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   numero di 07/05/2014
Fare Business

Settore auto: 7 italiani su 10 (71%) propensi al car sharing
Fantasia (Nielsen): L’autoveicolo meno “status symbol” e più mezzo funzionale. L’84% considera l’auto il mezzo più semplice per spostarsi. 1 su 2 è intenzionato a comprare un’autovettura nei prossimi due anni: il 21% pensa all’usato

Per 7 italiani su 10 (71%, +19 p.p. vs media UE) è importante poter utilizzare un’automobile anche non di proprietà. Questo è un segnale importante a partire dalla progressiva offerta dei servizi di car sharing. Ciononostante, 1 su 2 (il 48%, in linea con la media UE pari al 50%) ha dichiarato l’intenzione di acquistare un’auto nei prossimi due anni, di questi il 21% orientato verso un mezzo usato.
Solo il 29% di chi possiede un’automobile la ritiene uno status symbol, percentuale che diventa il 18% tra chi non ne possiede una. Infatti, sembra si stia affermando un concetto più utilitaristico a svantaggio del concetto di auto come misuratore dello stato sociale, riconosciuto per anni all’automobile: l’84% dei possessori considera la macchina principalmente un mezzo per spostarsi, in città o fuori dalla cerchia urbana, attribuendogli un valore prevalentemente funzionale; percezione e vissuto diffuso anche nel target “non possessore” (59%).
I dati emergono dalla Survey “Automotive demand” di Nielsen, che ha messo a tema il concetto di auto e l’atteggiamento dei consumatori, condotta nel terzo trimestre 2013 su un campione di oltre 29.000 individui collegati online, in 58 Paesi dell’Asia/Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa e Nord America.
“Questi dati – ha dichiarato Giovanni Fantasia, Amministratore Delegato di Nielsen Italia – stanno a indicare che gli anni della crisi hanno reso i consumatori “smart” non solo nei processi di acquisto dei beni di largo consumo: i dati della nostra ricerca evidenziano, infatti, che rispetto all’era pre-crisi anche nel settore automotive siamo di fronte a consumatori più esigenti, pragmatici, costantemente alla ricerca del miglior value for money e di una shopping experience personalizzata, unica, divertente, “condivisa” e che sfrutti, sempre più, i vantaggi della tecnologia. In tale contesto, il car sharing potrebbe, quindi, rappresentare la risposta alla domanda di un “nuovo” segmento di automobilisti - gli smart driver - più interessati al mezzo in sé, inteso come strumento per soddisfare un bisogno di base, piuttosto che un mezzo attraverso cui ‘ostentare’ il proprio status symbol”.

Propensione all’acquisto

Il 48% degli intervistati in Italia ha dichiarato l’intenzione di acquistare un’auto nei prossimi 2 anni, di cui il 27% è orientato verso un’auto nuova e il 21% verso l’usato. Per il solo target uomini, l’intenzione di acquisto sale al 57%, con il 34% orientato verso un’auto nuova e il 23% verso l’usato. I giovani under 30 hanno espresso l’intenzione più alta (61%, di cui 26% auto nuova e 35% usata). Il dato italiano risulta allineato con la media europea, che fa rilevare pari al 50% quanti vogliono acquistare un’auto nei prossimi due anni. Tra i paesi dell’Eurozona, la Francia è quello che si discosta maggiormente dalla media UE: il 42% dichiara di voler acquistare un veicolo nei prossimi 24 mesi (-8 p.p. vs. Europa, e –6 p.p. vs. Italia).
Fra gli italiani che hanno dichiarato la propensione all’acquisto di un’auto nei prossimi 24 mesi, alcuni stanno mettendo in pratica le intenzioni dichiarate. Il mercato dell’automotive, infatti, inizia a vedere segnali di ripresa, come dimostrano i numeri di immatricolazioni dichiarate dalla Motorizzazione civile: a febbraio 2014 118.328 unità (+8,59% vs. febbraio 2013), e nei primi due mesi dell’anno 236.500, vale a dire il 6,02% in più sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Possesso dell’auto

Il 46% degli italiani, secondo lo studio Nielsen, possiede una sola automobile, il 36% ne possiede due e infine il 7% tre o più. A livello nazionale è soltanto il 10% a non possedere l’auto, dato sensibilmente al di sotto della media UE (20%). In Europa è il 55% a essere proprietario di un autoveicolo, ma scende al 21% la percentuale di quanti ne possiedono due e al 4% quelli che possiedono tre o più mezzi. Tra i proprietari di un autoveicolo in Italia, 7 su 10 dichiarano di avere un buon legame con la propria auto. In particolare, agli italiani piace guidare (71%) e considerano l’automobile alla pari di un “buon amico” (70%), dato al di sopra di quello della media UE (60%, -11 p.p. vs. Italia). Il 66% degli intervistati ha espresso il desiderio di volere acquistare un’auto migliore rispetto a quella posseduta, nel momento in cui le condizioni economiche lo permettessero. Il 55% degli Italiani ritiene opportuno che i genitori acquistino l’auto per i figli, nel caso disponessero le risorse necessarie. Fra quanti non possiedono l’auto, il 70% ne vorrebbe una se potesse permetterselo e 6 su 10 optano per altri mezzi di trasporto, in quanto l’automobile viene vista come una seccatura, presumibilmente a partire dai rincari di carburanti, assicurazioni e parcheggi, nonché per le difficili condizioni di traffico soprattutto in città.

Pendolarismo

La survey di Nielsen ha misurato il tempo trascorso in auto dagli italiani, ovvero la diffusione del pendolarismo e il raffronto con quanto avviene in Europa e negli altri continenti. Meno della metà del campione italiano fa il pendolare (47%) per recarsi al lavoro, mentre nel resto del mondo è il 61% (+14 punti vs Italia). In termini di tempo trascorso in auto alla settimana, il 25% dedica più di 4 ore (mediamente circa un’ora al giorno) per recarsi al lavoro. In Europa la percentuale dei pendolari è superiore (55%) anche se il tempo trascorso in auto è inferiore (meno di un’ora la settimana). Ne consegue che se in Italia 4 pendolari su 10 utilizzano l’auto (39%) e il 55% usa mezzi pubblici, prendendo in considerazione lo scenario europeo la quota di quanti si spostano in auto è ferma al 33% (-6 p.p. vs. Italia) e l’84% sfrutta il pubblico trasporto (+29 p.p. vs. Italia). Altri mezzi (biciletta, scooter, moto, bici elettrica). Il 63% degli intervistati italiani dichiara di possedere una o più biciclette, contro il 58% della media UE (-5 punti vs. Italia), il 19% di disporre di uno scooter (Europa 7%, -12 punti vs Italia) e il 12% di una moto (UE 9%, -3 punti).

Per quanto riguarda la bicicletta elettrica, la sua diffusione è ancora molto bassa, sia in Italia (2%) che in Europa (3%). Ciò è spiegabile con il costo, ancora particolarmente elevato, la scarsa conoscenza di questo tipo di mezzo e la difficoltà di trovare punti di rifornimento per la ricarica.



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