma molto probabilmente la Sec o l'FBI non interverrano, se non altro perché il trend borsistico è in rialzo, ma soprattutto se si pensa che riuscire a capire gli interventi non è un'impresa semplice. Inoltre, le autorità non si sono mai dimostrate interessate a bloccare questo fenomeno perché il rialzo delle borse porta, in generale, un vantaggio per gli investitori comuni e soprattutto per i fondi pensione. Non va dimenticato che queste operazioni, gestite dai colossi finanziari, permettono l'abbassamento del costo delle operazioni.

Le lobby, poi, sono sempre al lavoro e tutti sappiamo che a Wall Street ci sono i migliori consulenti.

Ma discuterne è importante, almeno per capire le direzioni della finanza moderna.



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